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    Al bando, pubblicato lo scorso maggio, sono state finora presentate oltre 3. 886 domande da parte di privati, per un valore complessivo di 24 milioni e 600 mila euro circa e 1.553 domande da parte di soggetti economici, per un totale di 8 milioni e 800 mila euro circa. Considerando l’attuale ritmo di presentazione delle richieste, l’ente Borzen, che gestisce il bando, prevede che i fondi saranno esauriti nella seconda metà di agosto. Il ministero sottolinea che tutte le risorse del Fondo per il clima destinate ai contributi per i veicoli elettrici sono già state utilizzate. Negli anni precedenti, una parte significativa dei finanziamenti proveniva invece dai fondi europei del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che si è concluso a maggio. Tra il 2024 e il 2026 sono stati destinati complessivamente 43,9 milioni di euro di fondi europei all’acquisto di veicoli elettrici.


    Foto: Reuters

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    Con la fine dei finanziamenti europei, il futuro sistema di incentivi dipenderà quindi soprattutto dalle risorse nazionali, che sono molto più limitate. Il ministero non è ancora in grado di indicare l’entità dei futuri contributi, le condizioni per accedervi né la data di un eventuale nuovo bando. Maggiori informazioni sono attese in autunno, quando il governo dovrebbe esaminare il nuovo programma di utilizzo delle risorse del Fondo per il clima. In caso di pubblicazione di un nuovo bando, dovrebbe essere mantenuta anche la possibilità, prevista finora, di ottenere il contributo per veicoli elettrici acquistati prima della pubblicazione del bando, purché rispettino tutti i requisiti previsti. La vendita di automobili elettriche ha registrato una forte crescita in Slovenia. Nel primo semestre dell’anno, la loro quota ha raggiunto il 16,45 per cento, mentre nei mesi di giugno e luglio un’auto venduta su quattro era già dotata di propulsione elettrica. Si pone però la questione della ricarica dei veicoli elettrici, poiché garantire una rete capillare di stazioni di ricarica è più complesso rispetto alla rete delle stazioni di servizio tradizionali. Per quanto riguarda le ricariche domestiche, il problema principale è rappresentato dalla capacità della rete elettrica, mentre lungo le principali arterie stradali è fondamentale disporre di una rete di stazioni di ricarica rapida ad alta potenza. Su questo fronte la Slovenia è in ritardo, visto che già lo scorso anno avrebbe dovuto garantire la presenza di punti di ricarica almeno ogni 60 chilometri. In Slovenia, tuttavia, la maggiore difficoltà riguarda la realizzazione di una rete di stazioni di ricarica nelle aree residenziali urbane. Svezia e Danimarca, ad esempio, hanno introdotto per legge il diritto alla ricarica, consentendo ai cittadini di chiedere alle autorità locali l’installazione di una stazione di ricarica nelle vicinanze della propria abitazione.

    Dionizij Botter

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