di
    Redazione online

    Il mezzo era alla periferia della città in una zona non sorvegliata da telecamere

    Prima svolta nelle indagini sul clamoro furto d’arte a Messina: gli inquirenti hanno ritrovato un furgone forse usato dai banditi nella fuga. Il mezzo si trovava in una zona alla periferia della città non coperta da telecamere. Si presume che in quel punto gli autori del furto abbiano effettuato un cambio di auto per garantirsi una fuga più agevole con un veicolo «pulito». Vereifiche sono in corso sul mezzo abbandonato. 

    Le indagini della Squadra Mobile e del nucleo carabinieri per la tutela dei beni artistici continuano a interrogarsi sulle falle del sistema di sicurezza: in particolare come abbiano potuto agire gli autori del colpo nonostante i sistemi di allarmne fossero funzionanti e quattro addetti alla sorveglianza fossero regolarmentre al lavoro. 



















































    Le immnagini delle telecamere hanno ripreso due persone entrate all’interno delle sale : entrambe indossavano caschi integrali da motociclista e magliette nere: hanno spaccato con una mazza la teca di vetro che custodiva i capolavori e sono scappati. L’azione è durata non più di tre minuti.  Si presume che almeno altri due complici fossero in attesa all’esterno dell’edificio con il compito di fare da «pali». I primi ad accorgersi del colpo sono stati alcuni passanti: hanno notato per terra due delle tavole portate via dal museo e perse dai banditi durante la fuga.   

    notizia in aggiornamento 

    17 agosto 2026 ( modifica il 17 agosto 2026 | 21:42)

    Share.
    Leave A Reply