La crisi idrica dell’Isonzo impone un ripensamento sulla gestione degli impianti idroelettrici in Slovenia e una maggior collaborazione transfrontaliera. Lo dichiarano alcune forze di opposizione, a partire da due esponenti del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo in Consiglio regionale ed Eleonora Sartori, consigliera a Gorizia con Noi Mi Noaltris Go e componente del Consiglio direttivo del Patto: “Serve una svolta nelle relazioni Italia-Slovenia — sostengono — per tutelare il fiume e garantire una gestione transfrontaliera trasparente e all’altezza delle sfide ambientali europee”.

    Non solo fattori climatici

    La quantità di acqua nel bacino dell’Isonzo, infatti, dipende non solo da fattori climatici, ma anche dalla gestione dei suddetti impianti ideroelettrici oltre confine, tenendo conto che il corso d’acqua ha origine proprio nella vicina repubblica. Quando la portata dei deflussi non è sufficiente, infatti, ne risentono l’ambiente e le attività agricole. Secondo Moretuzzo e Sartori il fiume non può essere gestito distintamente dai due paesi relativamente alla porzione che attraversa il loro territorio, e serve una politica comune per stabilire quanta acqua deve scorrere quando la situazione climatica è critica.

    “L’Isonzo-Soča — dichiarano gli esponenti del Patto per l’autonomia —, non può più subire le conseguenze di logiche speculative o negoziali riservate del passato. Serve un cambio di passo immediato, coerente con il cambiamento climatico che ci impone di rivoluzionare la gestione del territorio e la tutela del patrimonio ambientale”. 

    Mozioni e interrogazioni

    In questo quadro, con il sostegno politico del Patto per l’Autonomia, il Forum Gorizia ha trasmesso un’istanza urgente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), alla Regione Fvg e all’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, chiedendo risposte in vista della seduta della Commissione mista italo-slovena per l’idroeconomia, convocata a Gorizia il 30 settembre. Sarà anche presentato un ordine del giorno in Consiglio comunale a Gorizia, dai consiglieri della lista “Noi, Mi, Noaltris GO” Andrea Picco e la stessa Sartori, che ha segnalato la questione ai consiglieri regionali Moretuzzo e Massolino. 

    In sede regionale, i due esponenti del Patto hanno depositato una mozione che impegna il presidente Fedriga e la Giunta ad attivarsi presso il Governo italiano affinché nella Commissione mista italo-slovena venga avviato un confronto per definire una diversa regolamentazione dei rilasci da parte dell’impianto idroelettrico di Solkan. La mozione chiede inoltre di sostenere l’avvio della concertazione tra Italia e Slovenia per l’istituzione della Commissione internazionale per la protezione del fiume Isonzo-Soča, organismo permanente di gestione integrata del bacino idrografico transfrontaliero. “Solo una collaborazione transfrontaliera leale e trasparente può assicurare un futuro al fiume”, dichiarano i consiglieri. 

    Intervenuta sul tema anche la consigliera regionale del Pd Laura Fasiolo, che in collaborazione con il gruppo ambiente del Pd Isontino ha presentato un anno e mezzo fa un’interrogazione sul tema. “Non abbiamo avuto ancora risposta — ha dichiarato Fasiolo —, per quanto solleciti siano giunti alla regione su questo e altri atti”, aggiungendo che “siamo stati purtroppo facili profeti”, perché “stiamo vivendo la seconda gravissima siccità in soli quattro anni”. Nell’interrogazione citata sollecitava ad attuare la direttiva acque 2000/60/CE laddove prevede che i corsi d’acqua che scorrono attraverso più stati membri abbiano un unico piano di gestione. “Solo una stretta collaborazione fra Italia Slovenia potrà salvare il nostro fiume, il suo ecosistema unico e i suoi servizi preziosi per tutti noi”, conclude Fasiolo.

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