In Olanda la Formula 1 riprende le attività su una pista molto simile a quella che aveva chiuso la prima parte di stagione. Zandvoort e Budapest sono accomunate da tanti tratti, molti dei quali affini alla Ferrari, che può ambire a un risultato importante. L’Ungheria, tuttavia, ha mostrato che l’esecuzione conta tanto quanto il potenziale e che la McLaren aggiornata ha le carte per ambire alla vittoria. Le formazioni di Woking e Maranello la conterranno alla Mercedes, che all’Hungaroring è stata protagonista solo di un passo falso.

    L’occasione del riscatto

    Una sequenza ininterrotta di curve e tornanti, con l’erba subito oltre la linea bianca e poco tempo per tirare il fiato. Ancora oggi Zandvoort è una delle piste più apprezzate dai piloti per le sfide di guida che offre, ancor di più con l’attuale generazione di macchine. Il suo disegno tortuoso fa sì che la gestione dell’energia non sia particolarmente complessa né invasiva, limitando, inoltre, l’importanza della potenza del motore. Sorride la Ferrari, che per la seconda gara consecutiva trova un tracciato che ne conterrà il ritardo dalle power unit Mercedes, esaltandone allo stesso tempo le qualità telaistiche. In Olanda, infatti, abbondano le curve da media velocità e a lunga percorrenza, proprio quelle dove servono carico e stabilità, doti con cui la SF-26 ha dimostrato di poter fare la differenza.

    L’identikit di Zandvoort presenta diversi elementi in comune con l’Hungaroring, dove in effetti la Ferrari aveva cominciato il weekend nel migliore dei modi, salvo perdersi poi tra gli errori di esecuzione e la mancata progressione dell’assetto. In Olanda, però, la preparazione della vigilia conterà ancora di più, a fronte del ritorno del format Sprint, con una sola sessione di prove libere prima che si inizi a fare sul serio. L’obiettivo per la Scuderia di Maranello sarà farsi trovare nuovamente pronti con una buona base di assetto, provando questa volta a tramutarla in risultato. La Mercedes, invece, è chiamata al riscatto dopo il passo falso di Budapest. Il weekend opaco dell’Ungheria non è da ricondursi a una scarsa affinità tra la pista e la W17, che invece aveva il potenziale per ben figurare, quanto a una quadra mai trovata con la messa a punto.

    Mappa circuito Zandvoort F1

    Occhio alla McLaren

    Da mesi ormai alla vigilia di un Gran Premio ci si aspetta una lotta al vertice tra Mercedes e Ferrari, mentre le alte aspettative verso la McLaren rappresentano una novità. La MCL40, finalmente equipaggiata con altri aggiornamenti, di cui spicca il nuovo fondo, ha dimostrato di essere una macchina solida. La monoposto papaya si fa valere soprattutto nelle curve ad alta velocità, meno in quelle a media percorrenza, anche se molto in questo dipende dalle condizioni ambientali. A Budapest, ad esempio, la McLaren ha giovato dell’inversione del vento tra venerdì e sabato, che ne ha aumentato la stabilità al posteriore, mentre in altre circostanze la stessa macchina ha patito le raffiche esterne, anche per le ripercussioni sulle strategie di gestione dell’energia. Proprio questa sarà una variabile importante in Olanda, con le dune che incanalano in direzioni diverse il vento proveniente dal Mare del Nord, che può superare i 50 km/h.

    Quello di Zandvoort è un mix geografico e ambientale unico, tale per cui le condizioni sono spesso di scarsa aderenza, complice la sabbia trascinata in traiettoria e l’asfalto scivoloso. Mandare le gomme in temperatura, comunque, non dovrebbe essere un problema. L’elevata densità di curve, tutte ravvicinate tra di loro, e la presenza di due pieghe sopraelevate, con un banking superiore persino a quello di Indianapolis, sono fattori che contribuiscono a generare energia nelle coperture. Pirelli, oltretutto, propone le mescole C2, C3 e C4, più morbide rispetto a quelle protagoniste in Ungheria, ma il numero di soste in gara resta da decifrare. Molto dipenderà dalle possibilità di sorpasso, da capire quanto prima, così da decidere quanto puntare sulla preparazione della qualifica e quanto invece sul passo sulla lunga distanza.

    Norris e Piastri (McLaren)Photo by Clive Rose/Getty Images

    Arrivano gli aggiornamenti

    L’Ungheria ha insegnato che ragionare sul potenziale di ogni auto non basta per stendere il pronostico della vigilia. L’esecuzione ha pari rilevanza e conterà sempre di più, man mano che le prestazioni delle squadre andranno a convergere con lo sviluppo. A riguardo, in Olanda arriveranno altre novità per diversi team, tra cui Ferrari e McLaren, la quale ha deciso di spalmare il secondo pacchetto stagionale su più gare. Anche la Mercedes si appresta ad apportare alcune modifiche, che però non coincidono con il prossimo grande step evolutivo in cantiere a Brackley.

    Lewis Hamilton Ferrari UngheriaPhoto by David Davies/PA Images via Getty Images

    Anche questa volta, però, a rubare l’attenzione potrebbe essere l’Aston Martin, che finalmente riceverà il primo aggiornamento alla power unit Honda. A meno di miracoli, la scuderia di Silverstone non raggiungerà i primi della classe, ma potrebbe quantomeno tornare a lottare per la zona punti. Là davanti, invece, punta a rimanerci Andrea Kimi Antonelli, a cui basterà ripetere quanto già fatto nella prima parte dell’anno per concludere l’opera iniziata. Il tutto a meno degli scherzi dell’affidabilità, che potrebbe essere il vero ago della bilancia della seconda metà di stagione.

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