di
Gennaro Scala
L’Esecutivo annulla le restrizioni del 2022 e riapre alle squadre nazionali: cade il vincolo della neutralità individuale, ora la parola passa alle singole Federazioni
Il Comitato olimpico internazionale (Cio) ha revocato la linea adottata all’inizio del conflitto in Ucraina. Con una nota ufficiale, l’esecutivo ha annunciato di non raccomandare più «alcuna restrizione alla partecipazione degli atleti bielorussi», estendendo l’apertura anche alle squadre nazionali.
La decisione cancella di fatto le raccomandazioni del 28 febbraio 2022 e del 28 marzo 2023. Inizialmente, il Cio aveva spinto per l’esclusione totale di russi e bielorussi, definendola una «misura di protezione» per l’integrità delle competizioni. Successivamente, si era passati a una riammissione parziale solo come atleti individuali neutrali (Ain).
La revoca apre ufficialmente la strada alle singole Federazioni Internazionali, che ora potranno attuare formalmente la nuova regola nei propri regolamenti. Questo passaggio è cruciale in ottica olimpica: la nuova direttiva dovrebbe consentire a una delegazione bielorussa completa di competere ai Giochi di Los Angeles 2028. A differenza delle ultime edizioni, la Bielorussia tornerebbe a sfilare alla cerimonia di apertura sotto la propria bandiera e verrebbe regolarmente inclusa nel medagliere ufficiale.
La tempistica della dichiarazione non è casuale: il Cio ha accelerato i tempi poiché per diverse discipline e aree geografiche il periodo di qualificazione per le Olimpiadi del 2028 inizierà già la prossima estate. Senza questo via libera, gli atleti di Minsk avrebbero rischiato l’esclusione per l’intero ciclo olimpico.
Si chiude così l’era della «neutralità forzata» che ha caratterizzato gli ultimi anni. Sia a Parigi 2024 che ai Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, i bielorussi sono stati ammessi (insieme ai russi) esclusivamente come «Atleti neutrali individuali». Un regime che ha ridotto drasticamente i numeri della partecipazione: solo 17 atleti bielorussi presenti a Parigi e appena sette previsti per le gare in Italia.
Nonostante l’apertura a Minsk, il Cio ha voluto ribadire che la posizione del Comitato Olimpico Russo (Roc) resta profondamente diversa e non soggetta a sconti. Mosca rimane sospesa dall’autunno 2023, non solo per il conflitto bellico, ma per aver violato la Carta Olimpica ponendo sotto la propria autorità le organizzazioni sportive di quattro regioni ucraine occupate. A pesare sul permanere delle sanzioni contro la Russia sono inoltre emerse recenti e gravi preoccupazioni riguardo al sistema antidoping, che mantengono il Paese in uno stato di isolamento sportivo che, al momento, non vede una data di scadenza.
7 maggio 2026 ( modifica il 7 maggio 2026 | 16:53)
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