Il reclamo arriva in seguito alla risposta ufficiale inviata il 14 luglio dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione europea, che, pur non entrando nel merito del singolo caso, conferma che Bruxelles sta già esaminando diversi aspetti della gestione austriaca del lupo.

    In particolare, la Commissione ricorda che sono oggetto di approfondimento il rispetto dell’articolo 14 della Direttiva Habitat, anche alla luce dell’elevato numero di lupi abbattuti in Tirolo e Carinzia, la corretta applicazione delle deroghe previste dall’articolo 16, l’utilizzo del principio di precauzione, lo scambio di dati scientifici sui lupi radiocollarati e le difficoltà di accesso alla tutela giurisdizionale in Austria.

    “Abbiamo deciso di seguire l’indicazione della Commissione”, spiega l’Associazione. “Il nostro reclamo non riguarda soltanto Mirko, ma una prassi amministrativa che, sulla base della documentazione raccolta, sembra ripetersi sistematicamente in Austria.”

    Negli ultimi mesi le associazioni hanno infatti acquisito, attraverso richieste di accesso alle informazioni ambientali, numerosi documenti amministrativi provenienti dalle autorità Austriache. Secondo i ricorrenti, tali documenti evidenzierebbero criticità ricorrenti: valutazioni individuali dei lupi insufficientemente motivate, mancata dimostrazione dell’assenza di alternative non letali, scarsa trasparenza nella valutazione degli effetti cumulativi degli abbattimenti e utilizzo poco chiaro dei dati GPS raccolti nell’ambito di progetti scientifici internazionali. Mirko e Andrea, i due lupi italiani radiocollarati abbattuti rispettivamente in Tirolo e Carinzia, vengono quindi richiamati nel reclamo non come episodi isolati, ma come esempi concreti di un problema più ampio.

    Nel frattempo, mentre la Commissione europea approfondisce questi aspetti, il Tirolo ha continuato ad autorizzare nuove deroghe. Il 9 luglio 2026 il Governo del Land ha infatti emanato la tredicesima ordinanza di deroga del 2026, autorizzando l’abbattimento di un ulteriore lupo in numerosi distretti dell’Osttirol, con validità fino al 2 settembre 2026.

    “Il problema non è il singolo provvedimento”, prosegue Io non ho paura del lupo. “Ciò che chiediamo alla Commissione è di verificare se esista una prassi amministrativa compatibile con il diritto europeo oppure se le deroghe vengano autorizzate senza rispettare pienamente le condizioni rigorose previste dalla Direttiva Habitat. È una questione che riguarda il rispetto dello Stato di diritto e delle regole comuni dell’Unione.”

    “L’obiettivo”, conclude l’Associazione, “non è contestare ogni singolo abbattimento, ma fare chiarezza su un sistema di gestione che potrebbe avere implicazioni ben più ampie, sia per la conservazione della popolazione alpina di lupo sia per la cooperazione scientifica internazionale.”

    Info: www.iononhopauradellupo.it

     

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