Disavventura per dei ragazzi provenienti da Venosa (PZ) in Albania. I sei giovani tra i 21 e i 23 anni sono stati accerchiati da un gruppo di giovani ragazzi albanesi nel pieno centro di Tirana, subendo percosse, lancio di oggetti e minacce di vario tipo. L’obiettivo della baby gang era di derubare il giovane gruppo di turisti in vacanza, ma non sono riusciti ad ottenere nulla. Purtroppo uno dei venosini è stato duramente pestato dalla baby gang e quindi portato d’urgenza in ospedale per ulteriori accertamenti. Oggi siamo con uno dei ragazzi protagonisti dello sfortunato evento, che ci racconterà meglio ciò che è successo:
Puoi spiegarmi tutto ciò che è accaduto?
Siamo arrivati in Albania con un volo da Bari lo scorso 29 luglio. La sera stessa, verso le 21:30, dopo esserci fatti la doccia siamo usciti dall’appartamento per andare a cena. Eravamo in sei. Appena messi i piedi in strada, uno di noi è entrato in un piccolo negozio per comprare una bottiglia d’acqua. In quel momento si è avvicinato un gruppo di ragazzi del posto che ci ha chiesto da dove venissimo; noi abbiamo risposto semplicemente che eravamo italiani.
Quindi con ogni probabilità hanno capito che eravate turisti e vi hanno pedinato?
Credo di sì. Infatti abbiamo iniziato ad incamminarci verso Piazza Scanderbeg, la piazza principale, quando questo gruppo, parliamo di circa 20 o 25 ragazzi giovanissimi, tra i 16 e i 18 anni, ha iniziato a seguirci. Hanno cominciato a lanciarci addosso l’acqua, le bottiglie e persino dei sassi. Inizialmente abbiamo cercato di ignorarli e tirare dritto, sia perché eravamo appena arrivati, d’altronde era la nostra prima sera di vacanza, sia perché eravamo in un paese straniero e volevamo evitare qualsiasi problema.
Quando è avvenuta la colluttazione?
Poco dopo. La situazione è precipitata all’improvviso: hanno circondato uno di noi e gli hanno chiesto dei soldi, minacciandolo direttamente con un coltello a serramanico molto lungo, circa 20 cm credo. A quel punto la gente ha iniziato a scappare verso i poliziotti che si trovavano in zona, mentre questo gruppo continuava a inseguire i ragazzi lanciando pietre e picchiando coloro che sono rimasti dietro con pugni e manganelli. Quasi tutti sono riusciti a sfuggire, tranne uno di noi: lo hanno bloccato, lo hanno preso a pugni, gettato a terra e continuato a picchiare mentre era inerme ed indifeso al suolo.
Le forze dell’ordine albanesi sono state celeri nel venire in vostro soccorso? Oppure è venuto qualche cittadino in vostro soccorso?
No. La cosa incredibile e gravissima è stato l’atteggiamento dei primi agenti/vigili sul posto: gli altri cinque ragazzi sono corsi da loro a chiedere aiuto disperati, ma questi hanno fatto finta di niente. Quando abbiamo chiesto il numero di emergenza della polizia locale per chiamare i soccorsi, ci hanno risposto che “non lo sapevano.” Fortunatamente sono poi intervenuti altri poliziotti che sono riusciti a far scappare gli aggressori e hanno chiamato un’ambulanza. Il nostro amico che è stato picchiato ha riportato diverse ferite e lesioni in varie parti del corpo ed è stato medicato.
A questo punto qual’era il vostro stato d’animo dopo questa situazione?
Eravamo impauriti e abbastanza scioccati da tutto ciò che c’era successo. Infatti abbiamo annullato le case che avevamo prenotato e preso il primo volo e siamo subito tornati a casa. Non ci sentivamo più al sicuro e volevamo anche dare delle cure dignitose al nostro amico brutalmente malmenato, dato che in Albania gli hanno messo solo delle fasciature. Mi è capitato molto spesso di andare in vacanza all’estero ma una cosa del genere non mi era mai successa.
