
Un mecenate meno noto, oggi ingiustamente dimenticato, è il boiardo della Bessarabia Vasile Stroiescu, che, avendo un’enorme fortuna grazie agli affari realizzati nell’impero zarista, finanziò la cultura, l’istruzione e la stampa rumena in tutte le province rumene temporaneamente occupate da imperi stranieri.
Vasile Stroescu nacque l’11 novembre 1845 nel villaggio di Trinca, distretto di Edineţ, distretto di Hotin, in Bessarabia, periodo durante il quale, in seguito al trattato di pace russo-turco di Bucarest, dal 16 maggio 1812, la provincia di Bessarabia, fino al 27 marzo 1917, era sotto il dominio russo. Vasile Stroescu proveniva da un’antica famiglia rumena, importante e riconosciuta fin dalla fine del XVII secolo. Ha studiato alla Scuola Superiore Regionale di Chisinau, alla Scuola Superiore di Kamenes-Podolski, poi alla Scuola Superiore Richelieu di Odessa. Ha studiato giurisprudenza presso le Università di Mosca, San Pietroburgo e Berlino. Ha poi viaggiato attraverso l’Europa e l’Africa. Laureato in giurisprudenza, è nominato giudice presso la Corte di Hotin. Qui conobbe lo scrittore Alexandru Hâjdeu e più tardi, in Romania, il poeta Ottaviano Goga. Era uno specialista in diritto, ma era appassionato di storia, letteratura e scienze agrarie. Ereditò dai suoi genitori diverse tenute, con una superficie totale di 25.000 ettari, e grandi mandrie di bovini, monta di cavalli, greggi di pecore, numerose ville. Mette tutte queste fortune al servizio della Patria, a beneficio dei contadini “che amava, guidava e aiutava”
Ha investito molto nella cultura dei romeni della Transilvania, che era temporaneamente sotto l’occupazione dell’impero austro-ungarico. Conosceva le lingue: francese, italiano, tedesco, inglese, oltre alle lingue slave.
Ha avviato un movimento nazionale in Bessarabia nel 1910, a Balti. Vasile Stroescu insieme al leader unionista Ioan Pelivan hanno organizzato azioni congiunte per la diffusione della cultura rumena e unionista in Bessarabia. Il 24 maggio 1910 l’Accademia rumena lo proclamò membro onorario. A Chisinau nel 1913 apparve la rivista “Cuvânt Moldovenesc”, diretta da Nicolae Alexandri e Pan Halippa, aiutati da Vasile Stroescu con la somma di 10.000 rubli e un carro di carta. Nel 1917, Vasile Stroescu era in America a San Francisco, quando venne a sapere dello scoppio della Rivoluzione Russa. Vasile Stroescu inviò una lettera al Partito Nazionale a Chişinău (24 marzo 1917) tornando subito a partecipare e a contribuire alla realizzazione delle grandi conquiste del suo sogno, l’unione di tutti i rumeni. L’attività particolare del grande filantropo Vasile Stroescu, patrono dei romeni della Transilvania, è confermata dai dati del Registro delle azioni filantropiche di Vasile Stroescu”. Delle 216 chiese e 96 scuole costruite e restaurate, nonché altre azioni finanziarie di beneficenza, abbiamo l’opportunità di presentare ulteriormente il sostegno finanziario dato alle chiese e alle scuole nella Contea di Alba, soprattutto dal periodo di 1910-1911-1912-1913.
Le somme donate sono colossali per quei tempi. Il giornale “U” di Blaj, del 23 aprile 1910, scrive quanto segue: “Vasile Stroescu, il grande e per sempre immortale benefattore della nazione romena, si è illustrato ancora una volta con un omaggio, che perpetuerà per sempre la sua memoria tra noi”
Il 15 aprile 1926 Vasile Stroiescu partì per l’eterno. Prese parte ai funerali nazionali, al suo catafalco era presente tutto il governo, guidato dal generale Averescu. Il re Ferdinando e la regina Maria hanno inviato corone di fiori, così come la presidenza del Consiglio dei ministri e il Senato del Paese. Fu sepolto nel Cimitero del Venerdì Santo a Bucarest. Forse varrebbe la pena che i romeni della Transilvania erigessero una statua a Vasile Stroiescu in segno di gratitudine o almeno che le istituzioni statali lo prendessero come modello per la perseveranza nel farlo attraverso la cultura, come premessa.
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di Jewpacapbra