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Radio radicale. Siamo in collegamento con il professor Simone Gianello, che insegna diritto pubblico comparato all’Università di Milano-Bicocca. Buongiorno, professore ben ritrovato buongiorno buongiorno che ci ascolta, allora ci immergiamo con lei nella politica rumena e in particolare nel sistema costituzionale di questo Paese, che sta attraversando un periodo molto di difficile. Ne abbiamo parlato più volte con lei. Il 1 luglio l’Alleanza per l’unione dei romeni, il partito di estrema destra di George Simion, ha annunciato l’avvio della procedura di sospensione del presidente della Repubblica Nicusor Dan e l’apertura della proce delle procedure per le elezioni anticipate. Questo è l’ultimo capitolo di una crisi politica che paralizza la Romania da oltre due mesi dopo la caduta del governo riformista Bologna-San, che stava cercando di allineare il paese ai parametri europei, che è stato sfiduciato a maggio dai voti congiunti dei social democratici e dell’estrema destra.
E ci sono stati due tentativi di formare un nuovo esecutivo falliti e quindi il Paese resta senza un governo nella pienezza dei poteri. Allora noi cerchiamo di capire con lei i meccanismi costituzionali che sono in gioco e dunque gli scenari possibili. Intanto partiamo dalla formazione del governo e
Dai poteri che ha il Presidente della Repubblica
Il primo punto, secondo me, è da considerare, è la forma di governo romeno, nel senso che è una forma di governo semipresidenziale, quindi noi abbiamo un capo dello Stato eletto a suffragio popolare e dall’altro lato abbiamo anche però un governo che per come dire rimanere in carica per svolgere le sue funzioni necessita di quella che è una fiducia con le aule parlamentari con le Camere,
Il modello, come dire che il costituente o meno all’epoca aveva in qualche modo visto come punto di riferimento era chiaramente in questi casi e in alcuni casi addirittura la Corte costituzionale ha fatto riferimento espresso a questo aspetto. Il modello della Quinta Repubblica francese, tuttavia, però, in parte anche riconoscendo come quel modello si è andato poi evolvendosi in chiave, salvo, ad esempio, alcuni periodi di coabitazione, eccetera, in chiave fortemente presidenziale si è andati a in Romania in di inserire tutta una serie di elementi, se vogliamo che riequilibrano il rapporto tra presidente e parlamento, eh sì, ed è significativo, ad esempio, che tutta la parte relativa alla formazione del governo e allo scioglimento delle Camere. E un po’emblematico di questo aspetto, perché sono strettamente collegati nel senso
Da un lato, il presidente della Repubblica indica quello che è un primo ministro, però anche qui e poi interessante vedere questo aspetto perché riguarda anche, come dire, alcuni elementi del tentativo di sospensione di Nicole Jordan prima di nominare un primo ministro, il capo dello Stato deve per costituzione questo,
Sentire il leader del partito di maggioranza assoluta all’interno del Parlamento, se quest’ultimo non c’è tutti i leader degli altri partiti, dopodiché può nominare quello che è il primo ministro, che dovrà poi ricevere la fiducia nel caso in cui e solo nel caso in cui, dal primo tentativo di chiedere la fiducia,
Passino 60 giorni nel quale nessun governo ottiene la fiducia e ci siano stati almeno due tentativi, e diciamo che in questo caso alla finestra negli ultimi giorni si è aperta in questo caso e solo in questo caso il capo dello Stato può sciogliere le Camere e indire,
Nuove elezioni, quindi, come dire da un lato è abbastanza costretto perché non ha una libertà di scioglimento, come ad esempio ce l’ha, il suo omologo francese e quindi, dall’altro lato, è più come dire portato a dialogare con quelli che sono i partiti in in Parlamento c’è da dire che oggi siamo arrivati in una fase dove i due tentativi poi ce ne possono essere anche diversi e ma ci devono essere almeno due tentativi di ottenere la fiducia da parte di un primo ministro davanti al parlamento in seduta congiunta e tra l’altro, ricordiamo che, a differenza del nostro sistema parlamentare e la fiducia in quel caso gli è richiesto a maggioranza assoluta. Quindi,
Serve una compartecipazione politica. È più elevata, e questo è un primo elemento. Il secondo elemento è poi quello relativo al fatto che lo scioglimento delle Camere rimane sicuramente un’ipotesi che anche oggi è sul tavolo, ma rimane un’ipotesi che, se noi andiamo a vedere comunque l’attuale vicende politiche, lei giustamente faceva riferimento a quanto accaduto con la mozione di sfiducia al governo di Bolocan. Però è difficile non
Guardare come dire a qualche mese indietro e cioè noi stiamo vivendo nel solco di quanto era accaduto con l’annullamento delle elezioni presidenziali da parte della Corte Costituzionale. E da lì poi, come dire, con la vittoria di Nicola Giordano, Vittorio Di Nicola Jourdan, però che in qualche modo rappresentava e tutt’ora rappresenta il fronte europeista. Parlo dal punto di vista politico romeno nel fronte europeista, rispetto a quello che all’avanzamento
Della parte sovranista nazionalista, come dire, fossero profondamente euroscettica e con qualche ripensamento anche nei confronti, se vogliamo dei rapporti dell’Alleanza atlantica, se oggi ci fosse uno scioglimento delle Camere e se oggi si andasse a elezioni anticipate i sondaggi poi sondaggi prendiamoli sempre come dire,
Con le pinze, però, darebbero il partito di George chignon, quindi il.
Laurea il partito, come dire, di
Destra e beh, oggi i sondaggi lo danno attorno al 40%, comunque o danno come il principale partito, quindi da un punto di vista prettamente politico, al di là del i rilievi di carattere costituzionale, chiaramente non c’è un’intenzione.
È da parte del Presidente della Repubblica di sciogliere le Camere, se non come bisognerebbe dire davvero in questo caso come extrema ratio, d’altra parte.
George Simion, diciamo, ha ipotizzato appunto ha avviato la procedura di sospensione del presidente, intanto ci spiega quali sono le motivazioni, se sono appunto, come sembra, legate alla scelta di dei primi ministri, diciamo per ora rivelatesi queste queste scelte, queste due scelte fallimentari e è come se effettivamente come può portare avanti questa questa azione.
Da questo punto di vista, credo che l’elemento iniziale per comprendere un attimo come funziona questo meccanismo e andare a vedere, proprio nello specifico, quello che dice l’articolo 95 della Costituzione, l’articolo 95 della Costituzione romena dice che un terzo dei membri del Parlamento possono iniziare questa procedura, questa procedura, una volta iniziata e tra l’altro è comunque una procedura che richiede,
Che ci siano comunque degli atti di riferimento e si fa riferimento proprio alla Commissione da parte del presidente di gravi atti diretti contro la Costituzione.
Dopodiché c’è un passaggio dinanzi alla Corte Costituzionale, nuovamente la Corte costituzionale che ritorna è un parere di carattere consuntivo, cioè un parere obbligatorio ma non vincolante, dove la Corte dovrebbe in qualche modo in di indicare se i fatti contestati.
Siano riconducibili o meno quei cosiddetti gravi atti diretti contro la Costituzione, dopodiché la sospensione, come dire, attraverso un ulteriore passaggio, e cioè una votazione a maggioranza assoluta del Parlamento in seduta comune, e l’ultimo passaggio, quello forse anche più critico, diciamo è l’indizione entro 30 giorni di un referendum popolare un referendum,
Che è l’atto finale conclusivo,
Di destituzione del presidente. Allora, come si può capire, è una procedura mista, mi verrebbe da dire costituzionale politica, perché poi la norma successiva della Costituzione prevede, tra l’altro, un ulteriore meccanismo di impeachment di fronte ad acta atti presidenziali più gravi a tradimento, ad esempio, e in questo caso il voto finale non è del popolo, non è attraverso un referendum mai rimesso ad un controllo giurisdizionale dell’Alta Corte di Cassazione, giustizia però, come dire, questo meccanismo è un meccanismo che non è assolutamente inedito. Nessuno utilizzo nel corso della breve, diciamo storia costituzionale romena dopo gli anni 90, in particolar modo un presidente Traian Basescu, nel 2007 nel 2012 subì in durante i due diversi mandati la procedura di sospensione, procedura che venne portata fino in fondo e che portò anche al referendum. In quel caso, come dire in entrambi i casi si salvò però perché dico questo da un lato e poi dirò un paio di cose anche sulle accuse che vengono rivolte ad Ann e da un lato si comprende come questo meccanismo sia progressivamente è diventato un meccanismo sempre più politico, cioè un meccanismo in qualche modo che ha in parte abbandonato la sua natura come dire
Originaria iniziale di strumento di controllo presidenziale, ma di fronte alla commissione di atti, come dire
Pericolosi nei confronti dell’ordine costituzionale e dell’ordine democratico.
In realtà, come si può vedere è come dire poi anche qui una cosa è l’annuncio dell’inizio del procedimento, altra cosa, e vedere se effettivamente poi i partiti riusciamo ad avere i voti anche semplicemente per l’attivazione del meccanismo, ma se andiamo a vedere nella recentissima Storia romena, qualche mese fa, il partito SOS Romania, anche in quel caso aveva, come dire minacciato l’utilizzo dello strumento nei confronti di Dan e se qualcuno si ricorda a cavallo tra le elezioni annullata il primo turno della vittoria di Georgescu e il nuovo svolgimento delle lezioni, anche l’ex presidente Klaus Iohannis, a un certo punto, se non sbaglio, era tra gennaio e febbraio del 2025 rassegnò le sue dimissioni, perché perché, alla luce degli eventi e avevano portato a quella sentenza e in particolar modo era
Il la desecretazione di tutta una serie di documenti dai quali emergeva la, come dire, la compartecipazione russa. Se vogliamo alla vittoria di di Georgescu, ecco il presidente si dimise proprio per evitare che potesse essere portato a termine nei suoi confronti e li sembrava che i voti potevano esserci proprio un procedimento di sospensione che in una fase così critica della
Della storia rumeno, mi verrebbe da dire, sicuramente non poteva giovare al Paese.
Due elementi, secondo me sono molto interessanti, come lei diceva prima, da un lato le motivazioni e le motivazioni in qualche modo si dividono, perché se veniamo a vedere le indicazioni di Simion emergerebbe il fatto come dire della dico un po’in generale ma anche un po’banalizzando se vogliamo la cattiva gestione del presidente di questa fase diciamo della sua incapacità di trovare un partito in un partito e comunque un leader in grado di governare, di formare un governo, ma dall’altro lato c’è un ulteriore elemento per assurdo, e cioè quale
è questo elemento è legato alla seconda investitura di un primo ministro, anche in questo caso fallita da parte dell’inconscio Oldani, in particolar modo faccio riferimento ad Adrian Vestea perché perché quest’ultimo era un membro del dei liberali okay, cioè dello stesso partito di Bologna ma qual è l’accusa che il PNL quindi, il partito liberale ha mosso nei confronti?
Di Nicola Giordano è di aver violato la Costituzione perché perché non prima di nominarlo non ha fatto quel passaggio che vi dicevo prima, cioè non avrebbe comunicato non avrebbe consultato gli altri partiti ed in particolar modo non avrebbe consultato il partito di provenienza, tant’è che poi ci sarà
Da lì a breve un congresso straordinario in cui voleranno gli stracci all’interno del partito liberale, con addirittura la minaccia da parte di Biologia Ann di cacciare tutti i componenti del partito liberale che in qualche modo avessero accettato l’incarico da parte del presidente e soprattutto
Dall’altro lato, avessero accettato eventualmente un incarico ministeriale. L’altro elemento, però, qual è se noi andiamo a vedere quello che è stato alla storia, invece lo prima e quindi la il primo tentativo, in particolar modo, di mettere in stato di sospensione il presidente Băsescu. Una delle motivazioni fu proprio quella di non aver consultato i partiti nella nomina del governo all’epoca presieduto da Tariceanu,
Cosa disse in quel caso la Corte costituzionale e la Corte costituzionale, in quel caso non trovò delle motivazioni specifiche per dire che il presidente della Repubblica avesse violato la Costituzione, ma nello specifico disse, beh, guardate
Che, come dire, se il Parlamento, di fronte a questa scelta, come dire presidenziale, di non consultare i partiti, avesse ritenuto così grave quel comportamento,
Non avrebbe dovuto dare, cosa che invece all’epoca accadde la fiducia al governo Tariceanu, quindi in qualche modo non possiamo considerare quell’atto come un grave atto diretto contro la Costituzione, beh, in questo caso il governo presieduto teoricamente dall’incaricato Adrian Vestea non ha ottenuto la fiducia quindi, come dire il Parlamento, poi sono diversi gli equilibri politici all’interno, però il Parlamento in questo caso non ha dato.
La propria investitura fiduciaria.
Certo pensare in questa fase anche ad una messa in stato di accusa, soprattutto alla possibilità che possa venire a verificarsi eventualmente, come dire, uno scontro anche di carattere popolare, mi verrebbe da dire tra un eventuale rimozione da parte del corpo elettorale. Il referendum del presidente, magari di fronte comunque ad un’esposizione che vi dicevo prima, è obbligatorio, ma non vincolante della Corte costituzionale, che non dovessero vedere dei comportamenti illeciti da parte del presidente. Questo sicuramente riaccendere ebbe un dico in tutto, ma sicuramente in parte un conflitto che comunque vede al centro ormai da troppo tempo anche la Corte costituzionale nelle dinamiche rumene e attraversano un’ultima domanda riguardo ai rapporti con l’Unione europea, perché questa crisi ha conseguenze anche per quanto riguarda i fondi vincolati alle riforme. Mentre diciamo quando ci furono le elezioni, poi annullate dalla Corte costituzionale, era una questione legata a un partito, appunto di estrema destra, le ingerenze russe, eccetera. Oggi mi sembra che la crisi, per quello che ci raccontava, si sposti anche sui partiti, che
Diciamo, non siedono a Strasburgo in maniera non diciamo conflittuale, e cioè che fanno parte dei social democratici oppure del Partito popolare europeo il partito socialdemocratico che ha, diciamo innescato insieme Our questa crisi e come appunto ci raccontava anche il partito liberale da cui vengono sia Bologna Jean e che alla fine Vestea nonostante appunto non fosse stato consultato, a quanto pare rispetto al indie, diciamo le indicazioni di questo ultimo premier ed è così sono davvero anche questi partiti critici rispetto alle riforme?
Assolutamente sì, cioè in questo momento la crisi maggiore all’interno della Romagna e di carattere politico, ed è una crisi che se uno segue come dire quotidianamente quella che è la vita politica romena, al momento diciamo di giorno in giorno sembra solo che peggiorare e questo è dovuto secondo me una serie di motivazioni che hanno visto proprio come dire,
Il 5 maggio il momento della sfiducia fosse il suo acme, ma che sono più profonde e che vengono, come dire, strettamente collegate, anche tutta una serie aspetti europei, perché perché se uno va a vedere, come anche lei diceva all’inizio di questa intervista il governo di Bologna non avevamo definito come un governo riformista e anche un governo che però dal punto di vista economico per utilizzare alcuni termini,
Che conosciamo benissimo dal punto di vista dei socialdemocratici era un governo che ha improntato ad un’eccessiva austerity quello che è stato il suo programma, è altresì vero, però, che la Romagna è economicamente e in una situazione molto complessa, con un disavanzo altissimo e soprattutto con una,
Apparato pubblico statale come in qualche modo di carattere elefantiaco, se pensiamo alle spese che sostiene annualmente appunto per la sua gestione, è sicuramente, come dire, questi due elementi hanno fatto saltare il banco perché, da un lato, le riforme volute da Bologna non sono state considerate dal partito socialdemocratico come del tutto contrario in parte contrarie alla loro al loro statuto politico.
Come dire dall’altro lato, però c’è anche da dire un’altra cosa che
Le riforme in questo momento, in questi 60 giorni ormai e passa di governo ad interim sono al palo e soprattutto queste ulteriormente problematico, perché lo diceva anche Bologna nell’intervista di ieri. Il punto è che la Romania aspetto ancora di avere uno sblocco significativo dei fondi del suo Recovery Fund, e quindi questo sarebbe assolutamente importante. Dall’altro lato, però, la crisi del 5 maggio scorso, perché è particolarmente profonda e non riesce in qualche modo a trovare, almeno nell’immediato, una soluzione, perché è già successo in passato che ci fossero, come dire, partiti di maggioranza che a un certo punto, come ha fatto i socialdemocratici, ritirassero i ministri e votasse una mozione di sfiducia con partiti di minoranza. In questo caso, però, la situazione apparentemente certo che questa, se uno va a vedere più nello specifico, però dimostra come dire un legame un po’più profondo, perché
Perché, da un lato, molti osservatori negli ultimi mesi stanno indicando quella che è una significativa radicalizzazione, anche all’interno del partito socialdemocratico dall’alt, e quindi basterebbe andare a vedere anche da alcune votazioni in commissione a livello parlamentare che sono state assunte insieme all’our,
Dal da una norma sulle ONG che ormai è diventato ormai un classico in in nei Paesi dell’Est Europa oppure, per quanto riguardava il tentativo, poi corretto, tra virgolette, di eliminare tutta una serie di norme di carattere penale su alcune forme di violenza verbale o di istigazione all’odio,
Tra l’altro che si ricollegano anche al processo attualmente in corso di 40 e Georgescu, ma quello è un altro aspetto, però il punto è stato proprio una sorta di come alcuni hanno osservato.
Dopo l’elezione di Nicola Jordan, si era creata una sorta di fronte compatto europeista che in qualche modo era cercava di tenere al di fuori della sfera di governo i partiti di destra o di estrema destra, come le si voglia qualificare il fatto di aver,
Trovato un accordo. Oggi, ovviamente non c’è l’idea di formare un governo sostenuto da socialdemocratici e da Our, perché da entrambe le parti negano questa possibilità. Però sicuramente quella votazione non è stata soltanto per alcuni vista come una mozione di sfiducia, ma anche come una sorta di legittimazione politica di un partito o comunque di una porzione politica che dopo i fatti del 2024 si era fino a quel punto ho cercato di tenere all’esterno delle dinamiche, diciamo, parla non tanto parlamentari ma quanto di governo e questo forse è il punto sul quale dovremmo riflettere maggiormente. Soprattutto potrebbe essere anche
Ciò che alle prossime elezioni comunque porterà molti voti all’Aula perché in questo momento si è messo un po’da osservatore di un conflitto che in qualche modo lo vede in questo momento esterno, se non chi ne sta approfittando in termini di vantaggio politico chiarissimo grazie davvero al professor Simone Gianello la ringraziamo davvero per la sua disponibilità ci risentiamo presto,
Grazie a voi a presto
