Le sue condizioni sono migliorate, ha lasciato la Terapia intensiva per un reparto di degenza ordinario. E soprattutto potrà volare per tornarsene a casa senza ulteriori pericoli. I medici hanno dato il via libera al trasferimento in Italia a bordo di un aereo a Francesco, il diciassettenne di Sarezzo rimasto coinvolto la notte del 13 agosto in un drammatico incidente stradale in Moldavia, dove stava trascorrendo le vacanze. Il giovane rientrerà oggi con un volo privato, accompagnato da un’équipe medica, e sarà poi ricoverato e curato all’ospedale Niguarda di Milano.
A darne notizia ieri è stata la Regione Lombardia, che ha coordinato le necessarie operazioni per il trasferimento insieme alla famiglia trasmettendo il via libera al sindaco di Sarezzo Valentina Pezzali, ad Areu (Agenzia regionale di emergenza urgenza), alla Farnesina e alle ambasciate. Atleta di judo a livello nazionale, Francesco nello schianto ha riportato fratture alle vertebre che potrebbero avergli lesionato il midollo spinale. Ferite curabili soltanto in un’unità sanitaria altamente specializzata. Disperati, i parenti hanno subito chiesto aiuto al popolo del web lanciando una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme con l’obiettivo di recuperare il denaro per pagare velocemente un volo aereo privato. La Rete ha subito raccolto l’appello e nel giro di poche ore ha generato una stupefacente ondata di solidarietà, totalizzando 624 donazioni per un totale di oltre 40.500 euro.
Un miracolo. “Le istituzioni non coprono le spese perché la Moldavia non è nell’Unione europea. Il costo del volo è altissimo, la nostra famiglia non può sostenerlo da sola”, aveva scritto Alessia, la madre della fidanzata di Francesco su Gofundme, commossa per la risposta corale all’appello. “La priorità sin dall’inizio è stata quella di mettere in campo rapidamente tutte le possibilità a disposizione per consentire il rientro in Lombardia a questo ragazzo e permettergli di proseguire le cure nel modo più appropriato – ha spiegato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – Abbiamo seguito costantemente l’evoluzione delle sue condizioni e non appena i medici hanno dato il via libera al trasferimento abbiamo attivato la macchina organizzativa necessaria”. Per Bertolaso “siamo in presenza di un esempio concreto di come il sistema sanitario lombardo sappia farsi carico dei propri cittadini anche quando sono lontani da casa. Come già successo con i ragazzi di Crans Montana, questo conferma che la Lombardia non lascia mai solo nessuno”.
Beatrice Raspa
