L’assenza a Toronto e Cincinnati non aiuterà l’avvicinamento di Jannik allo slam statunitense: i precedenti di chi ha saltato entrambi i tornei sul cemento


    Pellegrino Dell'Anno

    Collaboratore

    12 agosto – 08:04 – MILANO

    Le statistiche sono fatte per essere smentite. Ma spesso raccontano, attraverso i numeri, delle verità difficili da controbattere, a volte quasi impossibili da smascherare. Argomento ancor più valido nel tennis, uno sport che si nutre di statistiche, di sottigliezze, dove anche un dettaglio può fare la differenza. E, dopo che è arrivato l’annuncio della rinuncia a Cincinnati di Jannik Sinner, che si presenterà al via dello Us Open, ultimo Slam stagionale, senza neanche un incontro ufficiale addirittura da Wimbledon avendo saltato anche il Masters di Montreal, è salito alla ribalta un dato che potrebbe lasciare qualche piccola preoccupazione per il n.1 al mondo. Specie se si considera anche la scaramanzia. Dal 1990 (anno in cui sono stati creati i tornei di categoria 1000 come li conosciamo oggi), infatti, nessun giocatore è stato capace di vincere lo Us Open senza giocare né in Canada né a Cincinnati, dunque saltando entrambi i Masters sul cemento nordamericano. Situazione che riguarda anche Carlos Alcaraz. 

    Preoccupazione—  

    Per quanto si tratti di una “semplice” statistica, non può essere annoverata tra le coincidenze. In primis perché saltare due Masters 1000 di fila spesso vuol dire non essere al meglio del proprio stato fisico, con il rischio di arrivare a giocare lo Slam senza essere al massimo del proprio tennis. Secondo poi, l’abitudine alle condizioni: non giocare neanche un torneo di preparazione significa arrivare al più importante torneo dell’ultima parte dell’anno senza partite nelle gambe e dover tornare a competere direttamente in incontri al meglio dei cinque set. E con le difficili condizioni climatiche di New York, caldo umido e variazioni improvvise di temperatura difficili da gestire. Nel caso di Sinner lo stato fisico personale non dovrebbe destare eccessive preoccupazioni, ma è in ogni caso fermo dallo scorso 12 luglio, quando vinse Wimbledon contro Zverev. Ciò vuol dire che arriverà all’ultimo Slam del 2026 fermo da più di un mese, e senza partite sul cemento da marzo, dalla vittoria a Miami. Alcaraz, la cui presenza allo Us Open non è ancora certo per quanto figuri iscritto, non gioca invece da aprile, a livello assoluto. E vincere uno Slam a queste condizioni può risultare davvero complicato. Anche perché, per quanto nessuno abbia mai vinto l’ultimo Major stagionale saltando i 1000 estivi, spesso basta anche solo non giocare a Cincinnati (per condizioni molto simile allo Us Open) per avere poca fortuna nella Grande Mela. 

    Storia—  

    Basti solo pensare che negli ultimi tre anni il campione dello Us Open aveva sempre vinto anche a Cincinnati, nell’ordine Djokovic, Sinner e Alcaraz. L’ultimo giocatore a trionfare nell’ultimo Slam della stagione senza aver prima preso parte al 1000 nordamericano è stato Nadal nel 2019, come non accadeva però addirittura dal 2009, quando Del Potro sorprese Federer in finale a New York pur non avendo compiuto il viaggio in Ohio. Episodi isolati, anche perché spesso vincere il 1000 a stelle e strisce (come visto sopra, ma come accaduto anche a Roddick nel 2003 e Rafa nel 2013) si rivela un ottimo trampolino di lancio, come non giocare il torneo può costituire un piccolo handicap. Infatti l’unico altro giocatore a vincere lo Us Open, tra l’altro primo successo in assoluto a New York, senza il passaggio a Cincinnati, è stato Andre Agassi nel 1994. Ciò vuol dire che non solo chi non ha giocato né in Canada né in Ohio negli ultimi 36 anni non è riuscito a vincere il quarto Major, ma anche che chi semplicemente non ha preso parte a Cincinnati non è riuscito in ogni caso a trionfare. Solo in tre ce l’hanno fatta, vale a dire l’8%, due dei quali sono vere e proprie leggende. Un presagio che anche al giocatore meno scaramantico possibile non può che suscitare qualche pensiero. Ma al contempo, per Sinner, ora si presenterà la chance di un altro record: portando a casa lo Slam americano per la seconda volta potrebbe diventare il primo giocatore a vincere lo Us Open senza aver giocato prima nessuno dei due Masters 1000 nordamericani. D’altronde per Jannik, che si esalta nella competizione e punta sempre a superarsi per arrivare alla migliore versione di sé stesso, le sfide sono solo un’aggiunta di piacere.

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