L’Ucraina intensifica la campagna contro infrastrutture e obiettivi nelle retrovie russe. Il Cremlino promette una risposta al coinvolgimento britannico, mentre proseguono gli attacchi russi contro Kharkiv e Kiev.

    MOSCA – La regione di Mosca è stata bersagliata da un attacco su larga scala: dalla tarda serata di ieri alle prime ore del mattino del 18 agosto circa 620 droni ucraini si sono diretti verso l’area della capitale russa. Secondo quanto riferito dal sindaco Sergey Sobyanin e dalle agenzie di stampa russe tra cui Ria Novosti, i sistemi di difesa aerea ne hanno neutralizzati 86 in fase di avvicinamento a partire dalla mezzanotte, portando il totale delle intercettazioni nella regione della capitale a 180 velivoli abbattuti. Il governatore regionale Andrei Vorobyov ha confermato che il massiccio attacco ha causato il ferimento di tre persone (tra cui un bambino di 10 anni) oltre a colpire diversi edifici e un altro magazzino del gigante dell’e-commerce Wildberries. 

    Riferendo dati da canali di monitoraggio Telegram, la testata ucraina Kyiv Independent ha segnalato che le difese antiaeree russe avrebbero colpito un edificio residenziale a Pavlovsky Posad (a circa 67 chilometri da Mosca) durante i tentativi di abbattimento, provocando un incendio sul tetto. Ulteriori roghi sono stati avvistati in un impianto di alluminio nell’Oblast moscovita e in un’abitazione a Lyubertsy, ai margini della capitale. 

    Il massiccio raid contro il territorio russo ha innescato un duro scontro diplomatico con il Regno Unito. La Russia ha avvertito Londra che ci saranno “conseguenze” e che il Paese “pagherà” per la fornitura di droni usati da Kiev per colpire in profondità. La reazione giunge dopo le rivelazioni del quotidiano britannico Sunday Times, secondo cui l’Ucraina avrebbe impiegato velivoli prodotti da due aziende del Regno Unito (una delle quali filiale del colosso della difesa BAE Systems, mentre la seconda non è stata identificata per ragioni di sicurezza) contro installazioni militari e industriali russe. Il Ministero della Difesa britannico non ha rilasciato commenti. 

    In un comunicato formale, l’ambasciata russa a Londra ha accusato il governo britannico di essere diventato “complice e coautore” oltre che “complice e responsabile” degli attacchi, optando “deliberatamente per un’escalation” del conflitto. “Le azioni di Londra avranno inevitabilmente conseguenze. Più profondo sarà il suo coinvolgimento nel conflitto e maggiore sarà il suo sostegno alla macchina terroristica di Kiev, più alto sarà il prezzo che pagherà”, si legge nella nota della sede diplomatica. Londra rappresenta uno dei principali sostenitori dell’Ucraina dal febbraio 2022, con quasi 30 miliardi di euro stanziati in aiuti, prevalentemente di natura militare. 

    Nonostante i moniti del Cremlino, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che gli attacchi in profondità nelle retrovie russe continueranno anche nel mese di settembre. La decisione è stata presa al termine di una riunione con i vertici militari per pianificare le operazioni delle prossime settimane. “Le perdite confermate subite dalla Russia dimostrano che la nostra strategia di attacchi a lungo raggio sta andando nella giusta direzione”, ha dichiarato Zelensky via Telegram. 

    Nelle ultime settimane le forze di Kiev hanno intensificato i blitz a lungo raggio contro infrastrutture petrolifere, del gas e basi navali posizionate a centinaia di chilometri dal fronte, nel tentativo di logorare l’economia e la macchina bellica di Mosca, colpendo anche le strutture logistiche di Wildberries. 

    Mentre l’Ucraina colpisce in profondità, le forze russe hanno intensificato gli attacchi con droni e missili sulle città ucraine e sulla capitale. Nella regione di Kharkiv, nel nord-est del Paese, un attacco missilistico russo sulla località di Pechenigy ha provocato 10 morti, secondo quanto denunciato sui social dal governatore regionale Oleg Synegubov. Lo stesso governatore ha riferito di un ulteriore attacco notturno sulla città di Izium, dove cinque persone (tra cui un bambino di 9 anni) sono rimaste ferite e cinque abitazioni private hanno subito danni. 

    Contemporaneamente, droni russi hanno preso di mira le infrastrutture civili nella regione di Kiev. A Brovary, come reso noto dall’agenzia Ukrinform e dal sindaco Ihor Sapozhko, i raid hanno danneggiato un edificio adibito a uffici e alcuni magazzini, innescando incendi in tre punti differenti della comunità. 

    L’escalation delle ultime settimane continua a pesare drammaticamente sulla popolazione civile di entrambi i Paesi. Sul fronte russo, un attacco missilistico ucraino nella regione di Belgorod ha causato la morte di almeno sei civili, mentre altri sette erano rimasti uccisi il giorno precedente in un attacco combinato contro la regione di Mosca e il sud della Russia. Le autorità di Mosca stimano in almeno 201 i civili morti sul proprio territorio durante il mese di luglio. 

    Nei territori controllati da Kiev, le Nazioni Unite hanno registrato per lo stesso mese di luglio almeno 437 vittime civili, un dato che non include i territori occupati. Una stima complessiva elaborata dal gruppo indipendente russo Conflict Intelligence Team porta a 634 il totale dei civili uccisi nei due Paesi nel mese di luglio, indicando che circa il 30% dei decessi è avvenuto in territorio russo o nelle aree ucraine sotto il controllo delle forze di Mosca. 

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