La Global Sumud Flotilla torna in mare con una nuova iniziativa nel Mediterraneo. Il 20 agosto tre imbarcazioni partiranno da Brindisi verso l’isola di Sazan, in Albania, per sostenere la mobilitazione contro i grandi progetti turistici sulla costa meridionale del Paese

    La Global Sumud Flotilla prepara una nuova missione nel Mediterraneo. Questa volta la rotta non è quella verso Gaza, ma conduce in Albania, dove da mesi cresce la mobilitazione contro i grandi progetti di sviluppo turistico che interessano alcune delle aree costiere di maggiore valore naturalistico del Paese.

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    Secondo quanto comunicato dai promotori locali, tre imbarcazioni salperanno il 20 agosto dal porto di Brindisi, dirette verso Sazan, l’isola disabitata al largo di Valona (Vlorë), per unirsi simbolicamente alla protesta conosciuta come Rivoluzione dei fenicotteri.

    L’iniziativa è stata presentata come una collaborazione tra la Global Sumud Flotilla e i collettivi italo-albanesi Mesdhe e Palestina e Lire, all’interno di una mobilitazione più ampia dedicata alla difesa dei territori, dell’ambiente e del diritto delle comunità locali a partecipare alle decisioni sul futuro delle proprie coste.

    La Global Sumud Flotilla, dal canto suo, descrive il proprio movimento come una rete internazionale di azione non violenta che opera via terra e via mare. La missione principale resta quella per Gaza, ma l’organizzazione sottolinea anche la volontà di costruire mobilitazioni internazionali più ampie.

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    La Rivoluzione dei fenicotteri arriva sul mare

    La protesta albanese è esplosa alla fine di maggio 2026 e ha assunto rapidamente il simbolo del fenicottero rosa, specie migratoria legata agli ambienti umidi della zona di Narta.

    Al centro della mobilitazione ci sono soprattutto i progetti turistici previsti tra Sazan e la costa di Vjosa-Narta, che secondo le associazioni ambientaliste rischiano di compromettere habitat particolarmente delicati.

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    La protesta ha coinvolto migliaia di persone e ha assunto una dimensione nazionale. A Tirana i manifestanti hanno portato in piazza fenicotteri rosa e cartelli contro la trasformazione delle aree naturali in destinazioni per il turismo di lusso.

    Il nome della protesta nasce proprio dalla presenza dei fenicotteri nell’area e dal loro valore come simbolo della biodiversità minacciata.

    Sazan, un’isola al centro del confronto

    Sazan è l’unica isola dell’Albania ed è circondata dalle acque del Parco Nazionale Marino Karaburun-Sazan. Il progetto turistico prevede lo sviluppo di una grande struttura di lusso sull’isola, con un intervento che ha suscitato forti critiche da parte delle organizzazioni ambientaliste.

    A gennaio 2026, 41 organizzazioni ambientaliste di 28 Paesi, coordinate anche dalla Protection and Preservation of Natural Environment in Albania (PPNEA), hanno chiesto al governo albanese di sospendere il progetto.

    Secondo PPNEA, il progetto interesserebbe circa 45 ettari e potrebbe mettere a rischio biodiversità e habitat presenti nell’area.

    L’associazione, partner di BirdLife International in Albania, ha successivamente denunciato anche interventi e lavori nell’area protetta di Pishë Poro-Narta, descrivendo un’accelerazione delle trasformazioni del territorio.

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    Il caso Sazan si inserisce in una questione territoriale più ampia.

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    A nord dell’isola, nell’area di Vjosa-Narta, si trova uno dei sistemi costieri e lagunari più importanti dell’Albania. La zona comprende lagune, dune, pinete e zone umide utilizzate da numerose specie di uccelli migratori.

    PPNEA ha denunciato nel corso del 2026 interventi con mezzi pesanti nell’area protetta di Pishë Poro-Narta, sostenendo che fossero in corso aperture di strade e trasformazioni del territorio.

    Anche il Parlamento europeo ha espresso preoccupazione per gli sviluppi nella zona di Vjosa-Narta. Nel rapporto approvato a giugno 2026, secondo PPNEA, sono state chieste maggiori garanzie sul rispetto degli standard europei di tutela della natura e una moratoria su nuove autorizzazioni e interventi incompatibili nelle aree protette.

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    Il progetto turistico legato a Jared Kushner

    Una parte significativa delle proteste riguarda il progetto sostenuto dalla società di investimento riconducibile a Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump.

    Il progetto di Sazan è stato presentato come una destinazione turistica di lusso. Le associazioni ambientaliste contestano soprattutto la localizzazione dell’intervento e le possibili conseguenze su un territorio caratterizzato da elevato valore naturalistico.

    Il governo albanese, invece, ha difeso il progetto e il suo potenziale contributo allo sviluppo economico e turistico del Paese. Il primo ministro Edi Rama ha ribadito nel giugno scorso la volontà di portarlo avanti nonostante le proteste.

    Il confronto, dunque, riguarda due visioni molto diverse del futuro della costa albanese: da una parte il turismo internazionale di lusso, dall’altra la richiesta di proteggere gli ecosistemi costieri e favorire un modello di sviluppo considerato più compatibile con il territorio.

    Da Brindisi a Sazan: una rotta dal forte valore simbolico

    La partenza da Brindisi non è casuale.

    Gli organizzatori hanno scelto il porto pugliese richiamando la storia dei rapporti tra Italia e Albania e, in particolare, la traversata della Vlora, la nave che nell’agosto 1991 arrivò a Bari con oltre 20 mila cittadini albanesi, diventando uno dei simboli delle migrazioni dall’Albania verso l’Italia dopo la caduta del regime comunista.

    A distanza di 35 anni, la rotta viene idealmente invertita: non più dall’Albania verso l’Italia, ma dall’Italia verso l’Albania.

    Secondo l’appello diffuso dal comitato brindisino che sostiene l’iniziativa, alcune delle persone coinvolte nella missione sarebbero figli di coloro che parteciparono a quella traversata del 1991. Il viaggio assumerebbe così anche un significato legato alla memoria delle migrazioni attraverso l’Adriatico.

    L’appuntamento prevede l’arrivo delle tre barche a Brindisi nella mattinata del 20 agosto, una conferenza stampa alle 11 e una serata di parole e musica sul lungomare Regina Margherita. La partenza verso l’Albania è prevista nella notte.

    Dalla Palestina alle battaglie ambientali del Mediterraneo

    La nuova iniziativa segna un passaggio interessante per la Global Sumud Flotilla.

    Nata come movimento internazionale di azione non violenta per Gaza, la rete ha organizzato nel 2026 una grande missione primaverile con oltre 70 imbarcazioni e partecipanti provenienti da 56 Paesi, secondo i dati pubblicati dalla stessa organizzazione. La missione marittima è stata intercettata in due occasioni durante il viaggio verso Gaza.

    Il collegamento con l’Albania amplia ora il significato politico e ambientale delle iniziative promosse dalla rete: la difesa del territorio, la libertà di movimento e i diritti delle comunità mediterranee diventano parte di una mobilitazione che mette in relazione questioni apparentemente diverse.

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    È un approccio che trova un terreno comune anche nelle mobilitazioni locali. Mesdhe e Palestinaelire, realtà attive nel sostegno alla protesta albanese, sono state presenti sul terreno durante le manifestazioni di Tirana. ([comune-info.net][9])

    Tra gli attivisti coinvolti nella protesta c’è anche Baki Goxhaj, attivista albanese di Palestinaelire che aveva partecipato alla Global Sumud Flotilla diretta a Gaza.

    Una battaglia per il futuro delle coste

    Al di là della dimensione politica della spedizione, la vicenda albanese riporta al centro una domanda che riguarda molte coste del Mediterraneo: quanto territorio naturale può essere trasformato in nome del turismo?

    Sazan e Vjosa-Narta sono diventati in questo senso un caso emblematico. Da una parte l’Albania sta vivendo una forte crescita dell’interesse turistico internazionale; dall’altra, organizzazioni ambientaliste e cittadini contestano un modello che rischia, a loro giudizio, di consumare proprio quei paesaggi e quegli ecosistemi che rendono il Paese una destinazione attrattiva.

    La presenza della Global Sumud Flotilla, con tre imbarcazioni in arrivo da Brindisi, porta questa discussione anche sul mare e crea un ponte simbolico tra le due sponde dell’Adriatico.

    Il 20 agosto, quindi, la rotta Brindisi-Sazan non sarà soltanto una traversata marittima. Per i promotori sarà soprattutto un gesto di solidarietà verso la “Rivoluzione dei fenicotteri” e un appello a considerare la tutela degli ecosistemi costieri come parte integrante del futuro del Mediterraneo.

    [Immagine di copertina @globalsumudflotilla @zenialia]


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