Foto: BoBo
Spremljajte RTVSLO.si kot prednostni vir na Google
Sono trascorsi tre anni dal 4 agosto 2023, quando la Slovenia fu colpita dalla più devastante alluvione mai registrata nella sua storia. Dopo le eccezionali precipitazioni che investirono il Paese nella notte tra il 3 e il 4 agosto, emerse un quadro drammatico: 183 dei 212 comuni sloveni subirono danni e le conseguenze di quella calamità continuano ancora oggi a farsi sentire. Le alluvioni e le frane provocarono danni diretti per circa tre miliardi di euro, colpendo in particolare la Carinzia, la valle della Savinja, l’Alta Carniola e la Slovenia centrale. Nei primi giorni, il Paese si mobilitò per i soccorsi e le evacuazioni, sostenuto da un’imponente rete di volontari, mentre gli interventi d’emergenza e di messa in sicurezza proseguirono per mesi.
Foto: BoBo
Da allora, il fronte della ricostruzione si è progressivamente spostato sui corsi d’acqua, sulle infrastrutture e sul ripristino del territorio. Il piano di ricostruzione post-alluvione, concepito su un orizzonte di cinque anni, comprende attualmente oltre 350 interventi tra opere statali e locali. Sul piano finanziario, nei primi due anni sono stati destinati 180 milioni di euro alla ricostruzione; nel 2026 sono stati stanziati altri 185 milioni, mentre per i prossimi due anni sono già previsti ulteriori 476 milioni di euro.
Foto: BoBo
Sul fronte normativo, il cambio di governo ha modificato anche l’approccio alla riforma della legislazione sulle calamità naturali. Se il precedente esecutivo aveva annunciato una revisione della normativa alla luce dell’esperienza maturata, l’attuale Ministero dell’Ambiente mantiene un atteggiamento più prudente e sta conducendo un’analisi approfondita dell’efficacia delle norme vigenti e dell’organizzazione delle istituzioni coinvolte. Anche l’ipotesi di istituire un fondo speciale per gli interventi immediati in caso di calamità è ancora allo studio: al momento il Ministero ritiene prioritario semplificare le procedure, accelerare l’attivazione dei meccanismi finanziari già esistenti, migliorare l’integrazione delle banche dati territoriali e rafforzare il coordinamento operativo, affinché, di fronte a future emergenze, la macchina dei soccorsi possa muoversi con maggiore rapidità ed efficacia
M.N.
Pubblicità



