Latitante arrestato a Treviso: 3 anni – Notizie Plus
Latitante arrestato all’aeroporto di Treviso dopo un controllo sui passeggeri in arrivo dall’Albania. La Polizia di Frontiera dell’Aeroporto “A. Canova” ha individuato nella mattinata di martedì 11 agosto 2026 un cittadino albanese ricercato dalla Giustizia.
L’uomo, 40 anni, era destinatario di un ordine di carcerazione esecutivo. Deve scontare una pena di tre anni di reclusione per reati di sostituzione di persona, falso materiale e ricettazione commessi anni fa.
Il ricercato viaggiava con la consorte ed era diretto a Venezia per una visita nella città lagunare. Dopo numerosi anni trascorsi all’estero, era rientrato in Italia senza essere individuato dalle Forze di Polizia.
Latitante arrestato all’aeroporto di Treviso dopo il volo dall’Albania
L’individuazione è avvenuta nell’ambito dell’attività di analisi dei flussi dei passeggeri in transito presso l’Aeroporto “A. Canova” di Treviso.
La Polizia di Frontiera ha concentrato particolare attenzione sui periodi di maggiore movimento legati all’esodo estivo. Il dispositivo di controllo ha consentito agli agenti di analizzare i passeggeri in arrivo e di individuare il cittadino ricercato.
L’uomo era arrivato dall’Albania con un volo low cost. Tra circa 220 passeggeri, il personale della Polizia di Frontiera ha quindi identificato proprio il 40enne destinatario del provvedimento di carcerazione.
La sua presenza in Italia avrebbe dovuto essere temporanea. Il viaggio aveva infatti come destinazione Venezia, dove l’uomo intendeva trascorrere una visita insieme alla moglie.
Le impronte digitali hanno svelato la vera identità
Il ricercato aveva trascorso numerosi anni all’estero senza essere controllato dalle Forze di Polizia. Secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, in Italia aveva inoltre fornito generalità false.
Il controllo all’aeroporto ha permesso però di verificare la sua identità attraverso l’analisi delle impronte digitali. Il riscontro ha collegato le impronte dell’uomo all’autore dei reati contestati.
La verifica ha quindi permesso agli operatori di accertare la reale identità del passeggero. A quel punto è emerso anche l’ordine di carcerazione esecutivo emesso dall’Autorità Giudiziaria.
Il controllo dei documenti e l’analisi degli elementi identificativi hanno così interrotto il periodo di latitanza del 40enne.
Polizia di Frontiera in azione durante l’esodo estivo
La Polizia di Frontiera svolge attività di controllo e filtraggio sulla linea di confine. Le sue competenze riguardano sia la frontiera interna dei Paesi aderenti all’area Schengen sia quella esterna degli Stati extra Schengen.
Tra i compiti specifici rientra anche la ricerca e la cattura di persone latitanti che transitano nella zona confinaria.
Nel caso dell’aeroporto di Treviso, l’attività investigativa sui flussi dei passeggeri ha avuto un ruolo centrale. L’analisi ha permesso di individuare il ricercato durante il suo ingresso nel territorio italiano.
Il risultato è arrivato in un periodo caratterizzato dall’aumento dei viaggi legati alle vacanze estive. Il sistema di controllo ha infatti consentito di effettuare una selezione tra i passeggeri in arrivo.
Deve scontare tre anni per sostituzione di persona, falso e ricettazione
Il 40enne era ricercato perché ritenuto responsabile di reati commessi anni fa. Il provvedimento esecutivo riguarda una pena detentiva complessiva di tre anni di reclusione.
I reati indicati dalla Polizia di Stato sono sostituzione di persona, falso materiale e ricettazione. L’ordine di carcerazione era già stato emesso dall’Autorità Giudiziaria.
Dopo l’identificazione, gli agenti hanno completato le formalità previste. Successivamente, il ricercato è stato associato alla locale Casa Circondariale di Treviso.
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