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Un caro saluto agli ascoltatori di Radio Radicale a cui per la rubrica Albania italiano, Von parliamo ancora di storia, cultura, scienza, con la professoressa Lucia Nadine, grazie di aver accettato questa intervista professoressa grazie a lei, mi ardita decidere.
E lei parla anche l’albanese, questo ebbe poco poco, comunque lei conosce bene, molto meglio di tanti e tanti albanesi la storia nostra di cultura, e non soltanto allora lei ha suggerito di parlare di Scanderebech e Venezia la domanda è quale il legame storico tra l’eroe nazionale albanese,
E la Sereni Zito, ma
Guardi, il legame è un legame complesso che con che comporta un discorso lungo che qui ovviamente non possiamo fare né comporta il fatto che dobbiamo tener presente qual era il quadro.
Diciamo internazionale, mediterraneo Adriatico nel 400, quindi e l’Albania
In fieri l’Albania, che si sarebbe dovuta, si sperava, si dovesse creare unificare con Scabec, si affacciava sull’Adriatico e quindi si entrava automaticamente negli interessi della politica veneziana, prima di tutto anche di di di tutti gli Stati europei che erano interessati al Mediterraneo. Quindi, avendo Venezia già i suoi punti di appoggio e di protettorato e sotto varie vesti di tutta la costa dalmata, ovviamente in una linea di continuità rientrava l’Albania per arrivare fino alla Grecia. È ovvio, dunque che la duri che la quando con Scanderberg si muove la realtà dell’Albania in modi nuovi modi diversi, gonna, prospettive anche di unificazione eventuale del Paese, comunque con prospettive di centralità di questa area nella politica internazionale, è chiaramente la prima interessata Venezia che aveva, ripeto, non a caso era stato denominato ancora nei secoli precedenti, l’Adriatico come Golfo di Venezia
Ovviamente per dire che la prima interessata non certo la sola degno di Napoli e i vari ducati italiani che Stati europei però Venezia, prima di tutto era interessata al controllo di quest’area geografica, ingiustamente, intanto stiamo parlando per chi ci ascolta dell’eroe nazionale albanese, comunque diciamo che la sua figura
Multidisciplinare, poiché lui era anche atleta di gruppo, comunque, rimanendo su Venezia la presenza di Scanderebech su celebre Bucintoro, a cosa rappresentava questo simbolo per la Repubblica di Venezia, ecco bene.
Col 400 con la conquista ottomana dell’Albania, quindi dopo la morte di Skanderberg e a questa morte, seguirà a vent’anni dopo la caduta o perdita di Scutari da parte di Venezia e poi nel secolo successivo anche tutta la zona di Antivari diciamo all’attuale Montenegro perciò Venezia nei 400 tra Quattro e 500,
Vive una storia reale di confronto con l’Albania o con le voci dell’Albania, poi è perduta anche l’area di Antivari e siamo agli inizi del 600 e chiaramente l’Albania è diventata ottomana e per Venezia sono cambiate tutte le prospettive.
Eh, ma continua da parte di Roma, quindi, della City della cattolicità e continua la richiesta a tutti gli Stati europei di aiuti, gli interventi di Unioni per per quella che allora voleva essere la difesa della cristianità alla riconquista in qualche modo di Paesi che erano stati cristiani, Venezia in particolare con Roma è sempre stata ha sempre avuto una politica molto difficile di contrasti e perché Venezia, da una parte e diceva che la salvezza della patria è la salvezza della cristianità, cioè Rai doveva sempre essere,
A Venezia ha dato il riconosciuto il compito di di uno Stato difensore della cristianità e però dall’altra parte c’erano i rapporti di potere, diciamo con il papà, ecco quindi agli inizi del 600 questi contrasti tra Roma e Venezia si sono accentuati.
Il Papa vuole un’ennesima Liga anti-ottomana.
E a Roma c’è una intellettuali e diremmo noi oggi è una donna colta Margherita Sarrocchi, che scrive un poema, la Scanderebech de di cui esce una prima parte nel 1.606 e nello stesso anno verità la la coincidenza cioè c’erano i rapporti ben precisi sul Bucintoro di Venezia, cos’era questo Bucintoro U era forse l’abbiamo già detto no, la la,
La barca più significativa, più simbolica, era il mito veneziano, perché era tutta ricoperta di statue di fregi
Che non erano soltanto degli ornamenti, ma erano figure parlanti, ma erano figure che
Più che raccontavano qualche cosa anche della storia di Venezia, allora la genialità in questo caso veneziana, è stata quella di utilizzare una statua come simbolo, come oggi diremo, come icona, che raccontasse qualcosa della storia precedente e questa Stout o doveva essere è stata quella di Scanderberg era una statua in legno gigantesca tutta ricoperta di lastre d’argento Schanberg, rappresentato in posizione di attacco, che stava proprio dietro
All’altra statua simbolo, sulla prua del Bucintoro, che è rappresentata da Venezia, come una giovane donna che tiene in mano la bilancia della giustizia. Allora tutto questo per dire che cosa che Venezia risponde al papà che vuole fare la Lega che vuole raccogliere tutti gli Stati europei in questo in questo momento è così di riconquista, diciamo, di di terre perdute, ebbene Venezia dice al papà dice a Roma e guarda che l’Adriatico è roba mia è affare mio, cioè l’Adriatico è sempre stata un’area che Venezia ha controllato.
E la controllata Amin che con
Giorgio Castriota, Scanderberg e allora viene fatto in qualche modo, viene creato da Venezia, come simbolicamente, e l’alleato difensore appunto dell’Adriatico, giusto e intanto già si giudicante, è già entrato nel mito in qualche modo stante Berg no, cioè.
Oltre alla storia, quello che è avvenuto veramente tra le 2 potenze conta, il fatto che agli inizi del 600 ormai scade Berg è entrato nel mito della storia di Venezia e quindi tra le figure che hanno contribuito e c’era anche quella di Scanderebech,
Ci trovammo però.
Che parlare di queste cose, poiché purtroppo non è che si parla tanto in Italia, cominciamo, questo lo sa e allora un altro elemento è il tatto veneziana, che ha conservato tracce di Scanderebech, come è stato rappresentato, diciamo nel corso dei secoli Scanderebech, questo strumento culturale e storico.
Ecco, eh eh guardi, siamo con cui la posizione del di Scanderberg su 100 euro siamo proprio ai primi anni del 600, a metà 600.
Compare a Venezia sui teatri veneziani di Venezia, c’è un boom teatrale a Venezia, già precedentemente era legato alla commedia dell’arte, era stata esportata in tutta Europa.
C’è un boom di rappresentazioni teatrali, non lo sono più soltanto le commedie dell’arte intese come movimento, maschere, eccetera, eccetera no, sono delle vere e proprie opere che vengono portate sulla scena, in cui i cattolici avevano un margine di libertà, però rispettavano una storia scritta bene una di queste opere.
Che ha cominciato ad essere rappresentato a metà 600.
Con continuerà per più di un secolo, quasi un secolo e mezzo, ad essere periodicamente ripresa e ripresentata con enorme successo ed era l’opera un’opera intitolata scan den Berg e le glorie eredi eccetera eccetera un titolo Google, in cui si raccontava, si rappresentava scusi tutta la storia di scanner Berg dalla dal periodo passato presso il sultano, poi il rientro in Albania, poi, eccetera tutto quello che sappiamo che era stato narrato, ovviamente prima di tutto da marimba Leddi. Ecco, quindi sappiamo la grande studia data per iscritto dal marito in balletti
Questa opera è un’opera anche a leggerla nel nel nel suo, nella sia pur scarna e è un’opera divertentissima, perché è un’opera di movimento perché ci sono
Ci sono suoni, ci sono personaggi che vanno da una parte all’altra Torri Scanderberg, che manca alla lettera per conquistare Croia, il, i combattimenti e gli scanner che diventa l’eroe per quello che nelle nel 900 mi scusi l’accostamento che non è irriverente.
Ma quello che può essere in certi film dalle azione americana, western eccetera l’eroe ecco Scanderberg, è un eroe dell’azione, l’eroe che si trova di fronte a 1.000 difficoltà e riesce a superarle e quindi c’è poi passano su una scena delle sagome che sono le sagome dell’Albania.
E non sappiamo, purtroppo con che colori veniva rappresentata e la quale passava questa sagoma femminile e dice Scanderberg, Jon, vi raccomando a te il IPA, il plauso del pubblico era infinito, l’opera ha avuto più rappresentazioni continuo e tant’è che a metà 700 Carlo Goldoni, che ben sappiamo, è stato il maggiore commediografo italiano che abbiamo avuto nel 700 diceva agli attori invece di stare a rappresentare le mie commedie vogliono tutti e andare a ricitare Scanderebech perché Scanderberg quest’opera fa un enorme successo, ecco, raccoglie il pubblico, questo a significare che anche proprio a livello di popolo,
Qui arriviamo attraverso il teatro, capiamo quella che è la dimensione dello scambio Bergamo, che era vissuto a livello di fantasia, anche popolare, tant’è che avremo ancora nell’800, non so la storia di un gondoliere che dice di essere erede di Scanderberg, cioè il personaggio est è stato è diventato anche personaggio popolare a Venezia.
Bello capisce quindi non è rimasto sulle
Non soltanto a livello dell’alta cultura è proprio è proprio diventato un eroe popolare.
Non soltanto dunque degli albanesi, come lo è tuttora, molto veneziani, ambiente di Veneziani giustamente questo è bello, intanto parliamo del dopo Scanderebech. In effetti sembra che dobbiamo parlare anche di questo, di quest’era, di quest’epoca interessanti. La scuola degli albanesi ha avuto, diciamo, un ruolo importantissimo della testimonianza, ma poi possiamo parlare di contributi degli Arbre, dunque eredi di Scanderebech quelli che non hanno non hanno voluto stare in Albania sotto il dominio ottomano e hanno scelto hanno optato d’Italia alcuni Venezia, altri Calabria e dappertutto, ma
La scuola delle albanesi, diciamo anche degli altri albanesi, come la possiamo interpretare per gli ascoltatori di Radio Radicale, questo elemento, la scuola e strumento, secondo me di vera cultura, no,
Dunque allora qui bisogna fare chiarezza, perché e purtroppo anche internet si leggono.
Cose sbagliate, la scuola degli albanesi, innanzitutto non vuol dire scuola nel senso moderno del termine.
Ma a scuola vuol dire associazione, l’associazione degli albanesi a Venezia viene creata ancora nel 1.442 e poi nel 48 ufficialmente, ma non era la scuola in cui si insegnasse la lingua, come purtroppo si legge in giro, scuola voleva dire le ripeto associazione di nazionalità, quindi gli albanesi presenti a Venezia.
Attraverso ragioni di economia, di commercio, eccetera, si riunivano in una sede che era presso genere ad una chiesa e.
In questa sede e con si riunivano che si creava una sorta come dire, di un c’era, un gastaldo, un vertice, e poi c’erano i confratelli e c’era una presenza femminile anche delle donne, che è importantissima questa per quell’epoca e si occupavano in qualche modo di inserirsi come comunità.
In questo caso albanese, nella struttura sociale di Venezia, per cui, per esempio a partecipavano tutte le processioni partecipavano, si occupavano della sepoltura dei morti, cioè era dovevano essere dentro l’assistenza ai malati, all’associazione proprio UE,
Diciamo alla associ alla società veneziana, ma questi albanesi a metà 400 non hanno nulla a che fare con gli alberi e scende al Sud, sono per la maggior parte de de de
E come numero commercianti, artigiani che vengono dal Nord Albania.
Finché hanno tutta una serie di rapporti commerciali, politici, religiosi con Venezia
è per questo che vengono accettati così pienamente, anche perché erano cattolici, erano già da decenni e decenni dentro alla alle strutture.
Commerciali, finanziati e di Venezia e quindi la scuola degli albanesi è, ripeto, una struttura.
Il che ed egli però Intersect commerciali indipendenza capisce giustamente all’interno della scuola e all’interno della scuola vanno senz’altro ho parlato con Albanese, avranno conservato, non li abbiamo il libro degli statuti di questa scuola, anche se in coppia, perché l’originale è andato perduto.
E quindi sappiamo chi erano quanti erano, come si chiamavano quando si riunivano, di che professione erano e quindi è una fotografia, diciamo così, fra virgolette importantissima e di quelli che erano i rapporti tra l’Albania del Nord del Centro Nord.
E poi, quando ci sarà la stagione della grande migrazione e certamente ci saranno gli emigrati che faranno capo alla scuola degli albanesi, ma non necessariamente solo alla scuola degli albanesi, perché saranno distribuiti?
Tutte le targhe della Serenissima.
Quindi qui, con una politica che salta di velocissima integrazione, ma per forza, perché la realtà di Venezia era una realtà di Città, del Mare, di di di città commerciale quindi profondamente diversa dalla storia del Garber chef, che migrando nel Sud Italia si trovavano gli sentiti in una struttura ancora feudale in qualche modo di un regno e e quindi,
Cercavano di scappare alla tassazione, si rifugiavano in cima alle colline e così hanno salvaguardato anche la loro lì la lingua dello, invece vorrei sapere una vostra interpretazione di questo fenomeno diciamo molto particolare di conservare la lingua per più di cinque secoli, cioè vivere, integrati, però non assimilati.
Gli orbi, ma ma Deidda, perché sono stati fino al 700. Ecco il 700 che forma dosi e collegi di di di istruzione arrivano gli arbëreshe diceva così a Adas arrivano a livelli di alta cultura, ma prima queste comunità che erano scappate, che si sono appunto rifugiate qua e là, addirittura che all’inizio dovevano neanche essere stabili, non luogo ma si spostavano proprio per non essere soggetti a al fiscalismo feudale e del che c’era nel Sud Italia. È chiaro che, essendosi chiusi isolati e non avendoli comunicazioni e che ti portano a usare la lingua degli altri e a contrattare la tua lingua con quella degli altri, e loro sono riusciti a a creare queste isole e che sono preziosissime chiaramente da un punto di vista di Storia della lingua e della cultura albanese e dell’Albania, però del Sud, quindi abbiamo due volti. L’Albania del Sud e della Morea del del Peloponneso
Che è legata all’Italia meridionale, invece il crudo all’Albania Ghega per per semplificare è legata a Venezia e in parte anche alle Marche, diciamo ai Centro-Italia, dal Centro Nord, ingiustamente detenuto, che questa dimensione, che ho economica geopolitica, geoculturale di Nord e Sud Albania parliamo dell’Albania Nord Centro Nord tuttora è rimasto, diciamo, dinamico poiché per quanto io conosco albanesi che vivono i lavori non vi son principalmente del Nord,
Pressappoco anche Scutaric di lesa di scudetto l’aria del bomber Beck, anche.
Eh, ma perché è più al nord che al sud b h ce ne sono moltissime dal Sud, ma perché il Nord ha ancora una volta dato possibilità di inserirsi nelle strutture economico, sociali più nuove internazionali, più?
Eh.
In un certo senso la storia si ripete, come è avvenuto nel passato, le faccio un esempio a Venezia, ormai tutta la parte di tutto il settore turistico legato alla ristorazione e tutta in mano ad albanesi
Così come nell’edilizia, eccetera, eccetera, cioè e legni l’immigrato, chi emigra va laddove, nelle aree che sono anche più sviluppate economicamente, che offrono più opportunità, capisce di rientrare nel centro murattiano, dunque.
Eh certo i telefonini e quindi,
E quindi ancora una volta lei si trova per esempio, il Veneto ha una percentuale altissima di presenze al bar Renzi in tutti i settori dell’economia e del commercio, dalle piccole imprese ai grandi e ai più grossi agglomerati industriali e poi ripeto ancora al turismo,
E ancora la ristorazione, l’edilizia, cioè c’è una presenza fortissima, però è una presenza che ha portato anche ancora una volta, un’integrazione abbastanza veloce, giustamente intanto per concludere, professoressa quale messaggio vorrebbe trasmettere alle nuove generazioni di italiani, ma anche albanesi riguardo questo patrimonio storico veneziano Albanese.
Guardi eh.
Dovrà però, secondo me e lo stanno facendo il sta avvenendo questo fenomeno, adesso ritrovare l’orgoglio di presentarsi come albanesi, mentre negli anni 90 cercavano di nascondere presidio le parlo, ad esempio del Nord no, c’è solo l’immigrato.
Dall’Est, senza specificarne il paese, quasi che la collocazione della grande migrazione degli inizi degli anni 90 fosse un fatto negativo,
Ormai quei tempi sono passati e oggi ci sono moltissimi albanesi studenti hanno fanno seguito dalle università, sono persone assolutamente, come dicevo prima, integrate in tutti i ruoli, anche più alti della struttura sociale, dovrebbero avere l’orgoglio positivo di conservare la memoria della propria storia, che non vuol dire,
Rivendicazione nazionalistica, che non vuol dire così scavare contrapposizioni ma e volitive, e conservare la consapevolezza di ciò che si è stati del ruolo che si era avuto nella nel panorama internazionale, cioè un popolo senza la memoria che non continui la propria moglie, giustamente eh eh ma questo anche se vuole,
Proprio banalmente, anche ai destini non so del turismo e oggi tutti girano e il turismo è attivissimo sì d’accordo, vai a vedere la bellezza naturale, però vai anche a vedere il piccolo museo, il luogo che ha conservato a meno, ecco quindi la storia dell’Albania che è una storia intrecciata con la storia europea italiana ecco tutto questo oggi i giovani vi devono fare,
Certamente dovrebbe essere sostenuti anche da una politica culturale che favorisca anche lo studio in Italia.
Dunque.
È di tutti e gli albanensi quasi il dovere, oltre che il diritto di conservare la memoria della propria storia.
Niente, giustamente, non possiamo avere un futuro, diciamo Prospero.
E questo il Pd sta nascendo il Saglio vedo anche qui al Nord stanno nascendo molte associazioni di emigranti ormai da anni, da vent’anni che sono nel Nord, e allora più passa il tempo e più un emigrato sente anche la nostalgia della terra che ha lasciato e in questa nostalgia,
Stanno a e si anche recentemente, io ho visto partecipato delle piccole mostre se si moltiplicano i casi degli albanesi, che si fanno raccoglitori di oggetti, di testimonianze, di libri e di tutto quello che racconta la storia del loro Paese.
E da questo punto di vista, ripeto, è la storia di un Paese ormai la storia dell’Europa dell’Italia di B è una storia di intrecci, siamo sempre stati europei, però, dal punto di vista politico abbiamo anche affrontare degli esami ultimi. Josè Alberto così che sicuramente il futuro sarà migliore. Io la ringrazio di questa bellissima intervista, però, per di più tramite il microfono di Radio Radicale vi vorrei fare i complimenti per il lavoro eccellente che sta svolgendo, che ci aiuti aiuti agli italiani di capire chi sono albanesi, ma per di più noi albanesi chi siamo noi stessi, cosicché è un contributo molto, molto, molto utile a tutti noi. La ringrazio grazie grazie a voi, grazie a tutti e buon proseguimento di giornata anche alle doti Rama per Radio Radicale Arthur nuda
