
La Corte di Strasburgo ha stabilito all’unanimità che “vi sono state due violazioni dell’articolo 2 (diritto alla vita/indagine) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”. “è deceduto dopo che i carabinieri lo avevano immobilizzato e ammanettato, tenendolo in posizione prona per circa 20 minuti. La Corte ha ritenuto che il fatto che i carabinieri abbiano tenuto R.M. a terra in posizione prona per circa 20 minuti dopo la sua iniziale immobilizzazione, e anche dopo che era apparentemente diventato incosciente, non fosse assolutamente necessario”sottolinea la Cedu, che riferisce inoltre di avere “riscontrato carenze nell’indagine che ne è seguita (per quanto riguarda la sua indipendenza), nella formazione delle forze dell’ordine sulle tecniche di immobilizzazione e nelle linee guida in vigore in Italia all’epoca per mettere le persone in posizione prona con il minimo rischio per la salute e la vita”.
La Corte precisa però di non essersi espressa in merito alla responsabilità penale delle persone coinvolte nell’episodio e che “non mette in discussione le decisioni dei tribunali italiani, che alla fine hanno assolto i quattro carabinieri coinvolti nell’incidente”.
La Cedu ha stabilito che l’Italia debba versare a 7 ricorrenti complessivamente 140mila euro a titolo di risarcimento del danno morale e, congiuntamente, 40mila euro per le spese
https://www.lapresse.it/cronaca/2026/01/15/riccardo-magherini-la-corte-di-strasburgo-condanna-litalia-carenze-nellindagine-e-nelle-linee-guida/
di sr_local