Sono stime della CGIA di Mestre: BOLLETTE: PER FAMIGLIE E IMPRESE UN RINCARO DA 15,2 MILIARDI | CGIA MESTRE

Le stime sono state costruite a partire dai dati 2024 sui consumi di energia elettrica e di gas da parte delle imprese e ipotizzati costanti per gli anni 2025-2026 e sui relativi prezzi medi di fonte Eurostat. Per quanto le utenze non domestiche, in riferimento ai consumi di energia elettrica, sono state considerate le utenze non domestiche al netto dei settori permeati dalla PA (Amministrazione pubblica/difesa, sanità/assistenza sociale, istruzione, illuminazione pubblica); per i consumi di gas sono state considerate le utenze industriali (generazione elettrica esclusa), del commercio e dei servizi (escluso servizio pubblico), tutte al netto degli autoconsumi. I costi per l’anno 2025 sono il frutto di una stima che tiene conto dell’andamento dei prezzi medi annui di mercato dell’energia elettrica e del gas – borsa energetica di fonte Gestore Mercati Energetici (GME) pari a 116 euro per MWh per l’elettricità e di 39 euro per MWh per il gas. Le previsioni dei costi per l’anno 2026 sono state calcolate considerando un prezzo medio (per l’intero anno) dell’energia elettrica di 150 euro per MWh e di 50 per il gasrispettando la proporzione di 3 a 1 tra i due prezzi così come verificatosi mediamente nel triennio 2023-2025. Si fa presente che l’aumento dei costi energetici per le imprese risulterà meno che proporzionale rispetto alla variazione dei prezzi della borsa energetica in quanto l’aumento del prezzo della materia prima non impatta su tutto il costo complessivo della bolletta (che comprende anche costi di commercializzazione, trasmissione, oneri, tasse, margini ecc.). E dunque rispetto ad un’ipotesi di aumento del prezzo della materia prima del 29% (stimato per il 2026 rispetto al 2025), le rispettive crescite dei costi per imprese e famiglie risulteranno inferiori. I dati sulla spesa delle famiglie per energia elettrica sono stati calcolati con le stesse metodologie ma per il 2024 si è tenuto della spesa mensile dell’Istat che su base annua e moltiplicata per il numero di famiglie Italia restituisce importi simili al calcolo tramite i dati dei prezzi Eurostat

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di sr_local

1 commento

  1. sr_local on

    Ecco mi sembrava strano che non avessi fatto un errore nel titolo, le mie dita tozze affaticate dal buio causato dalla tragica successione all’ora legale (fredda e tempestosa), litigano con la tastiera e non so da dove sia uscita quella “W” in più =D comunque si capisce.

    Non ho capito come mai per alcune regioni aumenta del 13.3% e altre 13.4%, non cambia quasi nulla ma se il prezzo è unico, dovrebbe essere unico anche l’aumento. Forse in quelle regioni le famiglie sottoscrivono dei contratti un filo più svantaggiosi? Curioso, in Sicilia 13.5% “addirittura”.

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