Il dato, diffuso da Save the Children sulla base dell’ultimo rapporto Onu, è il più alto registrato a due mesi dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala. Rispetto a giugno, quando le vittime tra i minori erano state 123, l’aumento è del 50 per cento. E sul terreno la guerra non rallenta
Vatican News
183. È il numero dei bambini uccisi o feriti in Ucraina a causa della guerra russa nel solo mese di luglio. Il dato, diffuso da Save the Children sulla base dell’ultimo rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, è il più alto registrato dall’aprile del 2022, appena due mesi dopo l’inizio dell’invasione russa su vasta scala.
Una crescita spaventosa
Un bilancio cresciuto del 50 per cento in appena un mese: a giugno le vittime tra i minori erano state 123, un numero che rappresentava già il livello più alto degli ultimi quattro anni. Dietro le cifre c’è una guerra che continua a raggiungere i bambini nei luoghi della vita quotidiana: abitazioni, scuole, asili e parchi giochi. “Per le famiglie sta diventando sempre più difficile trovare un luogo sicuro”, denuncia Sonia Khush, direttrice di Save the Children in Ucraina. E agli uccisi e ai feriti si aggiungono i bambini che vivono ogni giorno tra sirene antiaeree, esplosioni e la paura di perdere i propri familiari. Nelle ultime settimane anche le sedi di Save the Children sono state raggiunte da diversi attacchi, due dei quali hanno danneggiato aiuti umanitari destinati proprio ai minori.
Le conseguenze degli attacchi russi su Kyiv, lo scorso 2 luglio (AFP or licensors)
La guerra non rallenta
E non accenna ad alcun rallentamento la guerra sul terreno. Mosca ha annunciato la conquista di Novonikolaevka, nella regione di Donetsk. Secondo il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, gli ultimi attacchi russi hanno provocato quattro morti, tra cui un bambino, e decine di feriti. A Kramatorsk una bomba guidata ha colpito un palazzo di dieci piani, mentre altri attacchi sono stati segnalati nelle regioni di Sumy e Cherkasy. Kyiv, intanto, continua a rispondere. Dopo una riunione del Comando supremo delle forze armate, Zelensky ha annunciato “contromisure e risposte asimmetriche” ai nuovi piani russi e un’accelerazione nella produzione di armi e sistemi di difesa aerea. Mosca ha segnalato che almeno 201 civili russi sono stati uccisi e altri 1.441 feriti a luglio a causa degli attacchi ucraini, secondo il rapporto pubblicato da Rodion Miroshnik, inviato speciale del ministero degli Esteri russo.
Il presidente ucraino ha inoltre denunciato un ulteriore rafforzamento della cooperazione militare tra Mosca e Pyongyang. Secondo Zelensky, sarebbe stata presa la decisione di …
Nessuno spiraglio diplomatico
Restano lontane anche le posizioni sul piano diplomatico. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha escluso un cessate-il-fuoco immediato: Mosca, ha affermato, fermerà le operazioni soltanto davanti a un accordo “a lungo termine, affidabile e sostenibile”. Il Cremlino sta inoltre chiedeno chiarimenti a Washington sulla fornitura di intelligence a Kyiv e sul possibile coinvolgimento americano negli attacchi ucraini in profondità nel territorio russo. Lavrov ha avvertito che Mosca renderà “molto più duri” i propri metodi contro quello che considera il sostegno occidentale alla macchina bellica ucraina. Nessuna apertura, per ora, neppure sul Mar Nero. La Russia ha respinto la proposta turca di una nuova moratoria sulle operazioni militari nella regione, giudicando inopportuno un ritorno all’Iniziativa del Mar Nero del 2022-2023. Mosca sostiene inoltre che Ankara e Washington abbiano inviato segnali a Kyiv perché interrompa gli attacchi contro navi e infrastrutture energetiche. Nelle stesse ore, droni ucraini hanno colpito l’area del porto russo di Ust-Luga, importante terminal petrolifero sul Baltico, dove secondo le autorità russe è divampato un incendio.
L’arcivescovo Visvaldas Kulbokas descrive la situazione sul terreno con i continui bombardamenti nella capitale e in altre città: “Ormai quando ci salutiamo diciamo: ‘Grazie a Dio, …
Tensione nei cieli della Lettonia
La tensione della guerra torna infine a lambire direttamente anche lo spazio aereo della Nato. Nella notte un drone di provenienza non ancora accertata è entrato nei cieli della Lettonia. L’Alleanza ha fatto decollare due Eurofighter italiani dalla base lituana di Siauliai e due F-16 turchi dall’Estonia. Dopo l’identificazione, uno dei caccia italiani ha neutralizzato il velivolo ad alta quota sopra un’area disabitata nel distretto di Balvi. Riga ha ringraziato Roma per l’intervento. Le autorità lettoni non hanno attribuito il drone né alla Russia né all’Ucraina: secondo alcuni media potrebbe trattarsi di un velivolo ucraino finito fuori rotta, ma Riga ha indicato nella guerra elettronica russa una possibile causa dell’incursione. Un episodio che conferma, ancora una volta, quanto il conflitto rischi di oltrepassare i confini dell’Ucraina.
Intervista con l’arcivescovo segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali al termine della sua missione in Ucraina. “Ho visto persone coraggiose, …
