di
    Sara D’Ascenzo

    Il ministro degli Esteri contro la pellicola girata da Ilya Khrzhanovsky e interpretata dal direttore d’orchestra Teodor Currentzis: «Soldi da Mosca»

    Un nuovo caso sulla Biennale di Venezia. A due settimane dall’inizio dell’83esima Mostra d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia da Kiev arriva un duro attacco alla manifestazione, al Lido dal 2 al 12 settembre. Sotto accusa il film Dau del regista Ilya Khrzhanovsky – dissidente russo che non torna in patria da anni – interpretato dal diretto d’orchestra Teodor Currentzis e in corsa per il Leone d’Oro. Secondo quanto riporta il «Kiev Indipendent» contro il film si è scagliato il ministro degli Esteri, Andrij Sybiha. «In un momento in cui la Russia prosegue la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina – ha detto il politico – distruggendo sistematicamente le nostre città, il nostro patrimonio culturale e la nostra identità nazionale, concedere una delle più prestigiose piattaforme culturali del mondo a un progetto legato allo Stato russo e alle sue reti di influenza costituisce un segnale estremamente preoccupante».  Il progetto Dau  parte da lontano. Nel 2006 il regista Khrzhanovsky lo aveva inizialmente concepito come un film sul fisico sovietico Lev Landau, girando in un finto laboratorio ricostruito in Ucraina, ma il progetto è diventato anche altro: le sue oltre 700 ore di girato sono state suddivise in 15 lungometraggi indipendenti e diverse serie TV/miniserie (circa 6). Uno di questi lungometraggi arriverà a Venezia a settembre, in concorso.

    Il progetto e i finanziamenti

    Per il film fu costruito un enorme set che riproduceva un istituto di ricerca sovietico nella città di Kharkiv, nell’Ucraina orientale, dove hanno vissuto centinaia di attori professionisti e non professionisti. Il progetto ha suscitato polemiche in passato per le accuse secondo cui i partecipanti sarebbero stati sfruttati e sottoposti a condizioni psicologicamente pesanti sul set. Dau, comprende materiale girato tra il 2008 e il 2011, insieme a riprese di nuova realizzazione. Il progetto Dau è stato finanziato, tra l’altro, dall’imprenditore russo Sergei Adoniev, colpito da sanzioni statunitensi nel 2023 e ucraine nel 2022. Polemiche inseguono anche il direttore d’orchestra Teodor Currentzis, uno dei protagonisti di Dau e tra i più grandi direttori d’orchestra al mondo, ha ottenuto la cittadinanza russa per decreto presidenziale nel 2014. La sua orchestra MusicAeterna ha ricevuto sostegno finanziario da soggetti legati allo Stato russo, tra cui VTB Bank, sottoposta a sanzioni occidentali. Come riporta il «Kiev Indipendent» il ministro degli Esteri ha sottolineato che prendere posizione contro progetti come Dau non equivale a invocare la censura, ma a ricordare come la Russia usi la cultura come arma. «Chiediamo alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e alla comunità culturale nel suo complesso di riconoscere come la Russia trasformi la cultura in uno strumento della propria guerra ibrida e di smettere di considerare politicamente neutrali i progetti culturali sostenuti dal Cremlino», ha affermato il Ministero.



















































    Le date

     In difesa della Mostra ci sono però le date: Dau è stato girato tra il 2008 e il 2011, quando la Russia non aveva invaso l’Ucraina e dunque non erano ancora vive le sanzioni in vigore oggi. 

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    17 agosto 2026 ( modifica il 17 agosto 2026 | 22:08)

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