PONTE SAN NICOLÒ (PADOVA) – Si terranno la prossima settimana a Roncaglia i funerali di Luca Meneghetti, gestore del Tennis Club Torre di Padova, stroncato da un infarto a 53 anni mentre era in escursione sull’isola di Cherso, in Croazia.
Una tragedia improvvisa che ha lasciato nel dolore oltre agli anziani genitori anche i tanti amici dell’uomo. A fare piena luce sulle cause del decesso è stata l’autopsia svolta all’ospedale di Fiume che ha fugato ogni dubbio residuo, confermando che la morte è arrivata per un arresto cardiaco fulmineo.
APPROFONDIMENTI
La tragedia
L’allarme sulla scomparsa di Luca Meneghetti era stato dato nella giornata di venerdì 14 agosto dal proprietario della camera dove alloggiava, a Draga di Moschiena sulla riviera di Abbazia. La complessa macchina burocratica per riportare a casa la salma dello sportivo si è messa subito in moto. Daniele Qualdi, socio storico del club di via Bajardi e amico fraterno di Meneghetti, si è fatto carico in prima persona di seguire tutte le delicate operazioni necessarie al rimpatrio. Le procedure amministrative internazionali sono state gestite con il fondamentale e costante supporto del Consolato Generale d’Italia a Fiume, che ha coordinato i passaggi con le autorità croate per accelerare il rilascio dei visti.
Salvo imprevisti tecnici, il corpo di Luca Meneghetti farà rientro in Italia nel corso di questa settimana. Profondo e carico di commozione è il ricordo dello stesso Daniele Qualdi, legato a Meneghetti da un rapporto fraterno nato e cresciuto sui campi in terra rossa: «Luca si distingueva prima di tutto per le sue straordinarie qualità umane e per una rara sensibilità nel capire le persone, in particolare i nostri soci, oltre cinquecento. La sua assenza si fa già notare lascia un gran vuoto in tutti noi. Era davvero una brava persona, di quelle che si incontrano raramente».
