Guglielmi, contattato da Fanpage.it, sottolinea come sia stata violata una prassi ormai consolidata: il governo ha violato l’articolo 138 della Costituzione, che concede tre mesi di tempo dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale per raccogliere le 500mila firme di elettori necessarie a chiedere un referendum. La maggioranza, partendo dalla richiesta avanzata da un quinto dei membri di una Camera ritiene invece legittima l’indicazione della data, senza aspettare la scadenza dei 90 giorni il prossimo 30 gennaio, perché richiama l’articolo 15 della legge n. 352 del 25 maggio 1970, che stabilisce che il referendum va indetto entro 60 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum della Corte di cassazione, che ha ammesso le richieste referendarie lo scorso 18 novembre. Per cui, è il ragionamento, il governo era tenuto a comunicare una data per la consultazione referendaria entro il 17 gennaio

Nessuno sa cosa possa succedere adesso, dopo la richiesta di sospensiva al Tar. Si tratta di un fatto inedito, e non ci sono precedenti: dal governo Amato del 2001 i governi hanno sempre aspettato il termine di tre mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. "Cosa succede adesso? Non lo sa nessuno, perché non è mai accaduta una cosa del genere. In tutte le altre quattro occasioni in cui c’era sia una raccolta firme, sia un quesito fatto dai parlamentari — visto che è ovvio che un quesito dei parlamentari ci mette 3 giorni e una raccolta firme ci mette 3 mesi — tutti i governi avevano atteso il termine dei 3 mesi. Nessuno ha mai detto ‘io me ne frego dei 3 mesi’ e quindi non sappiamo cosa succederà"commenta a Fanpage.it Guglielmi.

https://www.fanpage.it/politica/ricorso-al-tar-su-data-referendum-giustizia-comitato-per-il-no-governo-disprezza-volonta-popolare/

di sr_local

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