I film più visti in Italia negli ultimi 30 anni

  1. Titanico (1997) – 13.883.669 spettatori
  2. Quo Vado (2016) – 9.964.606 spettatori
  3. La vita è bella (1997) – 9.702.524 spettatori
  4. Buon modo (2025) – 9.142.643 spettatori
  5. Sole a catinelle (2013) – 8.650.871 spettatori
  6. Il ciclone (1996) – 7.956.549 spettatori
  7. Avatar (2009) – 7.943.583 spettatori
  8. Fuochi d’artificio (1997) – 7.510.129 spettatori
  9. Tolo Tolo (2020) – 7.061.436 spettatori
  10. Chiedimi se sono felice (2000) – 6.855.948 spettatori
  11. Che bella giornata (2011) – 6.831.777 spettatori
  12. Al rovescio 2 (2024) – 6.556.106 spettatori
  13. Così è la vita (1998) – 6.145.973 spettatori
  14. Pinocchio (2002) – 6.087.895 spettatori
  15. Harry Potter e la pietra filosofale (2001) – 6.067.081 spettatori
  16. Il Re Leone (2019) – 5.930.055 spettatori
  17. Natale sul Nilo (2002) – 5.741.294 spettatori
  18. C’è ancora domani (2023) – 5.710.057 spettatori
  19. Avatar: la Via dell’Acqua (2022) – 5.113.902 spettatori
  20. Il Codice Da Vinci (2006) – 5.110.475 spettatori

https://www.libero.it/magazine/news/checco-zalone-buen-camino-incassi-non-e-film-piu-visto-presenze-cinema-190726

di tric-e-trac

12 commenti

  1. MisterErrore on

    Mi ricordo che ai tempi di Titanic c’era gente che andava al cinema a vederlo e poi ci tornava per rivederlo, e non una/due/tre volte ma molte di più. Una follia, per quel che mi riguarda. Ma evidentemente, non per tutti.

  2. Dazzling-Paper9781 on

    Mah l’anno scorso è uscito anche città di pianura, film molto bello arrivato persino a Cannes, che però da noi non si è cagato nessuno.
    Parere mio, merita molto di più del film di Zalone

  3. Vegetable-Clock3128 on

    Per forza davano solo quello al cinema. Da me hanno tenuto 28 anni dopo una settimana per avere Zalone ogni 30 minuti mannaggia cazzo

  4. Royal-Shape-9244 on

    Uno ci prova a non voler fare l’intellettuale di sto cazzo o quello che è, ma porco***. 5 film su 20 dei più visti sono di Zalone? Che declino cristo.

  5. nel 97 ero piccolo ma ricordo distintamente code mostruose nei cinema di paese per vedere titanic.
    ma è stato ancora peggio, nonostante i numeri dicano il contrario, quella sciagurata giornata in cui volevo andare a vedere avatar nel 2009. abbiamo girato 3 cinema, due di essi i più grandi della regione, e non ho mai visto tanta gente per vedere un film, era un casino assurdo. infatti quel giorno non l’ho visto.

  6. markbug4 on

    Scusate ma come fa Inside Out 2 a stare lì? Non l’ho visto, diciamo pure sia bello, ma nella top 20? E gli altri harry potter per dire? E gli altri campioni d’incasso globale?

  7. lars_rosenberg on

    Non riesco mai a capire tutto questo successo dei film di Checco Zalone. Non ho nulla né contro di lui, né contro chi va a vederli, tra l’altro ci sono film ben peggiori. Però non mi capacito della scala del suo successo.

    Poi ad esempio i film di Aldo Giovanni e Giacomo ancora la gente li sa a memoria e internet è pieno di meme tratti dai loro film ancora oggi. Lo stesso non succede per i film di Zalone. Però boh, Zalone porta più gente al cinema.

    Non critico, semplicemente non capisco.

  8. ReturnOfTheSaint14 on

    Io ho lavorato in un cinema e il mio,che vabbè avrei molto da ridire,in uno dei suoi rari momenti dove non mi faceva odiare il lavoro,disse “l’intelligenza della società si misura anche dai film che vede”

    Ha poi articolato il discorso dicendo che se in Italia un film di enorme impatto culturale come “C’è ancora Domani” viene visto di meno rispetto ad un film di Checco Zalone, vuol dire (oltre al fatto che alcuni film sono molto più spinti rispetto ad altri) che la gente semplicemente vuole andare al cinema solo per staccare e non pensare, e non più per acculturarsi.

    A lui ovviamente faceva piacere,da un punto di vista economico, che il cinema fosse invaso da chi voleva vedersi film oggettivamente stupidi come quelli di Checco Zalone o “Io sono la fine del mondo”,ma d’altro canto era snervato che il cinema fosse passato dall’ essere un posto di cultura ad un posto dove capita che i film demenziali ottengano più successo economico di film ben pensati.

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