Per le forze di maggioranza, tutte, è il traguardo da portare a casa prima della fine della legislatura il prossimo anno: completare l’ultimo passaggio della riforma fiscale per abbassare le tasse al ceto medio. Parte degli sforzi per la prossima legge di bilancio, l’ultima prima del voto nel 2027, saranno quindi concentrati sull’estensione dell’aliquota Irpef al 33% fino a 60mila euro di reddito. Mettere più soldi in tasca ai cittadini. Una misura che fa il paio con la volontà di confermare anche la detassazione sugli aumenti salariali legati ai rinnovi di contratti. Sono poche certezze di una manovra il cui conto di partenza è di circa 20 miliardi, tenendo in considerazione solo le richieste dei ministeri, ma potrebbe arrivare fino a 30 sommando i margini concessi dall’Unione euorpea per gli interventi sull’energia.

    Il nuovo taglio dell’Irpef

    Il nuovo taglio dell’Irpef è da tempo tra le proposte del governo e dovrebbe rappresentare il coronamento della revisione che ha portato a solo tre le aliquote dell’imposta pensata nel 1973 e all’epoca suddivisa in principio in trentadue aliquote che variavano dal 10% fino al 72%, nel nome della progressività. Il mantra è meno tasse per la classe media dopo essere intervenuti sui redditi più bassi con il cuneo fiscale e i precedenti interventi sull’Irpef.

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