Rimini, 13 agosto 2026 – La promessa fatta sul palco: ci sarà ‘Omero sotto le stelle 2027’. All’annuncio, il lungo applauso degli spettatori del Teatro Galli, di nuovo sold out, con una sessantina di persone rimaste fuori. Il gran finale della rassegna rivelazione dell’estate riminese ha visto nuovamente protagonisti un pubblico appassionato e la docente Marinella De Luca, professoressa di greco e latino del liceo classico Cesare-Valgimigli.

    Una serata emozionante, aperta dal sindaco Jamil Sadegholvaad, che ha rassicurato gli spettatori sulla prossima rassegna. Inoltre, la professoressa de Luca interverrà anche in autunno al Festival del Mondo Antico, su invito del direttore del Museo Alessandro Giovanardi. Dopo i saluti, la professoressa si avvicina al microfono, prende la parola, ed ecco prender vita eroi e divinità. Oltre a una profonda capacità comunicativa, Marinella De Luca conduce tra le pagine dell’antica Grecia riuscendo a calare sentimenti, paure e pensieri nella contemporaneità, tra riflessioni, letteratura, psicologia e ironia.

    La promessa fatta sul palco: ci sarà ‘Omero sotto le stelle 2027’

    La promessa fatta sul palco: ci sarà ‘Omero sotto le stelle 2027’

    Due ore trascorse tra ‘Sogni, ombre e presagi’ e un finale con standing ovation a una donna che, con intelligenza, conoscenza e sensibilità, ha conquistato e commosso. I saluti, le strette di mano e un’ultima riflessione della docente che ha ricordato come Omero ci abbia raccontato un’unica meravigliosa storia: “La storia di esseri umani che cercano una strada. Achille cerca una strada attraverso l’ira e il dolore – racconta De Luca –. Telemaco parte per cercare un padre e finisce per trovare se stesso e Odisseo attraversa il mare per tornare a casa, ma scopre che nessun ritorno può restituirci identici a come siamo partiti. E allora comprendiamo perché, dopo quasi tremila anni, continuiamo a tornare a questi poemi. Non perché Omero abbia una risposta per ogni nostra domanda, ma perché conosce le nostre domande. Conosce la paura di perdere ciò che amiamo. Conosce la rabbia che ci acceca, il dolore che ci piega, il bisogno di essere riconosciuti. Forse tutta l’umanità di Omero è racchiusa qui: nella capacità di vedere, dietro l’apparenza, il vero volto delle persone e l’essenza profonda della realtà”.

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