https://ro.wikipedia.org/wiki/Victor_Gaiciuc

    Victor Gaiciuc è un generale dell’aviazione moldavo e, allo stesso tempo, padre del figlio di Igor Dodon. È stato viceministro della difesa nel periodo 1997-2001 tra il 2001-2004 e il 2019-2020 è stato anche ministro della Difesa, nei governi di Vasile Tarlev 1 e Ion Chicu. È stato anche, nel periodo 2005-2009, ambasciatore della Moldavia presso la NATO.

    Ma qual è la fase con "Ufficiale russo"? Ebbene, Gaiciuc si è laureato all’Accademia aeronautica di Kharkiv, poi all’Accademia politico-militare di Mosca (ovviamente!) e, dal 1990, ha lavorato a Mosca. Nel 1991 fu inviato come istruttore militare nel distretto militare bielorusso dell’esercito sovietico, dove rimase anche dopo la caduta dell’URSS. Per coloro che non si arruolarono nell’esercito allora, quando l’URSS crollò, inizialmente ciò fu fatto "Esercito della CSI"che fu un fiasco, poi passò agli eserciti nazionali. Agli ufficiali è stato detto di tornare nei loro paesi o di prestare giuramento allo stato in cui prestano servizio. Dato che Gaiciuc era in Bielorussia, potrebbe sembrare logico che fosse un soldato bielorusso. Ma no: in Bielorussia, sebbene sia stato formato un esercito nazionale, molti ufficiali – soprattutto istruttori militari, come Gaichiuc – furono arruolati direttamente nell’esercito russo, come parte di un accordo tra la leadership bielorussa e quella russa. Quindi, durante il periodo 1992-1993, Gaiciuc era, con documenti adeguati, ufficiale dell’esercito russo. Nello stesso momento in cui l’esercito russo massacrava i Moldavi a Tighina.

    Gaiciuc sa "rimpatriare" ufficialmente nel 1993, quando il regime agrario filo-russo salì al potere, essendo stato nominato capo della Sezione di Formazione Umanitaria della Direzione della Formazione del Ministero della Difesa della Repubblica di Moldavia. In seguito ebbe una rapida ascesa, essendo stato nominato generale da Voronin nel 2002. Voronin lo nominò anche ministro. È stato licenziato da questo incarico il 15 ottobre 2004, con decreto presidenziale, dopo che il Consiglio Supremo di Sicurezza (CSS) ha proposto la sua destituzione, criticato per l’attività del Ministero della Difesa, che ha tollerato la mancanza di una documentazione reale del patrimonio militare dell’Esercito Nazionale e i casi di violazione dei diritti dei militari entro i termini. Questa revoca è avvenuta a seguito di uno scandalo relativo al furto illegale dai magazzini dell’Esercito Nazionale di un lotto di armi: 200 granate F-1; 31 lanciagranate; 90mila colpi di munizioni.

    Curiosità: nel 1997 ha studiato al Collegio NATO di Roma.

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    di calin_georgesco

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