
- In questo giorno, 27 maggio 1912, la festa del Diluvio fu macchiata di sangue
Il culmine delle tensioni tra turco-ciprioti e greco-ciprioti iniziate all’inizio di maggio è arrivato il 27 maggio, quando la festa dell’Inondazione a Limassol si è macchiata di sangue.
Ciò è stato preceduto da uno scontro che ha provocato il grave ferimento di due insegnanti e tre studenti da parte di turco-ciprioti.
Le rivolte sono descritte in un articolo correlato sul quotidiano Limassol "Alitea" del 18 maggio 1912:
“La tranquilla celebrazione del Diluvio si è conclusa lunedì pomeriggio in una sanguinosa tragedia, che di per sé ha avuto conseguenze quasi terrificanti, poiché gli scontri si sono trasformati in un feroce conflitto tribale volto allo sterminio delle due tribù vicine.
Il sangue macchiò il terreno pacifico dove si svolgeva la festa più gioiosa, e venditori e acquirenti, appartenenti ai due gruppi etnici e che fino a quel momento vivevano in relativa armonia, si trasformarono nel giro di pochi minuti in feroci avversari, che cercavano di massacrarsi a vicenda. Gli istinti tribali emersero subito in tutta la loro selvaggia grandezza, e lo spirito popolare, impetuoso nelle sue emozioni, fu profondamente scosso dall’odio religioso e tribale che aveva ereditato da tante generazioni.
A ciò si è aggiunto certamente lo stato d’animo dell’opinione pubblica, che era alto da entrambe le parti a seguito dei recenti eventi politici e dell’attacco turco agli studenti del Ginnasio di Nicosia.
La prima scaramuccia ha avuto luogo a Tziamoudas intorno alle 16:00. È stata provocata da un gruppo di turchi che sono passati per Tziamoudas tre volte in carrozza, schernendo e provocando apertamente la nostra gente. Infatti, alla terza occasione, secondo fonti attendibili, i turchi scesero dalla carrozza ed entrarono nel caffè greco di Jamouda, particolarmente irritato dalla vista della bandiera greca che adornava il kafenion*. Entrando cominciarono* discutere con alcuni dei nostri all’interno, ma le cose presto diventato fisico*, E* due erano ferito alla spalla*, mentre loro stessi venivano colpiti con sedie e bastoni dagli uomini disarmati che sedevano tranquillamente all’interno del bar. Dopo questa impresa, i rivoltosi turchi si sono dati alla fuga, mentre i nostri uomini li hanno inseguiti, chiedendo allo stesso tempo aiuto agli altri. IL* quartiere*, come previsto, immediatamente* esplose nel caos*, e al suono della campana, poco dopo, centinaia di persone si precipitarono fuori; ora infuriato,* chiesero a gran voce di marciare verso il quartiere turco*. Questo è infatti quello che è successo, nonostante gli inutili tentativi del capo della polizia di fermare il movimento. Gli abitanti infuriati di Tzamoudas si precipitarono verso il quartiere turco vicino al fiume, da dove, seguendo il consiglio di alcuni stimati cittadini, tornarono in massa nella città, che era già in subbuglio per le notizie esagerate. La frenesia era tale che, purtroppo, era umanamente impossibile impedire il disastro. Coloro che erano entrati in massa in città da Tzamoura incontrarono alcuni ottomani vicino a Victoria Street e un feroce e* ne seguì inevitabilmente uno scontro diffuso. La scintilla si è diffusa in tutta la città e soprattutto lungo la strada che porta al Palazzo del Governo, dove si era radunata la grande folla di festanti. Che cosa seguito è certamente non facile da descrivere*. Ma inizialmente si era sparsa la voce di uno scontro a Tzamoura* panico tra le donne e bambini, che cominciarono a fuggire con rumore, grida e correndo. Poi la scaramuccia si intensificò rapidamente e il il festival si trasformò in una guerra selvaggia, in cui ogni greco picchiava indiscriminatamente ogni turco, e ogni turco ogni greco*. Le spade balenarono, le mazze furono sollevate e abbassate, e tutto laggiù – tavoli, sedie, mobili – fu trasformato in armi mortali.*
In quel momento tutti gli agenti di polizia sono usciti dal commissariato armati, con le baionette infilate; ciò non fece altro che intensificare l’agitazione e la confusione e diventò la causa della maggior parte degli incidenti, perché i comandanti delle forze di polizia, senza un motivo convincente e senza considerare le conseguenze, ordinò ai gendarmi – la maggior parte dei quali, va notato, erano turchi – usare le baionette e persino sparare sulla folla.
Dicono che questo sia infondato, perché in quel momento c’erano solo greci nella piazza antistante il Palazzo del Governatore e dintorni, poiché ci sono pochi turchi erano stati ricacciati nei loro caffè*, Mentre* altri si erano rifugiati all’interno della stazione di polizia*. Non c’era quindi motivo di ordinare di sparare sulla folla, che dopotutto non era né armata né ribelle alle autorità.*
In tali condizioni e con una tale comprensione dell’esercizio delle funzioni di polizia, non c’è da meravigliarsi che abbiamo avuto così tante vittime*e infatti* così tante ferite mortali*. I proiettili della polizia fischiavano in tutte le direzioni, ma sfortunatamente non sempre solo in aria. Molti furono colpiti dai proiettili – tutti, per una coincidenza davvero paradossale, greci – e due furono colpiti al petto e caddero per non rialzarsi più, ahimè: il giovane di Pachna e lo sventurato* lo studente delle scuole superiori Tucidide Lambis*, chi è stato colpito* dal proiettile omicida licenziato dal stazione di polizia finestra mentre si era rifugiato in una panetteria vicina per salvarsi.
Le vittime:
Ed ora il tragico bilancio di questo sfortunatissimo scontro. Secondo le informazioni del medico governativo, 46 feriti greci e turchi sono stati curati all’ospedale municipale*. Alcuni di loro hanno ferite provocate dalle armi della polizia, altri da rivoltelle e la maggior parte da altri oggetti contundenti. Uno è gravemente ferito e potrebbe morire. Ma a questi vanno aggiunti almeno altri venti feriti, che vengono curati in case e cliniche private, per cui il numero totale dei feriti deve essere stimato in 60-70.
Tra i feriti gravi c’è purtroppo il il noto atleta e campione panellenico Kostas Georgiou, che ha riportato una ferita molto grave alla parte superiore della coscia causata da un coltello, che gli ha reciso l’arteria*. La ferita fu inferta da un turco, che il bel giovane teneva ai suoi piedi. Le condizioni di questo simpaticissimo giovane, purtroppo, sono ancora motivo di grande preoccupazione. (Nota: morì di sepsi pochi giorni dopo.)
Per quanto riguarda il morto, il loro numero, inizialmente limitato a tre, purtroppo è salito a cinque il giorno successivo, di cui tre greci e due ottomani; due dei feriti gravi sono morti durante la notte. Tra quelli uccisi ci sono anche i nostri stessi ranghi Kostis Tikkis, un sarto; un abitante del villaggio di Pachna; e lo studente tanto compianto Tucidide Lampis*, che non è riuscito a sopravvivere alla ferita profonda causata dal proiettile della polizia che gli ha perforato il fegato. Anche un abitante del villaggio di Pachna è stato ucciso dagli spari della polizia, mentre Tikkis è caduto durante la t*la scaramuccia causata da una coltellata mortale inflitta alle spalle da un turco sconosciuto.
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di Deep-Ad4183