Milano Marittima, 23 luglio 2026 – “L’unica cosa a cui penso ora è che rivoglio Magdalena a casa”. Sono parole che racchiudono un dolore impossibile da descrivere quelle pronunciate da Robert Kaiser, il 55enne di Villach, in Austria, padre della bambina di 4 anni morta annegata sabato scorso nella piscina dell’Hotel Continental di Milano Marittima. L’uomo, indagato per abbandono di minore e assistito dall’avvocato Simone Balzani, non vuole parlare dell’inchiesta. “Essere indagato è l’ultimo dei suoi pensieri”, spiega il legale. Devastato dalla perdita della figlia, è sempre stato molto collaborativo con gli investigatori e ha vissuto anche l’attesa dell’autopsia come un’ulteriore sofferenza.

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    La famiglia è nel frattempo rientrata a Villach. Insieme alla moglie e alle altre due figlie, Kaiser aspetta soltanto il nulla osta della Procura, atteso in queste ore, affinché la salma della piccola Magdalena possa essere trasferita in Austria per l’ultimo saluto. Proprio le immagini delle telecamere dell’albergo stanno consentendo agli investigatori di ricostruire con precisione gli ultimi minuti di vita della bambina.

    Gli inquirenti nel luogo della tragedia

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    Le telecamere al vaglio: la bimba tentò 3 volte di uscire dall’hotel

    Dopo il pranzo, infatti, contrariamente a quanto emerso in un primo momento, il padre non sarebbe mai risalito in camera. La moglie e le altre due figlie erano salite nelle stanze, mentre lui era rimasto nella sala da pranzo. Magdalena gli aveva chiesto il permesso di andare a giocare nella sala giochi, situata oltre la hall, dalla parte opposta rispetto al ristorante, e lui aveva acconsentito. Da quel momento le telecamere seguono gli spostamenti della bambina.

    Le immagini mostrano che per ben due volte la piccola tenta di uscire dall’hotel, ma la porta automatica, dotata di fotocellula tarata sull’altezza degli adulti, non si apre al suo passaggio. Magdalena però non si arrende. Al terzo tentativo incrocia un cliente che sta entrando dall’esterno e ne approfitta per sgattaiolare fuori. Da lì raggiunge la piscina, affacciata sulla IX Traversa.

    Tragedia di Milano Marittima, lo strazio del padre dall’Austria: “Rivoglio solo Magdalena a casa”

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    Bimba morta in piscina. Salgono a tre gli indagati. C’era qualcuno a bordo vascaBimba morta in piscina. Salgono a tre gli indagati. C’era qualcuno a bordo vasca
    Mentre si consuma la tragedia il padre viene richiamato dall’hotel

    Secondo la ricostruzione, trova il cancellino aperto nonostante in quella fascia oraria, dalle 13 alle 15, l’accesso alla piscina fosse vietato, come indicato da un cartello che una bambina di quattro anni non avrebbe comunque potuto leggere. Proprio mentre si consuma la tragedia, il padre viene richiamato dai titolari dell’hotel, due fratelli cervesi di 58 e 68 anni, gestori da tempo della struttura, per una breve incombenza all’esterno. Non immagina minimamente ciò che sta accadendo. A scoprire la piccola in acqua saranno due giovani di passaggio, che danno l’allarme quando ormai è troppo tardi.

    Le indagini sulla bimba di 4 anni morta nella piscina dell'hotel a Milano Marittima

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    L’autopsia: Magdalena è morta per asfissia da annegamento

    L’autopsia, eseguita ieri dal medico legale Matteo Tudini, ha confermato quanto appariva già dai primi accertamenti: Magdalena è morta per asfissia da annegamento. Sul corpo non sono state riscontrate ferite riconducibili ad altre cause. La bambina era stata trovata a faccia in giù nell’acqua, con indosso un pannolino e una maglietta rosa. Trasportata in condizioni disperate all’ospedale Bufalini di Cesena, non ce l’ha fatta.

    L’inchiesta intanto prosegue. Oltre al padre, risultano indagati per omicidio colposo anche i due gestori dell’albergo, assistiti dall’avvocato Laerte Cenni. Anche loro, racconta chi li conosce, sono profondamente sconvolti da quanto accaduto in quella struttura a conduzione familiare. L’impianto comprende una vasca principale rettangolare di 13 metri per 6, profonda un metro e 52 centimetri, e una seconda vasca per bambini, profonda 80 centimetri: elementi che saranno ora al centro degli accertamenti tecnici chiamati a fare piena luce sulla tragedia.

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