Il profilo dei beneficiari è piuttosto definito: la maggior parte dei padri ha tra i 35 e i 44 anni, un impiego stabile e a tempo pieno

Incidono anche fattori contrattuali e professionali: i lavoratori a tempo pieno utilizzano mediamente quasi due giorni in più rispetto ai part time, i dipendenti a tempo indeterminato fruiscono di mezza giornata in più rispetto ai tempi determinati, mentre impiegati e dirigenti ricorrono al congedo più dei lavoratori manuali

Nel complesso, sono 181.777 i padri che nel 2024 hanno utilizzato il congedo di paternità. Una cifra significativa, ma che invita a riflettere sulle condizioni che ancora rendono disomogeneo l’accesso a uno strumento fondamentale per il benessere dei bambini e per avanzare verso una più equa ripartizione del lavoro di cura

https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2026.03.congedo-di-paternit-il-rapporto-save-the-children.html

di sr_local

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