Nonostante il più grande dispiego di risorse pubbliche da dopoguerra ad oggi, i salari italiani continuano a calare.

Magari, e dico magari, la soluzione non è spendere sempre di più. La soluzione è l’aumento della produttività e la concorrenza.

La produttività consente alle aziende di avere un margine più ampio, visto che molte aziende, specialmente le micro-aziende a stento sopravvivono.

La concorrenza obbliga le aziende ad utilizzare parte di quel margine per pagare di più i lavoratori. O paghi di più, o la concorrenza ti distruggerà. Si chiama distruzione creatrice, l’ha descritta magnificamente Schumpeter nei suoi libri.

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di EconomiaXFinanza

4 commenti

  1. Ur_Faninoc on

    I salari reali sono crollati, non la produttività. Quindi, in questo caso, possiamo dire che gli stipendi sono rimasti indietro *nonostante* la produttività. Il mantra “bisogna aumentare la produttività” in questo caso non funziona.

  2. Lordsheva on

    Draghi nell’immaginetta è li per qualche ragione particolare?

  3. stercoraro6 on

    Ma secondo la dragessa stiamo andando benissimo, in Italia lavorano tutti e sono felici. /s

  4. Astralesean on

    L’Italia ha anche avuto un sostanziale calo della disoccupazione, questa statistica non è mai aggiustata per questa considerazione. Chi smette di essere disoccupato non va a fare il lavoro di 10k, quello è chi aveva prima un lavoro di 9k. Il grosso del nuovo lavoro è fatto da stipendi sotto la media. Si deve guardare chi aveva un lavoro prima quanto guadagna adesso, in tal caso è un incremento anche se piccolino. 

    Questa è la medesima ragione per la Spagna e Finlandia essere in “calo” tra l’altro

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