Lo screenshot sopra è il dato finale per l’Italia direttamente dal pdf della ricerca.

Qua c’è l‘articolo italiano di Open.

PS: Gallup è una delle più grandi compagnie di analisi, sondaggi, ricerche nel mondo per chi non la sapesse che roba sia.

Un dipendente su 10 in Italia si sente coinvolto nel suo lavoro

A livello italiano, lo studio riporta come il livello del coinvolgimento dei dipendenti italiani sia aumentato rispetto ai precedenti 12 anni, eguagliando così i valori del 2014. Il minimo storico del 4% era stato registrato nel 2017 e nel 2021. La percentuale di dipendenti soddisfatti è però ancora molto bassa ed è – nel 2025 – ferma all’11 per cento. La media europea è al 12 per cento.

Un italiano su 2 è appagato nella vita lavorativa

Un secondo valore in analisi è quello del senso di appagamento nella vita lavorativa. In questo caso si arrivano a toccare percentuali sensibilmente più alte di tutte quelle registrate negli ultimi 15 anni. Se nel 2010 la percentuale si aggirava al 39%, nel 2025 sarebbe arrivata al 51%, dopo un serie di alti e bassi. Come riporta lo studio, «si tratta di un incremento di 4 punti percentuali rispetto alla media mobile del triennio precedente». In linea se confrontato con la media europea, che è del 49%, ma nettamente migliore di quella mondiale, che si attesta al 34 per cento.

Italiani meno arrabbiati ma più stressati

Buone notizie sul fronte rabbia sul lavoro. A contraddire l’inflazionato paradigma che vede gli italiani sempre in preda a passioni indomabili e cocenti, arriverebbe un dato incoraggiante: solo l’11% dei lavoratori ha dichiarato di aver provato rabbia il giorno precedente all’intervista. Il valore è più basso della media europea, che si attesta al 15%, ed è nettamente più basso della media globale, che sarebbe al 22 per cento. Per l’Italia sarebbe un valore ulteriormente incoraggiante: è uno dei valori più bassi registrati negli ultimi 15 anni, fatta eccezione per il 2024, quando il valore registrato era del 9 per cento. È lo stress sul lavoro, però, a far preoccupare: in Italia, il 51% dei dipendenti ha dichiarato di aver sperimentato molto stress il giorno precedente all’intervista. Dato inferiore rispetto ai picchi del 2018 e 2019, quando aveva toccato il 59%, ma che a sua volta si scontra con il 39% europeo e il 40% globale ed e il più alto dal 2019, dopo 5 anni di – seppur lieve – riduzione.

Tristi sul lavoro come nel resto del mondo, ma un po’ meno soli

Il parametro d’indagine relativo alla tristezza sul lavoro provata nel giorno precedente all’intervista rivela che i dipendenti italiani sarebbero in media più tristi di quelli europei: 22% per la nostra Penisola, contro il 17% del vecchio continente. I valori più alti erano stati registrati negli anni della pandemia, con un picco al 29% nel 2020 e nel 2022. Il risultato non sarebbe particolarmente allarmante se si considera che la media globale è del 23 per cento. Il valore legato alla percezione di solitudine sul lavoro è invece del 14%, contro una media europea del 13% e una globale del 22 per cento.

Per un dipendente su 2 è facile trovare lavoro nella sua città

Il più incoraggiante dei valori riguarda il clima occupazionale percepito dai dipendenti: il 50% dei lavoratori sostiene che sia un buon momento per cercare – e trovare – lavoro nella sua città o nella zona in cui vive. Il risultato è decisamente positivo considerando che rappresenta il valore più alto dal 2010, quando si attestava al 9%, complice con ogni probabilità l’allora recentissima crisi economica globale. L’incremento più netto si e avuto tra il 2022 e il 2025, passando dal 20% al 50 per cento. A livello europeo soffrirebbe comunque un po’ confrontandosi con una media del 57%, mentre a livello globale sarebbe distanziato solo da due punti, con una media del 52 per cento.

I dati a livello globale e le colpe dei manager

Lo studio di Gallup sottolinea come a livello globale, nel 2025, il coinvolgimento dei dipendenti sia diminuito per il secondo anno consecutivo, raggiungendo il livello più basso dal 2020. Al tempo stesso, imputa a molti manager e alla loro gestione la colpa di essere la principale causa del recente calo del coinvolgimento dei dipendenti: ciò sarebbe dovuto al fatto che i datori di lavoro stanno riducendo i ruoli dirigenziali, soprattutto in Asia meridionale e in India, spesso a causa dell’adozione dell’intelligenza artificiale. Lo studio riporta come «il calo maggiore su base annua nel coinvolgimento dei manager si è verificato tra il 2024 e il 2025, quando è diminuito di cinque punti percentuali, passando dal 27% al 22 per cento». La percezione, infine, dello stato di salute del mondo del lavoro si sarebbe ripresa dopo i duri anni della pandemia e dei suoi strascichi, senza però riuscire ad eguagliare i valori del 2019. Infine, per la prima volta negli ultimi tre anni, il benessere globale dei dipendenti ha registrato un miglioramento.

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di sr_local

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