Caro direttore, 
    per rispondere all’accorato appello lanciato dal Papa, che riferendosi ai tanti morti causati dalla guerra in Ucraina ha esortato a «fermare la spirale di violenza e dare spazio alla diplomazia e al dialogo per aprire la strada alla pace», condivido l’urgenza evidenziata da Andrea Riccardi sul Corriere, che l’Ue assuma finalmente un ruolo di mediazione. Non credo invece che «sondare i russi» per verificare la loro disponibilità a sedere a un tavolo di trattative, dopo le infruttuose iniziative statunitensi, possa sortire l’esito auspicato. Penso che questa sia, purtroppo, un’illusione alimentata dalla difficoltà di riconoscere che Putin, a causa della sua visione del mondo e della storia, non rinuncerà mai ai due obiettivi minimi che si è prefissato con la guerra: la sottomissione dell’Ucraina e l’acquisizione dei territori occupati nonché di altre aree del Paese illegalmente aggredito.Antonio Girardi

    Caro Girardi, 
    Nessuno di noi può ignorare l’appello del Papa e la sua determinazione nella missione di far tacere le armi. Avviare finalmente un tavolo di trattativa, trovare un filo diplomatico per stabilire almeno una tregua è un compito che tutti in Europa (gli Stati, la Commissione) dovrebbero assumere come una priorità. Anche perché la guerra si combatte nel cuore del nostro Continente; tutti abbiamo visto quanto poco interessi a Trump trovare una soluzione che non sia a vantaggio degli Usa, con grandi concessioni allo zar del Cremlino. Un’azione diplomatica è ancora più indispensabile visto il numero enorme di morti (centinaia di migliaia), di distruzioni e di ferite che rimarranno aperte per sempre. L’Europa, a mio parere, ha fatto finora la cosa giusta: difendere uno Stato sovrano invaso dall’esercito russo che Putin ha scatenato in nome del ritorno alla vecchia potenza imperiale. Questa azione europea di difesa è stata più che necessaria da quando Trump ha ridotto il sostegno a Kiev. I quattro anni e mezzo di battaglia, lo stallo sul campo, la capacità ucraina di difendersi dovrebbero spingere Putin a trattare, a trovare una soluzione. Finora non l’ha fatto e non sembra abbia alcuna intenzione di farlo. Questo purtroppo è il punto debole di chi invoca un ruolo europeo e una soluzione diplomatica: questa soluzione Putin l’ha sempre rifiutata. Ossia è disponibile ad accettarla solo alle sue condizioni che prevedono la consegna perfino di territori non conquistati. Putin non vuole il tavolo di pace e senza di lui non si aprirà mai: questa è la verità. L’Europa va spronata ma in queste condizioni le speranze che la guerra finisca sono pari a zero.



















































    17 agosto 2026 ( modifica il 17 agosto 2026 | 00:46)

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