Nel Trevigiano
Dalla Carnia al Trevigiano. L’incendio boschivo che da martedì pomeriggio interessa una porzione in quota sopra l’abitato di Miane è finalmente in fase di circoscrizione, ma la vegetazione secca e le temperature elevate mantengono alto il livello di pericolo. I focolai sulle creste sono stati spenti con i lanci di benna degli elicotteri della Protezione civile e poi bonificati dalle squadre impegnate a terra dell’Avab Valsana. Nella fascia più interna del versante, però, il sottobosco continua a essere a rischio. Ieri mattina sono state individuate altre due fumaiole. Per questo motivo è rimasto operativo anche l’elicottero della Protezione civile, con i piloti dell’Eliossola.
Ieri, a Forcella della Fede, è stata allestita una vasca per l’approvvigionamento idrico, rifornita anche attraverso autobotti civili e grazie all’intervento dell’Avab della Pedemontana del Grappa. L’obiettivo è garantire la disponibilità di acqua in quota e consentirne il pompaggio direttamente nel “cuore dell’incendio”, quindi nella zona più interna della vallata.
Complessivamente sono stati portati in quota circa 270 ettolitri d’acqua: 110 nella prima fase, 160 successivamente. L’acqua utilizzata proviene da una deviazione della rete idrica di Alto Trevigiano Servizi, sfruttabile solo in condizioni di emergenza ed erogata da determinati idranti presenti sul territorio. Dalla vasca verrà ora pompata verso il fronte del rogo attraverso tre linee, per una lunghezza complessiva di circa 100 metri di tubazioni. Con un po’ di fortuna, potrebbe trattarsi del “colpo di grazia” al rogo, dopo circa duecento lanci degli elicotteri e diversi passaggi dei Canadair. Subito dopo lo spegnimento totale, i carabinieri forestali e i periti della Regione scenderanno nell’area bruciata, estremamente impervia, per indagare sulle cause.
