Restano in carcere i cinque indagati fermati dai carabinieri per il furto dei capolavori di Cézanne, Matisse e Renoir alla Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo. 
    L’udienza di convalida si era svolta ieri davanti al gip supplente Maurizio Boselli: due dei presunti appartenenti alla banda si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre altri tre avevano reso dichiarazioni, fornendo la propria versione e, a vario titolo, le prime ammissioni di responsabilità. 

    Per il giudice non c’è pericolo di fuga ma le esigenze cautelari applicate sono connesse al rischio di reiterazione di reati analoghi a quelli contestati, in relazione anche alla pericolosità sociale dimostrata dai cinque indagati. Oltre a riconoscere l’associazione per delinquere, il gip rimarca come la banda abbia saputo organizzare il furto dei capolavori custoditi in locali attrezzati e sottolinea come non sia ancora stata fatta piena luce sulle dinamiche del colpo messo a segno nella notte tra il 22 e il 23 marzo: in termini di eventuali committenti sul fronte dei canali ai quali uno dei fermati si è rivolto per la collocazione all’estero della refurtiva (Spagna, Emirati Arabi Uniti, Ucraina). 

    Dall’estintore ai picconi comprati con la carta fedeltà: gli indizi lasciati dalla banda

    Dalle indagini emerge tra l’altro che la banda avrebbe cercato di piazzare i preziosi quadri rubati in Russia (video)

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