
In questo giorno del 1957, a mezzanotte del 13 marzo, l’eroe diciottenne e combattente dell’EOKA, Evagoras Pallikarides, viene condotto al patibolo… Canta l’inno nazionale… Due minuti dopo (14 marzo), la botola si apre ed Evagoras Pallikarides passa all’eternitÃ
È nato il 27 febbraio 1938, nel villaggio di Tsada, nel distretto di Paphos. Si unì presto alla lotta, anche durante gli anni scolastici. Nel 1953, all’età di 15 anni, ammainò e strappò la bandiera britannica al Paphos College il giorno dell’incoronazione della regina Elisabetta a Londra. Due anni dopo, è stato arrestato come membro dell’ala giovanile dell’EOKA per aver partecipato a una marcia illegale.
Il 18 dicembre 1956 fu nuovamente arrestato e accusato di possesso e traffico di armi illegali. Il suo processo fu fissato per il marzo 1957. Durante l’udienza non diede ai suoi avvocati alcuna possibilità di difenderlo. Ha ammesso la sua colpa in modo ammirevole: “So che mi impiccherete. Qualunque cosa abbia fatto, l’ho fatto come un greco-cipriota che cercava la sua libertà . Nient’altro”.
Il giorno dopo la condanna a morte di Pallikarides, il pubblico si è mobilitato per salvare il giovane studente. Le richieste di grazia da parte di Grecia, Inghilterra e Stati Uniti furono respinte dal governatore britannico John Harding e dai diplomatici britannici.
Vagoris, come era affettuosamente conosciuto, rimase imperterrito. Nella sua lettera finale, afferma: “Affronterò il mio destino con coraggio. Forse questa è la mia ultima lettera. Ma non importa. Non mi pento di nulla. Lasciami perdere tutto. Tutti muoiono una volta. Camminerò con gioia verso il luogo del mio riposo finale. E oggi, cosa domani? Tutti muoiono un giorno. È una buona cosa morire per la Grecia. Ora: 7:30. Il giorno più bello della mia vita. L’ora più bella. Non chiedermi perché”.
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di Deep-Ad4183