di Stephanie Dupont

    Partecipanti di sette paesi europei riuniti nella tenuta di Luznava per sperimentare come il contatto con la natura e le pratiche artistiche possano favorire il benessere, l’inclusione e la partecipazione dei giovani. È la prima tappa di un progetto Erasmus+ organizzato dall’ONG lettone For Active Society in collaborazione con Acarbio, che proseguirà a ottobre nel Parco Nazionale del Cilento.

    Siamo stati in cinque a lasciare il caldo afoso del Sud Italia per raggiungere la frescura della Lettonia, insieme a partecipanti provenienti da altri sei Paesi europei: Spagna, Grecia, Austria, Estonia, Lettonia e Norvegia.

    E’ stato il primo capitolo di Art and Nature on Prescription, progetto Erasmus+ organizzato dall’ONG For Active Society per approfondire come l’arte, la creatività e il contatto con la natura possano diventare strumenti di benessere e inclusione.

    La villa di Luznava

    Un lungo viaggio in autobus ci ha portati da Vilnius, in Lituania, a Rezekne, una cittadina lettone. Il paesaggio non cambia molto durante queste quattro ore di viaggio: laghi, qualche collina, boschi, terreni coltivati, cicogne e poche case, ma con giardini immensi e curati. Dopo una breve sosta a R?zekne, ci spostiamo a Luznava, dove rimarremo per un’intera settimana.

    Sono le dieci di sera, ma la luce ancora presente ci consente di intravedere il luogo: una villa imponente, Luznava Muiža, un parco, alcuni laghetti e poi la casa che ci ospiterà, Svilpaunieki, ovvero “la persona che fischia”. Scopriremo più tardi che il fischietto in ceramica a forma di uccellino è tipico di quella zona.

    Svilpaunieki, ovvero “la persona che fischia”

    IL TEAM DELL’ESTONIA

    L’incanto, però, arriva la mattina successiva, quando, con la mente riposata e alla luce del sole, scopriamo la villa di Luznava. Una musica jazz in sottofondo, diffusa all’esterno, mette subito di buon umore; i giardini curati, il sole senza il caldo afoso… insomma, tutto lenisce la mente.

    Anche l’interno della villa è curato nei minimi dettagli. Visiteremo i suoi spazi dopo una presentazione dedicata al suo passato e al suo presente. Costruita all’inizio del secolo scorso dalla famiglia Kerbedz, in stile Art Nouveau, era già allora un centro d’arte che accoglieva artisti e musicisti in cerca di ispirazione.

    La tenuta ha vissuto pienamente gli eventi del secolo scorso, passando dai militari russi a quelli tedeschi, per poi diventare un edificio pubblico. Nel 2011 è iniziata la ricostruzione per recuperare la sua originaria vocazione artistica. Oggi, grazie a Iveta Balcune e al suo team, la tenuta ospita numerosi eventi e artisti in residenza e collabora con associazioni locali e internazionali, con uno sguardo rivolto all’Europa, come dimostra questo Erasmus organizzato con grande cura da Iveta. Una piccola curiosità: la villa accoglie anche una colonia di pipistrelli, alla quale è stata dedicata una mostra nel sottotetto.

    Per una settimana ha accolto anche noi.

    L’obiettivo del progetto era approfondire i concetti di “arte e natura su prescrizione” (Art and Nature on Prescription). Si tratta di un approccio terapeutico che si sta progressivamente diffondendo in Europa. Nel Regno Unito, Paese pioniere di questa pratica, la metodologia è parte integrante del sistema sanitario nazionale: medici e psicologi possono prescrivere ai pazienti la visita a un museo, la partecipazione a laboratori artistici o lo svolgimento di attività guidate nella natura. I benefici sulla salute mentale e sulla coesione sociale sono positivi e ampiamente documentati.

    Un’attività con gli alberi

    In questo progetto Erasmus, Art & Nature on Prescription esplora come arte, creatività, natura ed esperienze significative possano diventare strumenti per favorire il benessere, l’inclusione e la partecipazione dei giovani. L’obiettivo è offrire agli youth worker, agli insegnanti e agli educatori che costituivano il nostro gruppo metodi pratici per creare spazi più sicuri e accoglienti, affrontare problematiche come stress, burnout e isolamento sociale e rafforzare la connessione con sé stessi, con gli altri e con la natura.

    Per avvicinarci a questo tema siamo stati guidati dai nostri formatori: Ieva Grundsteine, lettone dell’ONG For Active Society, e Antonio Di Martino, italiano dell’associazione ACARBIO, entrambi esperti nella gestione di gruppi di giovani nell’ambito dei programmi europei.

    Dopo diversi giochi per conoscerci e alcuni icebreaker, ci inoltriamo nel programma. Parliamo dei giovani e di come li vediamo, impariamo a costruire un’attività di animazione e a valutarne gli effetti. Niente teoria: qui il motto è “imparare facendo”. Significa mettersi in situazione per trarne esperienze da riportare a casa, sperimentare pratiche artistiche e nature-based per poterle successivamente adattare al lavoro con i giovani.

    Laboratorio windcatcher

    Uno degli esercizi per immergerci nella natura, per esempio, prevedeva di scattare fotografie senza esserne i protagonisti, ma diventando un tutt’uno con l’ambiente. Tra le varie attività, abbiamo progettato alcune sessioni di “arte e natura su prescrizione”, che abbiamo poi sperimentato con il resto del gruppo. Un pomeriggio si sono uniti a noi anche alcuni ragazzi del luogo, rendendo l’esperienza ancora più autentica.

    I momenti informali della giornata erano i nostri coffee break. Diventavano l’occasione, per ogni Paese presente, di farci assaggiare qualche prelibatezza locale o nazionale oppure di condividere musica e danze tradizionali.

    L’ultima giornata di formazione è stata completamente esperienziale. Abbiamo iniziato con un giro nel parco della tenuta insieme a una guida locale, che ci ha fatto conoscere le diverse varietà di alberi e le loro caratteristiche. In seguito, un pullman ci ha condotti da Piterkolns Pottery.

    Una giovane coppia lettone ha deciso di recuperare il terreno del nonno e di stabilirsi lì, creando un’oasi felice e curatissima e dedicandosi alla lavorazione della ceramica. Una scelta che mostra come anche in Lettonia si possa vivere nelle aree interne. Dopo la visita del luogo, abbiamo preso parte a un laboratorio per assemblare diversi pezzi realizzati dalla coppia. La tecnica di cottura corrisponde a quella del bucchero etrusco e rende la ceramica di un nero profondo e lucido.

    Abbiamo assemblato i pezzi per creare degli scacciapensieri che suonano grazie al vento. La lentezza del procedimento, la concentrazione e la pazienza ci hanno fatto entrare nel vivo di ciò che avevamo sperimentato durante tutta la settimana: attraverso un laboratorio artigianale possiamo vivere momenti terapeutici e di grande rilassamento per la mente.

    l’attività sul lago

    Dopo un barbecue, il pullman ci ha portati verso un grande lago balneabile. La maggior parte di questi laghi è dotata di pontili e cabine, tutti a uso completamente gratuito. L’acqua dolce e fresca non piace soltanto a noi: un airone ci regala la sua presenza ravvicinata e il suo volo maestoso.

    Poi il gruppo si è diviso tra il trekking di dodici chilometri e quello di sei. La difficoltà non era dovuta al dislivello, quasi assente, ma alla presenza di erbe altissime e di tantissime zanzare e mosche cavalline che ci hanno preso di mira. Per qualcuno questo ha significato accelerare il passo, mentre altri hanno cercato, nonostante tutto, di godersi quel paesaggio lussureggiante.

    È stato anche il momento dei racconti d’infanzia che, per gli amici estoni e lettoni, sono legati al regime sovietico. Ricordo il racconto di Ieva, che da piccola aveva l’obbligo, come tutti i bambini, di raccogliere piante medicinali da portare in farmacia per la preparazione di rimedi, e la sua furbizia nel cercare quelle che pesavano di più. Credo che siamo coetanee, eppure sembravano racconti di un’altra epoca. Questa bellissima giornata si è conclusa attorno al fuoco, tra storie e risate.

    Le serate, in effetti, si svolgevano spesso intorno a un falò e qualche volta intorno a un microfono, con un po’ di musica: l’occasione perfetta per scambiarci altre tradizioni nazionali. Poi c’è stata la tipica serata lettone: barbecue e sauna. Il nostro ospite, infatti, ci ha messo a disposizione una casetta dedicata al benessere, con due saune e una jacuzzi. I più temerari concludevano il percorso con un tuffo nel laghetto.

    È stata una settimana intensa di apprendimento, incontri e scoperte ma, allo stesso tempo, abbiamo sperimentato sulla nostra pelle cosa significhi il contatto continuo con la natura e la creatività. Torniamo a casa con il compito di condividere e applicare quello che abbiamo imparato.

    Le serate intorno al falò

    Sicuramente non possiamo portare con noi la tenuta di Luznava, che era la cornice ideale, ma la natura è bella ovunque e tocca a noi farla riscoprire con gioia e creatività.

    Casetta in legno con sauna e laghetto

    Questa è stata soltanto la prima settimana di mobilità prevista dal progetto. Dopo un po’ di pratica nei nostri rispettivi Paesi, ci aspetta una seconda settimana, ospitata da ACARBIO a ottobre, a Morigerati, nel Parco Nazionale del Cilento.

    I partecipanti italiani di Acarbio. A destra, l’autrice dell’articolo: Stephanie Dupont

    To be continued!

    Share.
    Leave A Reply