
tl; dottor:
i 200 database saranno letti e integrati da algoritmi per scovare evasori e aumentare la compliance fiscale.
Credo che l’articolo sia dietro paywall, copio-incollo:
Giorgetti firma l’atto di indirizzo sugli obiettivi 2026-2028 per Agenzie, Gdf e dipartimento Finanze. Analisi dei database integrati con l’intelligenza artificiale per mirare i controlli, ma a decidere sarà l’uomo
La lotta all’evasione punterà a dividere in modo sempre più netto i contribuenti onesti da accompagnare negli adempimenti e quelli a rischio su cui concentrare i controlli. Un aiuto più ampio arriverà dall’intelligenza artificiale, che sarà utilizzata per leggere in modo integrato la mole sconfinata di informazioni presenti nelle 200 banche dati fiscali, via via più integrate fra loro, e definire i profili di rischio per guidare i controlli: che continueranno però a essere decisi da funzionari e dirigenti dell’amministrazione finanziaria, in base al principio irrinunciabile di «non esclusività della decisione algoritmica».
L’intelligenza artificiale entrerà nella preparazione dei controlli formali sulle dichiarazioni, e darà una mano anche per accelerare le procedure dei rimborsi.
Lo spiegano le 82 pagine dell’atto di indirizzo sulla politica fiscale 2026/28 firmato il 25 febbraio dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il programma parte dalla rivendicazione del fatto che la lotta al sommerso non è all’anno zero. Fra 2019 e 2022 la propensione all’evasione delle imposte (al netto di Imu e accise) si è ridotta dell’11,7%, superando quindi l’obiettivo di un taglio del 10% fissato dal Pnrr. E su questa strada il Governo è andato avanti con un ampio ventaglio di misure, dagli interventi contro gli illeciti Iva e le compensazioni indebite all’estensione del patrimonio informativo dell’agenzia delle Entrate-Riscossione, fino all’obbligo di allineare i dati di Pos e scontrini.
I profili di rischio
Proprio da qui parte una delle linee d’azione tracciate dal nuovo piano. Perché «l’obbligo di collegamento tra le informazioni derivanti dai pagamenti elettronici e dalla registrazione dei corrispettivi», si legge nel documento, offre uno dei capitoli chiave del Sif, il Sistema informativo della fiscalità, su cui «si baseranno la valutazione del rischio di non compliance e il monitoraggio dei soggetti a elevata pericolosità fiscale».
La definizione dei profili di rischio, che sarà condotta in modo congiunto da Entrate, Dogane e GdF per evitare sovrapposizioni, viaggerà su due ordini di fattori. Sul piano generale, avranno un peso la «disaggregazione su base provinciale» e «l’articolazione secondo i diversi settori economici». Ma in questa griglia conteranno poi una serie di comportamenti individuali, come l’abitudine «di presentare tempestivamente le dichiarazioni fiscali, di pagare puntualmente le imposte e di non trasmettere dichiarazioni infedeli, errate o incomplete».
IO recidivi
Un rischio mediamente più alto è attribuito a chi è già incappato in un controllo che abbia fatto emergere irregolarità. Di conseguenza, «l’Agenzia monitorerà il comportamento dei contribuenti che hanno subito un controllo fiscale per verificare nel tempo il loro grado di propensione all’adempimento e, più in generale, per valutare il livello di fedeltà fiscale». Su queste basi, l’atto di indirizzo chiede «una maggiore frequenza dei controlli sostanziali», anche qui «utilizzando in chiave predittiva» i dati di fatturazione elettronica, anagrafe dei conti correnti, pagamenti elettronici e scontrini digitali. E il mantra della prevenzione guida anche il progetto di rafforzare, sempre tramite analisi di rischio, i controlli preventivi sulle cessioni di crediti e sugli F24 delle compensazioni.
La spinta alla compliance
Tecnologia e AI punteranno a rafforzare anche la spinta alla compliance, ramo su cui il Governo ha scommesso come leva per modificare i rapporti tra Fisco e contribuente. In agenda c’è infatti il miglioramento degli «algoritmi di selezione» dei destinatari delle lettere di compliance, per ridurre i «falsi positivi», e le analisi sull’efficacia di queste iniziative, in termini di gettito recuperato, saranno sviluppate con gli «strumenti di data analysis». Del resto la tecnologia guiderà tutta l’analisi costi/benefici delle iniziative antievasione, attraverso nuovi «indicatori aggregati di incremento del gettito fiscale» per «misurare l’aumento delle entrate derivanti da attività di prevenzione e contrasto rispetto al 2024».
La lista dei compiti a casa investe anche l’agenzia delle Dogane, chiamata a contrastare i «fenomeni maggiormente pericolosi» individuati in particolare in «evasione totale dei dazi, sottofatturazione e frodi Iva all’importazione», attuate anche attraverso l’e-commerce e l’utilizzo di spedizioni frazionate (i mini pacchi).
https://24plus.ilsole24ore.com/art/l-ai-legge-anche-pos-e-scontrini-contrastare-evasione-e-frodi-AIGl8OdB
di sr_local
4 commenti
Tutti pronti per la sloppella esattoriale?
Mi sembra un passo nella giusta direzione
Lo zipwar airganon?
Alleniamo i modelli, così impareranno anche loro tutti i trucchetti per evadere il fisco. /s