“Stiamo discutendo con gli Stati Uniti per avviare un dialogo volto a rafforzare la nostra cooperazione in materia di tecnologie e mercati digitali”, ha detto mercoledì il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier al quotidiano tedesco Handelsblattsecondo cui il governo statunitense avrebbe partecipato a un gruppo congiunto per discutere le normative UE in materia di tecnologie.

Un portavoce della Commissione ha ribadito questa posizione mercoledì, confermando tuttavia che sono in corso discussioni con gli Stati Uniti per avviare un “dialogo volto a rafforzare la cooperazione in materia di tecnologie e mercati digitali”.

“Questo ci permetterà di chiarire eventuali malintesi e promuovere la cooperazione per affrontare insieme le sfide globali”, ha aggiunto il portavoce.

Le dichiarazioni della Commissione fanno seguito a un articolo pubblicato mercoledì dal quotidiano tedesco Handelsblatt, secondo il quale la Commissione e l’amministrazione statunitense avrebbero istituito un organismo comune che si sarebbe occupato di far rispettare le norme UE in materia di tecnologia e concorrenza nei confronti delle aziende americane.

Invece, gli Stati Uniti avrebbero offerto una riduzione delle tariffe sui macchinari, sui veicoli speciali e sui prodotti siderurgici e in alluminio europeisecondo quanto riportato da Handelsblatt.

Le critiche:

La lentezza con cui la Commissione applica il quadro normativo UE in materia digitale ha suscitato la reazione dei leader europei, tra cui il presidente francese Emanuele Macronche ha chiesto un’accelerazione nell’applicazione delle norme sulle grandi aziende tecnologiche.

“La Commissione europea deve chiarire immediatamente se ciò avverrà effettivamente. Se confermato, si tratterebbe di una vera e propria capitolazione alle tattiche coercitive dell’amministrazione Trump”, ha detto l’eurodeputato dei Verdi Sergej Lagodinskij in una conversazione con POLITICOchiedendo la sospensione dei negoziati commerciali UE-USA e l’attivazione dello strumento anti-coercizione del blocco.

Altri hanno avvertito che i colloqui potrebbero indebolire l’applicazione di una legislazione fondamentaleconcepita per limitare il potere delle grandi aziende tecnologiche.

Anche a Berlino i parlamentari hanno espresso allarme. Hansjörg Durz, presidente della commissione parlamentare tedesca per gli affari digitali, ha avvertito che qualsiasi compromesso sarebbe “altamente problematico” e rischierebbe di minare la fiducia nell’applicazione delle norme da parte dell’UE. La deputata dei Verdi Rebecca Lenhard ha aggiunto che le norme digitali del blocco “non devono diventare merce di scambio” in una disputa tariffaria con Washington.

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di sr_local

3 commenti

  1. sr_local on

    Tradotto vuol dire che non sarebbe più l’UE a stabilire sanzioni e limiti alle aziende tech uessei ma ci sarebbe questo fantomatico organismo congiunto che collabora per stabilire queste norme e sanzioni. Praticamente l’incubo di noyb/schrems.

    …quando la tua arma negoziale è un potente “vuoto”, devi scendere a compromessi. Le aziende Europee indispensabili agli americani si contano sulle dita di una mano, al contrario servirebbe un mutante con migliaia di mani, insomma: non ci sono molti negoziati.

    E non mi si venga a dire che “voglio proprio vedere se Microsoft, google, Amazon , Broadcom, Apple, Nvidia ecc.. non vendessero più in Europa”, si il loro fatturato cala, ma il nostro mondo europeo torna all’età della pietra (cit), chi ci rimette di più non sono certo gli americani, ma gli europei che si vedono bloccata la vita, dai miliardi di pagamenti quotidiani, a tutte le amministrazioni pubbliche, infrastrutture, ecc.. sarebbe come nella serie zero day per l’Europa.

  2. mfabbri77 on

    Se non inizi mai a costruire alternative, sarai sempre sotto ricatto. È lo stesso che sta succedendo per la difesa, quando a giorni alterni sentiamo il pagliaccio arancione minacciare di uscire dalla NATO. Forse non possiamo staccare la spina da un giorno all’altro (salvo che la spina possono sempre staccarla loro, di là dall’Atlantico), ma mettersi a 90 e lasciare tutto com’è dai, anche no. Serve darsi una mossa e prendere provvedimenti, un po’ alla volta, iniziare dalle priorità, e costruire man mano alternative UE.

  3. Infinite-Flower-9271 on

    Mi viene un ictus ogni volta che in un articolo leggo “tariffe” anziché “dazi”.

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