
Negli anni ’50 la casa farmaceutica italiana Serono sviluppò il primo farmaco a base di gonadotropine umane (hMG), estratte dall’urina di donne in menopausa, necessario per curare l’infertilità femminile. Il progetto, avviato dal chimico Pietro Donini, richiedeva enormi quantità di urina: per questo, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche e testimonianze storiche, Serono coinvolse conventi di suore post-menopausa, ottenendo un accordo — anche tramite contatti vicini al Vaticano — per la raccolta quotidiana del materiale. Le urine venivano quindi trasportate e processate per isolare gli ormoni che avrebbero dato origine a farmaci come il Pergonal, fondamento della prima generazione di terapie per la fertilità. Il contributo delle suore restò a lungo poco noto, ma fu decisivo nel permettere la produzione su larga scala del trattamento che segnò l’inizio della moderna medicina della riproduzione assistita.
Il ‘farmaco’ per la fertilità fatto con l’urina di suore italiane in menopausa
di timendum
7 commenti
Ho trovato anche un [articolo di anni fa del guardian ](https://www.theguardian.com/news/1999/aug/15/food.foodanddrink) che ne parla, poi è talmente grossa che servirebbero più fonti autorevoli, ma io la domenica mattina non sono riuscito a trovarne.
Non erano gli anni 50 ma inizi dei 90 e ricordo benissimo una vicina over 50 donava urina imbottigliata che veniva raccolta regolarmente tutte le settimane. Cosa ci facessero non ne ho la minima idea e apparentemente neanche la donatrice lo sapeva
Più leggo il titolo, più mi viene voglia di spararmi
Per un secondo temevo che fosse tornato Vice Italia, co la sua sfilza di autori 20enni di Milano che parlavano principalmente di stronzate di Milano e sesso.
Chiusero senza manco un articolo di chiusura, nulla, semplicemente passarono da “ho provato i 10 migliori enema di caffè di Milano” un silenzio costante, eterno.
Ogni tanto, quando ci ripenso, mi viene il buonumore.
Addì 30 Novembre anno domini 2025 scopro che Vice esiste ancora
Ah, ma è Vice
Ho vomitato il caffè.