Michelangelo Dome è un’architettura di difesa aerea e missilistica di nuova generazione sviluppata dall’azienda italiana Leonardo, che consente di connettere diversi sensori, radar e armi esistenti in una rete di comando centralizzata. Il progetto è concepito per ottimizzare le capacità di difesa aerea attraverso la condivisione di dati interconnessi, anziché costruire un nuovo complesso missilistico indipendente.
Il principio di funzionamento si basa sul modello dei mattoncini Lego.
A differenza dei tradizionali sistemi di difesa aerea come Patriot, SAMP/T o IRIS-T, che operano come gruppi sincronizzati di apparecchiature, Michelangelo Dome funziona come un sistema operativo aperto. Questa architettura consente alle nazioni di connettere radar terrestri, sensori aviotrasportati, navi da guerra, costellazioni satellitari e sistemi di controllo del tiro esistenti in un’unica infrastruttura di comando.
Nello specifico, il sistema utilizza il livello di comando e controllo MC5 per raccogliere dati da varie fonti, elaborarli tramite intelligenza artificiale (IA) e distribuire automaticamente le informazioni all’unità di intercettazione più idonea. Grazie a questo meccanismo, un radar terrestre può rilevare un bersaglio e trasmettere i dati di controllo a un lanciatore di missili appartenente a un altro sistema per effettuare l’intercettazione.
Lo scudo termico Michelangelo di Leonardo ha suscitato l’interesse di 20 clienti. Foto: Leonardo
Inoltre, Leonardo sta collaborando con MBDA per integrare sistemi d’arma più complessi e multistrato. Si prevede inoltre che il sistema si connetta alla costellazione satellitare Guardian per migliorare le capacità di tracciamento dei bersagli dall’orbita spaziale, contrastando efficacemente droni, missili da crociera, missili balistici e armi ipersoniche.
Motivi per cui l’Ucraina è stata scelta per il test sul campo.
Leonardo Group ha confermato che il primo componente del Michelangelo Dome è in fase di costruzione e sarà sottoposto a test sul campo in Ucraina entro la fine del 2026. Il contesto operativo ucraino offre condizioni complesse che i siti di prova convenzionali non possono simulare, tra cui attacchi coordinati tra droni, missili balistici e potenti sistemi di disturbo elettronico.
In particolare, il test valuterà la capacità di mantenere la connettività di rete, la velocità di trasmissione dei dati e la stabilità del sistema in condizioni di soppressione da parte di armi elettroniche. Gli esperti militari ritengono che i test preliminari aiuteranno Leonardo a perfezionare il suo algoritmo di allocazione della potenza di fuoco prima di una valutazione su larga scala.
Tabella di marcia per lo sviluppo e prospettive commerciali
Secondo la tabella di marcia pubblicata, dopo aver completato la fase di test in Ucraina, Michelangelo Dome parteciperà alle valutazioni delle capacità di difesa missilistica balistica con la NATO a partire dal 2027. Tra il 2028 e il 2029, verrà aggiunto un livello di monitoraggio spaziale tramite il satellite Guardian, con l’obiettivo di una piena integrazione nelle reti di difesa della NATO e dell’Unione Europea (UE) entro il 2030.
Questo modello ad architettura aperta risolve anche il problema dell’ottimizzazione dei costi operativi. Il sistema consente di assegnare armi intercettrici economiche, come cannoni antiaerei o sistemi anti-UAV, a bersagli semplici, riservando al contempo i costosi sistemi missilistici alle minacce di missili balistici.
Dal punto di vista commerciale, Leonardo stima che il progetto Michelangelo Dome potrebbe generare 21 miliardi di euro di opportunità commerciali in un decennio, di cui circa 6 miliardi tra il 2026 e il 2030. Attualmente, circa 20 paesi hanno manifestato interesse per questa soluzione di difesa integrata.
Sfide tecniche nell’implementazione sul campo
Pur offrendo numerosi vantaggi teorici, l’implementazione di Michelangelo Dome si scontra con notevoli ostacoli tecnici dovuti all’integrazione di apparecchiature militari che utilizzano standard di comunicazione diversi e provenienti da vari produttori. La rete di comando deve garantire un’elaborazione dei dati pressoché istantanea e stabilire un confine netto tra il supporto dell’intelligenza artificiale e l’intervento umano nel processo di distruzione del bersaglio.
Fonte: https://baonghean.vn/tap-doan-leonardo-thu-nghiem-he-thong-phong-khong-michelangelo-dome-dang-lego-tai-ukraine-10347892.html
