
CALENDARIO. 22 DICEMBRE 1990 35 anni fa Lech Wałęsa prestava giuramento come Presidente della Repubblica di Polonia, come primo presidente democraticamente eletto dopo la caduta del sistema comunista. La cerimonia nell’aula del Sejm ha avuto una dimensione simbolica: Ryszard Kaczorowski, l’ultimo presidente della Repubblica di Polonia in esilio, ha consegnato a Wałęsa le insegne del potere, ponendo fine alla continuità delle autorità statali in esilio dal 1939. Un fatto interessante, ben confermato dalle fonti, è il fatto che Wałęsa ha prestato giuramento sulla Costituzione del 1952, cioè un atto giuridico adottato nella realtà della Repubblica popolare polacca. La mancanza di una nuova costituzione dimostra quanto incompleta e provvisoria fosse la trasformazione politica dell’epoca: politicamente innovativa, ma istituzionalmente ancora inserita nel vecchio quadro. Il giuramento è stato una conseguenza della vittoria delle elezioni presidenziali, in cui Wałęsa ha sconfitto Stanisław Tymiński al secondo turno. Il risultato stesso del primo turno, con l’eliminazione di Tadeusz Mazowiecki, ha rivelato una profonda spaccatura nel campo post-Solidarnosc. La presidenza di Wałęsa è stata controversa fin dall’inizio, sia nei confronti del governo che degli ex alleati dell’opposizione. Lo stato attuale della ricerca storica non lascia dubbi sulla dualità di questa figura. Il ruolo di Wałęsa negli scioperi del 1980 e nell’emergere di “Solidarnosc” come movimento sociale di massa è un dato di fatto. Allo stesso tempo, i documenti del Servizio di Sicurezza, analizzati dall’Istituto della Memoria Nazionale, indicano la sua collaborazione a breve termine con l’apparato di sicurezza all’inizio degli anni ’70 sotto lo pseudonimo di “Bolek” – questa questione non è solo una disputa giornalistica oggi, sebbene la sua interpretazione susciti ancora emozioni. Il mandato di Wałęsa (1990-1995) fu un periodo caratterizzato da un forte stile presidenziale, frequenti controversie con il parlamento e i governi e la cosiddetta “guerra al vertice”, che divise permanentemente l’élite della Terza Repubblica Polacca. Allo stesso tempo fu il periodo del ritiro delle truppe russe, del rafforzamento della sovranità statale e della svolta strategica della Polonia verso l’Occidente. Il giuramento del 22 dicembre 1990 rimane un momento decisivo, ma anche profondamente ambiguo nell’equilibrio della storia recente della Polonia.
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di HistoricaDayAfterDay