di
Maddalena Berbenni
La coppia viveva a Ponte San Pietro, lei lavorava a Curno da Arcaplanet
C’è un video del momento esatto in cui la Bmw sbanda a una curva, solleva un nuvolone di polvere a bordo strada e poi si schianta contro un muro di cemento, ribaltandosi. Lo hanno pubblicato diversi canali televisivi albanesi ed è spietato. È notte e a disegnare la traiettoria dell’auto, ripresa a una certa distanza, sono i fanali anteriori e quelli posteriori. All’ultimo sembra che Kleo Vrioni freni, ma non è così chiaro, è tutto troppo veloce. Il ragazzo, che il 6 ottobre avrebbe compiuto 25 anni, da quando ne aveva 18 viveva a Ponte San Pietro. Lavorava come muratore e abitava in affitto in un condominio modesto di via Garibaldi, a due passi dal municipio, dove spesso si fermava anche Sara Brugnatelli, lei 26enne di Erbusco con un impiego da Arcaplanet, a Curno. Si erano sposati domenica, proprio in Albania. Nell’incidente sono morti entrambi sul colpo.
«Di ciò che è successo sappiamo quello che abbiamo letto sui siti albanesi», racconta Ervist Myrtaj, 21 anni, connazionale e vicino di pianerottolo. Nell’appartamento con il lungo corridoio e due fili di lucine che, sulla facciata, penzolano dalla sua finestra a quella di Vrioni, si siede vicino al ventilatore e non ci crede: «Non mi sembra vero — dice —. Mi ha telefonato mio fratello, che lavorava con Kleo e che ora sta andando in Albania per i funerali».
Stando ai media albanesi, dopo una serata in discoteca vicino a Durazzo, alle 2.20, Vrioni stava rientrando in auto con Brugnatelli e altre tre persone: il 15enne Alvi Muhaxhiri è morto con loro, un 16enne è gravissimo e un altro giovane di 25 anni è ricoverato in ospedale a Tirana. Secondo Euronews Albania, la Bmw viaggiava a 114 chilometri all’ora e la strada era molto buia. «Non sappiamo chi fossero le persone che erano con loro, pensiamo cugini o magari semplici amici — prosegue il vicino di casa —. Kleo non ci aveva nemmeno detto del matrimonio, forse avevano preferito tenerlo riservato. Io lo conoscevo da un anno e mezzo. Cenavamo insieme, qualche volta si usciva al bar. Gli piaceva pescare. Sara non viveva qui fissa, si fermava qualche giorno a settimana e poi tornava a Erbusco dal padre. In un’occasione ci aveva detto che era ammalato e che doveva prendersene cura». A Bergamo, il ragazzo aveva un fratello, ora in carcere. Lascia anche i genitori e una sorella. Prima di trasferirsi in via Garibaldi, aveva vissuto un paio d’anni in via Sant’Anna.
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20 agosto 2026
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