Teheran minaccia di colpire target Usa in Europa in caso di escalation del conflitto con gli Usa. Tra i possibili obiettivi, informa il Financial Times, basi americane e asset in Bulgaria e Cipro ma anche i cavi sottomarini in fibra ottica sotto Hormuz. “Siamo preparati ad affrontare qualsiasi evenienza”, avvisa la Nato. \n
Intanto il tycoon apre un nuovo fronte nella guerra contro l’Iran, un isolamento economico senza precedenti per tentare di sbloccare una situazione in stallo.
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L’Idf ordina un’inchiesta penale sull’omicidio della bimba palestinese di 5 anni Hind Rajab, sopravvissuta alle bombe che uccisero i familiari e lasciata morire in auto mentre era al telefono con i soccorritori.
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La ricostruzione della Striscia di Gaza non iniziera’ fino al completo disarmo di Hamas. Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un breve messaggio diffuso dal suo ufficio. \”Israele ha chiarito che non ci sara’ alcuna ricostruzione nella Striscia fino a quando Hamas non sara’ completamente disarmato\”, ha dichiarato Netanyahu. L’ufficio del premier ha inoltre precisato che il governo israeliano non ha ancora approvato l’ingresso nella Striscia della forza internazionale che dovrebbe contribuire a garantire la sicurezza del territorio palestinese
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L’Egitto è in contatto con l’Iran e altre parti regionali e internazionali nell’ambito degli sforzi per allentare le tensioni e ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz, e spinge per una ripresa dei negoziati. Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty a Al Arabiya. Il Cairo – ha aggiunto – sta inoltre collaborando con l’Oman alla stesura di una dichiarazione congiunta per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Abdelatty ha avvertito che \”un’ulteriore escalation potrebbe avere gravi conseguenze per la sicurezza regionale e l’economia globale, soprattutto perché le interruzioni delle rotte marittime minacciano le catene di approvvigionamento e i mercati energetici\”. L’Egitto ha anche partecipato alle discussioni su una proposta di coalizione marittima multinazionale per proteggere la navigazione nel Mar Rosso e a Bab el-Mandeb dagli attacchi degli Houthi.
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Manifestazione in corso all’aeroporto di Cagliari-Elmas di attivisti aderenti al ‘Giovedì Bianco’ per “denunciare – si legge in una nota – la complicità del governo italiano con Israele in generale, e in particolare il mantenimento delle rotte aeree, mentre a Gaza prosegue quello che anche l’Onu definisce un genocidio e in Cisgiordania si inasprisce la pulizia etnica (come dimostrano i fatti di Qusra)”. Un gruppo di circa 30 persone con bandiere della Palestina sta manifestando all’area antistante il gate delle partenze con lo slogan ‘Free Palestine’. In attesa del volo El Al per Tel Aviv, previsto per le 11 (ma subirà ritadi), ci sono famiglie con bambini. L’ex presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Michele Pais, ha espresso solidarietà alla comunità ebraica dopo le segnalazioni dell’associazione Chenàbura Sardos Pro Israele sugli episodi a Cagliari e negli altri scali italiani.
\n”,”postId”:”a754ecc9-c233-4779-9627-243494b45458″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-08-20T08:23:35.911Z”,”timestampUtcIt”:”2026-08-20T10:23:35+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Trump minaccia sanzioni economiche contro qualsiasi Paese che aiuti Iran”,”content”:”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il lancio di una nuova importante campagna contro l’economia iraniana, minacciando \”gravissime\” sanzioni contro qualsiasi Paese che aiuti o intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica islamica. Riporta l’Afp, che \”L’intensificarsi della pressione economica arriva mentre la guerra si avvicina al sesto mese, senza che si intraveda una via d’uscita diplomatica o militare immediata\”. \”Trump si trova inoltre – Secondo l’agenzia – ad affrontare un rinnovato esame politico interno a causa della guerra, con le elezioni di novembre che si avvicinano rapidamente\”. \”Oggi annuncio l’operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese! Questa sarà una guerra economica e un isolamento su una scala senza precedenti\”, ha scritto Trump su Truth Social. \”Annuncio inoltre che qualsiasi paese che permetta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di fornire qualsiasi tipo di sostegno all’Iran dovrà affrontare enormi conseguenze economiche\”, ha affermato. Non ha specificato quali sanzioni sarebbero state inflitte ai vari Paesi, e nessun Paese, a parte l’Iran, è stato menzionato esplicitamente. Le dichiarazioni del presidente giungono quasi una settimana dopo che il Segretario del Tesoro Scott Bessent aveva affermato che gli Stati Uniti avrebbero imposto un isolamento economico al Paese \”come il mondo non ha mai visto prima\”.
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Durante la notte, l’Idf ha evacuato un avamposto illegale vicino al villaggio palestinese di Deir Istiya, in area B, a sud di Nablus in Cisgiordania e sono scoppiati scontri violenti con i coloni. Lo riporta la radio militare. Dopo l’evacuazione, alcuni dei coloni hanno eretto un blocco stradale con delle petre nell’adiacente incrocio e hanno lanciato pietre contro veicoli palestinesi e delle forze dell’ordine, che hanno risposto con misure di dispersione della folla. Alcuni israeliani hanno tentato di incendiare degli alberi palestinesi. Quattro israeliani sono stati arrestati dalla polizia.
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Il presidente del parlamento libanese, Nabih Berri, offre una garanzia personale sul disarmo di Hezbollah a sud del fiume Litani, condizionandolo però alla fine delle operazioni militari israeliane e dell’occupazione del sud del Libano. Lo ha detto Berri, storico interlocutore di Hezbollah, rivolgendosi a un gruppo di lobbisti statunitensi in missione a Beirut. La proposta, riportata stamani dai media libanesi, non risponde però alle richieste dello Stato ebraico, che punta a un disarmo di Hezbollah esteso a tutto il territorio libanese e rifiuta di ritirarsi ulteriormente senza prove concrete di progressi in tal senso. La stessa condizionalità è alla base della posizione statunitense, secondo cui Israele fermerà attacchi e occupazione solo dopo il disarmo del partito di Dio. Questa logica circolare, e il reciproco rifiuto di Hezbollah e Israele di muoversi per primi, blocca da novembre 2024 ogni progresso verso una tregua duratura. Un tentativo di procedere in parallelo sui due fronti ha già mostrato i suoi limiti: al ritiro israeliano da Zawtar Gharbiye, accompagnato dal dispiegamento dell’esercito libanese nell’area, Beirut ha chiesto la replica del modello altrove, mentre Israele si è opposto in attesa di segnali più netti sul disarmo di Hezbollah.
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\”Abbiamo sanzioni draconiane da imporre all’Iran, vediamo quello che succede\”. Lo ha detto Donald Trump parlando ieri sera alla Casa Bianca, aggiungendo che \”al momento lo stretto di Hormuz è aperto, ci sono molte navi che passano. Il blocco navale è stato estremamente efficace\”.
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Il presidente libanese Joseph Aoun è in Vaticano per l’udienza con Papa Leone XIV. Aoun aveva già incontrato il Papa il 13 giugno 2025 e Leone era poi andato nel Paese dei Cedri nel dicembre dello stesso anno. L’agenzia di stampa libanese ha riferito che Aoun era partito ieri pomeriggio dal’aeroporto internazionale ‘Rafic Hariri’ di Beirut diretto a Roma.
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Secondo le analisi del Council on Foreign Relations (Cfr) e dell’intelligence americana, Teheran possiede il più grande arsenale balistico del Medio Oriente e i suoi vettori a maggiore gittata sono accreditati di un raggio di circa 2.000 chilometri – limite autoimposto che l’Iran ha storicamente indicato come soffitto politico del proprio programma – sufficiente a coprire l’intero Medio Oriente e il fianco sudorientale europeo.
“,”postId”:”62a43167-1e97-482a-b3c4-fc2b95ae0333″,”postLink”:{“title”:”Iran minaccia l’Europa, quali e quanti sono i missili di Teheran”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/08/20/iran-minaccia-europa-arsenale-teheran”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/2e0e916a876b6e6bd79d4f7ef9ae4192cdd6d278/skytg24/it/mondo/2026/07/31/guerra-iran-usa-trump-news-diretta/missili_iran_trump_ansa.JPG?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-08-20T07:46:54.743Z”,”timestampUtcIt”:”2026-08-20T09:46:54+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pasdaran: \”In caso di nuova guerra le nostre armi saranno più distruttive\””,”content”:”
\”La potenza distruttiva delle testate utilizzate nei missili delle Guardie Rivoluzionarie supera di gran lunga i modelli impiegati nelle guerre precedenti e, se dovesse scoppiare una guerra, le nostre armi sarebbero completamente diverse da quelle del passato sotto ogni aspetto. Con lo scoppio di una nuova guerra, useremo armi più distruttive\”. Lo ha afferma il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce delle Guardie Rivoluzionarie. La notizia è riportata dalla tv di Stato iraniana Irib. \”Stiamo facendo progressi giorno dopo giorno nel campo di tutti gli armamenti e stiamo producendo armi più precise, più distruttive e tecnologicamente più avanzate – aggiunge – Se dovesse scoppiare una nuova guerra, le nostre armi sarebbero sicuramente diverse da quelle del passato; questa differenza potrebbe riflettersi nella generazione delle testate, nella precisione del colpo, nella gittata dei missili o in qualsiasi altro campo\”. Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che la Repubblica Islamica dell’Iran non ha mai smesso di produrre e sviluppare armi, aggiungendo: \”Facciamo progressi ogni giorno e qualsiasi possibilità in tal senso è concepibile\”.
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L’annuncio del presidente americano Donald Trump di una vera e propria ‘guerra economica’ contro l’Iran apre un nuovo fronte di preoccupazione per i consumatori italiani. Alle tensioni nell’area del Golfo si aggiunge ora una escalation economica e commerciale, con ripercussioni sui mercati internazionali e, a cascata, sui prezzi pagati dalle famiglie. Lo afferma il Codacons, commentando le parole di Trump, che ha annunciato un isolamento economico senza precedenti dell’Iran e pesanti conseguenze anche per i Paesi e i soggetti che continueranno a sostenere Teheran. \”Il pericolo, assolutamente tangibile, è che la guerra economica finisca per essere pagata anche dai cittadini italiani – afferma il Codacons – In una situazione già estremamente delicata sul fronte energetico, una nuova instabilità può tradursi in aumenti per carburanti ed energia e, attraverso trasporti e logistica, trasferirsi sui prezzi di beni e servizi\”.
\n”,”postId”:”ad25032b-c03e-42e1-bc22-ed38dbfc57c9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-08-20T07:45:36.055Z”,”timestampUtcIt”:”2026-08-20T09:45:36+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media: nella notte e in mattinata attacchi Idf nel sud Libano”,”content”:”
Aerei da guerra israeliani hanno preso di mira il Libano meridionale durante la notte. Secondo quanto riportato dall’Agenzia Nazionale di Stampa libanese Nna, ripresa da Al-Jazeera, aerei da guerra israeliani hanno lanciato una serie di raid aerei nel Libano meridionale durante la notte, prendendo di mira la collina di Ali al-Taher e la vicina area di al-Dabsheh, alla periferia settentrionale di Nabatieh al-Fawqa e Dawhet Kfar Reman. L’agenzia ha inoltre riferito che le aree bersaglio sono state soggette a bombardamenti di artiglieria intermittenti durante le prime ore del mattino. Nel distretto di Tiro, le forze israeliane hanno condotto operazioni di demolizione controllata nelle città di Majdal Zoun e al-Mansouri durante la notte e all’alba, accompagnate da bombardamenti di artiglieria su entrambe le località, ha riferito l’Nna. La Nna riferisce inoltre, questa mattina, di attacchi sulla città di Houla e sulle località di Adi al-Salouqi, al-Hujair e le valli di Qabrikha e Toulene.
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L’Iran non ha oggi le potenzialità per colpire direttamente dal suo territorio le basi Usa in Europa. E nemmeno l’Europa. Ma questo non esclude che possa farlo con azioni terroristiche, visti i suoi rapporti con i proxy diffusi in Occidente. Nulla impedisce a una cellula dormiente di compiere un’azione di questo genere, ma è una cosa differente da un attacco missilistico\”. Lo ha detto il generale Vincenzo Camporini, già capo di Stato maggiore della Difesa e dell’Aeronautica, in un’intervista al ‘Il Corriere della Sera’ aggiungendo che la minaccia \”da un punto di vista balistico non esiste, almeno per il momento. Non hanno strumenti per colpire l’Europa da oltre 3 mila chilometri di distanza. Con l’arsenale in suo possesso l’Iran potrebbe arrivare fino a metà della Grecia, al massimo, nella peggiore delle ipotesi\”.
\n”,”postId”:”fc0c70c5-cee8-4849-ab00-f5fabb2818b6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-08-20T07:44:27.616Z”,”timestampUtcIt”:”2026-08-20T09:44:27+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pasdaran: \”Houthi troppo forti, Riad non potrà sconfiggerli\””,”content”:”
\”Il regime occupante di Gerusalemme combatte a Gaza da più di due anni e non è ancora riuscito a infliggere danni significativi ad Hamas. Come è possibile, quindi, che l’Arabia Saudita, le cui capacità militari sono inferiori a quelle del regime sionista, possa competere con Ansar Allah (gli Houthi, ndr) e i combattenti yemeniti? È impossibile\”. Lo ha affermato il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, alla tv di Stato iraniana Irib. Sardar Mohebbi ha sottolineato che ogni nazione si sforza di difendere la propria esistenza e i propri beni e si considera capace di farlo, aggiungendo: \”In questo contesto, l’Arabia Saudita non sarà certamente in grado di contenere lo Yemen e Ansar Allah e rimanere al sicuro dai loro attacchi; come abbiamo visto negli ultimi giorni, più l’Arabia Saudita attacca, più viene colpita\”. Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha concluso affermando: \”Le capacità acquisite da Ansar Allah nel corso degli anni aumentano di giorno in giorno e la resistenza yemenita prosegue con forza il suo cammino di progresso\”.
“,”postId”:”e6e90844-6345-4810-8d47-fcd9020729e6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-08-20T07:25:24.992Z”,”timestampUtcIt”:”2026-08-20T09:25:24+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ben-Gvir mostra in un video il cantiere della forca per i palestinesi”,”content”:”
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha diffuso un video in cui mostra il cantiere del patibolo sul quale, sostiene, saranno impiccati i terroristi palestinesi. Nel video, che sta circolando sui social, il ministro dell’ultradestra afferma inoltre che nella struttura ci saranno dei punti da cui si potrà assistere alle esecuzioni capitali \”come negli Stati Uniti\”. \”Ecco la struttura, è qui che verranno giustiziati i terroristi – afferma Ben-Gvir di fronte a un cantiere – Ci sarà una forca per l’impiccagione, sale da cui le vittime dei crimini potranno venire ad assistere come si fa negli Usa. Stiamo mantenendo la promessa fatta, c’era chi la sottovalutava, c’era chi la prendeva in giro: questo posto ora sta iniziando a prendere forma, la struttura è in costruzione\”.
“,”postId”:”d0fca5f6-7a39-4ff8-be9d-940f08e129d9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-08-20T07:15:09.017Z”,”timestampUtcIt”:”2026-08-20T09:15:09+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pasdaran: \”In caso di guerra useremo armi distruttive\””,”content”:”
\”In caso di nuova guerra, utilizzeremo armi più distruttive\”. Lo ha dichiarato il portavoce dei pasdaran.
“,”postId”:”2f711453-02cc-4837-a241-dbae236aaba3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-08-20T06:51:36.272Z”,”timestampUtcIt”:”2026-08-20T08:51:36+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Trump ad Axios: \”Non posso parlare dell’attacco israeliano in Siria\””,”content”:”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ad Axios in una telefonata di essere stato informato dell’attacco israeliano, ma non lo ha criticato. \”Non posso parlarne\”, ha detto. Si è rifiutato di specificare se il briefing fosse avvenuto prima o dopo l’attacco. Israele, prosegue Axios, ha sganciato almeno otto bombe sulle piste e sugli hangar della base aerea di Abu al-Duhur, nel nord della Siria, a circa 70 chilometri dal confine turco. L’attacco ha danneggiato le piste, che erano state recentemente ricostruite. Non ci sono state vittime. Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi e israeliani, Israele ha comunicato all’amministrazione Trump che l’attacco mirava a impedire un rafforzamento militare turco nella base aerea
“,”postId”:”f3f6645b-2106-4d69-9101-4301f9460fc0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-08-20T06:34:30.321Z”,”timestampUtcIt”:”2026-08-20T08:34:30+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Cnn: \”Oltre 750 i militari americani feriti in guerra\””,”content”:”
E’ salito a 757 il numero di militari statunitensi rimasti feriti dall’inizio della guerra contro l’Iran, mentre 18 sono morti. E’ quanto emerge dalla banca dati sulle vittime di guerra del dipartimento della Difesa americano, aggiornata ieri con oltre 50 nuovi feriti, ripresa dalla Cnn. Secondo la Defense Casualty Analysis System (Dcas), sommando i dati relativi all’operazione \”Epic Fury\” e quelli inseriti nella nuova categoria \”Overseas Operations\”, dall’inizio della guerra contro l’Iran, il 28 febbraio, 18 militari americani sono morti e 757 sono rimasti feriti. Il Pentagono ha creato il mese scorso la categoria \”Overseas Operations\” per registrare i militari uccisi o feriti \”a partire dal 7 luglio\”, senza pero’ specificare ufficialmente a quale conflitto siano riconducibili le perdite. La data coincide con il giorno in cui l’amministrazione del presidente Donald Trump comunico’ al Congresso, attraverso una notifica prevista dal War Powers Act, l’inizio di un nuovo conflitto con l’Iran.
“,”postId”:”0d939918-c581-43e7-bad0-daf89d69f8d7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-08-20T06:14:04.145Z”,”timestampUtcIt”:”2026-08-20T08:14:04+0200″,”altBackground”:false,”title”:” Araghchi su X: \”D-Day Usa minaccia economia mondiale, sarà sconfitto\””,”content”:”
Il D-Day economico annunciato dal presidente americano, Donald Trump, contro l’Iran e’ un \”terrorismo economico che minaccia l’economia globale e portera’ solo ulteriori sconfitte politiche\” per gli Usa. E’ la reazione del ministro degli Esteri della Repubblica Islamica, Abbas Araghchi, all’annuncio fatto dal capo della Casa Bianca. \”Il cosiddetto ‘D-Day economico’ e’ un diversivo dalla crisi stessa dell’America: debito senza precedenti e costi degli interessi in forte aumento\”, scrive Araghchi su X. \”Insistere su politiche fallimentari portera’ soltanto a ulteriori sconfitte e all’ostilita’ degli iraniani\”, aggiunge il ministro secondo cui \”terrorismo economico degli Stati Uniti minaccia l’economia globale e la sovranita’ in tutto il mondo\”.
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Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha accusato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan di trascinare la Turchia in \”avventure pericolose in Siria\”, due giorni dopo che l’aviazione israeliana ha bombardato un aeroporto militare a Idlib sostenendo che fosse destinato ad accogliere truppe turche. \”Erdogan sta trascinando la Turchia in avventure pericolose in Siria. Israele non permettera’ a nessuno di minacciare la sua sicurezza\”, ha scritto Katz su X. \”Sarebbe meglio che Erdogan continuasse a pronunciare discorsi vuoti e fantasiosi contro Israele nel Parlamento turco e non mettesse alla prova la determinazione di Israele a difendersi\”, ha aggiunto.
“,”postId”:”2a4c858d-aa0e-4e1b-9324-a16b819a7dae”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-08-20T04:40:19.394Z”,”timestampUtcIt”:”2026-08-20T06:40:19+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Australia: convocazione ambasciatore Israele dopo archiviazione inchiesta sull’uccisione di operatori umanitari”,”content”:”
L’Australia convocherà l’ambasciatore israeliano Hillel Newman in merito alla decisione e ha chiesto all’inviato di Canberra nel Paese di \”trasmettere direttamente le nostre opinioni\” al governo israeliano. Ha dichiarato il ministro degli Esteri Penny Wong in un comunicato, di essere \”indignata\” per la decisione di Israele di non avviare un’indagine penale sull’uccisione dell’operatrice umanitaria australiana Lalzawmi \”Zomi\” Frankcom e dei suoi colleghi a Gaza. \”Il governo australiano ha appreso della decisione di Israele nella tarda serata di ieri, pochi istanti prima che venisse annunciata, nella Giornata Mondiale Umanitaria, il che è particolarmente offensivo per i cari di Zomi, per gli operatori umanitari e per tutti gli australiani\”, ha affermato Wong. Ha detto Afp, che \”Frankcom era tra i sette membri dello staff di World Central Kitchen uccisi nell’aprile del 2024 quando il loro convoglio di aiuti umanitari fu colpito per errore da un raid aereo israeliano\”.
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Donald Trump ha comunicato al Congresso l’invio di oltre 206 milioni di dollari per una forza di mantenimento della pace a Gaza. Lo riporta la Reuters in esclusiva sul suo sito. Si tratta del primo finanziamento significativo nell’ambito del piano americano per la ricostruzione della Striscia. In due notifiche datate 30 luglio, il dipartimento di Stato ha informato il Congresso che stanzierà 200 milioni di dollari per equipaggiamenti, infrastrutture, veicoli e costi operativi della Forza di Stabilizzazione Internazionale (ISF). Ulteriori 6 milioni di dollari serviranno ad adattare veicoli blindati statunitensi a supporto della forza. Il finanziamento rappresenta la prima spesa concreta degli Stati Uniti per la forza di peacekeeping e segnala la determinazione dell’amministrazione a portare avanti la \”roadmap\” di Trump per Gaza, nonostante sia Israele che Hamas abbiano sollevato obiezioni riguardo alle condizioni necessarie per l’avanzamento del piano. \”L’Isf guiderà le operazioni di sicurezza, sosterrà una smilitarizzazione completa e consentirà la consegna in sicurezza di aiuti umanitari e materiali per la ricostruzione a Gaza\”, si legge in una delle notifiche, la quale precisa tuttavia che la composizione definitiva della forza è ancora oggetto di negoziato.
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Il ministro degli Esteri australiano Penny Wong ha detto di essere \”indignata\” per la decisione di Israele di archiviare l’indagine penale sulla morte dell’operatrice umanitaria australiana Zomi Frankcom e dei suoi colleghi a Gaza. \”Convocherò l’ambasciatore israeliano in Australia, Hillel Newman, e ho chiesto all’ambasciatore australiano in Israele di comunicare direttamente la nostra posizione a Israele, mentre il governo australiano valuta i prossimi passi da compiere\” ha dichiarato in un comunicato.
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Donald Trump apre un nuovo fronte nella guerra contro l’Iran, un isolamento economico senza precedenti per tentare di sbloccare una situazione in stallo. \”Nessuno ha offerto alla Repubblica Islamica dell’Iran un’opportunità migliore della mia per raggiungere un accordo. Tragicamente per loro, non l’hanno colta. Pertanto, oggi annuncio l’operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese! Si tratterà di una guerra economica e di un isolamento senza precedenti\”, ha annunciato il presidente americano su Truth dopo che da giorni si rincorrevano le voci di nuove durissime sanzioni di Washington contro i pasdaran. Il tycoon ha anche avvertito che \”qualsiasi Paese consenta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di offrire all’Iran un’ancora di salvezza dovrà affrontare a sua volta conseguenze economiche tremende\”. Trump si riferisce in particolare al contrabbando di petrolio, i trasferimenti di denaro e le società di facciata fornite da paesi terzi, per lo più Russia e Cina, che in questi anni hanno consentito a Teheran di aggirare le misure occidentali. \”Sapete bene chi siete. Sarà un ‘D-Day economico’ e abbiamo bisogno che tutti i nostri alleati si schierino al fianco degli Stati Uniti per isolare e sconfiggere la minaccia rappresentata dall’Iran\”, ha insistito The Donald.
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Teheran minaccia di colpire target Usa in Europa in caso di escalation del conflitto con gli Usa. Tra i possibili obiettivi, informa il Financial Times, basi americane e asset in Bulgaria e Cipro ma anche i cavi sottomarini in fibra ottica sotto Hormuz. “Siamo preparati ad affrontare qualsiasi evenienza”, avvisa la Nato.
Intanto il tycoon apre un nuovo fronte nella guerra contro l’Iran, un isolamento economico senza precedenti per tentare di sbloccare una situazione in stallo.
L’Idf ordina un’inchiesta penale sull’omicidio della bimba palestinese di 5 anni Hind Rajab, sopravvissuta alle bombe che uccisero i familiari e lasciata morire in auto mentre era al telefono con i soccorritori.
Gli approfondimenti:
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meno di un minuto fa
Netanyahu:”No ricostruzione Gaza fino a disarmo Hamas”
La ricostruzione della Striscia di Gaza non iniziera’ fino al completo disarmo di Hamas. Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un breve messaggio diffuso dal suo ufficio. “Israele ha chiarito che non ci sara’ alcuna ricostruzione nella Striscia fino a quando Hamas non sara’ completamente disarmato”, ha dichiarato Netanyahu. L’ufficio del premier ha inoltre precisato che il governo israeliano non ha ancora approvato l’ingresso nella Striscia della forza internazionale che dovrebbe contribuire a garantire la sicurezza del territorio palestinese
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21 minuti fa
Egitto al lavoro con Iran e Oman per riaprire lo Stretto di Hormuz
L’Egitto è in contatto con l’Iran e altre parti regionali e internazionali nell’ambito degli sforzi per allentare le tensioni e ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz, e spinge per una ripresa dei negoziati. Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty a Al Arabiya. Il Cairo – ha aggiunto – sta inoltre collaborando con l’Oman alla stesura di una dichiarazione congiunta per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Abdelatty ha avvertito che “un’ulteriore escalation potrebbe avere gravi conseguenze per la sicurezza regionale e l’economia globale, soprattutto perché le interruzioni delle rotte marittime minacciano le catene di approvvigionamento e i mercati energetici”. L’Egitto ha anche partecipato alle discussioni su una proposta di coalizione marittima multinazionale per proteggere la navigazione nel Mar Rosso e a Bab el-Mandeb dagli attacchi degli Houthi.
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44 minuti fa
Manifestazione Pro Pal in aeroporto Cagliari, volo El Al per Tel Aviv subirà ritardi
Manifestazione in corso all’aeroporto di Cagliari-Elmas di attivisti aderenti al ‘Giovedì Bianco’ per “denunciare – si legge in una nota – la complicità del governo italiano con Israele in generale, e in particolare il mantenimento delle rotte aeree, mentre a Gaza prosegue quello che anche l’Onu definisce un genocidio e in Cisgiordania si inasprisce la pulizia etnica (come dimostrano i fatti di Qusra)”. Un gruppo di circa 30 persone con bandiere della Palestina sta manifestando all’area antistante il gate delle partenze con lo slogan ‘Free Palestine’. In attesa del volo El Al per Tel Aviv, previsto per le 11 (ma subirà ritadi), ci sono famiglie con bambini. L’ex presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Michele Pais, ha espresso solidarietà alla comunità ebraica dopo le segnalazioni dell’associazione Chenàbura Sardos Pro Israele sugli episodi a Cagliari e negli altri scali italiani.
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10:23
Trump minaccia sanzioni economiche contro qualsiasi Paese che aiuti Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il lancio di una nuova importante campagna contro l’economia iraniana, minacciando “gravissime” sanzioni contro qualsiasi Paese che aiuti o intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica islamica. Riporta l’Afp, che “L’intensificarsi della pressione economica arriva mentre la guerra si avvicina al sesto mese, senza che si intraveda una via d’uscita diplomatica o militare immediata”. “Trump si trova inoltre – Secondo l’agenzia – ad affrontare un rinnovato esame politico interno a causa della guerra, con le elezioni di novembre che si avvicinano rapidamente”. “Oggi annuncio l’operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese! Questa sarà una guerra economica e un isolamento su una scala senza precedenti”, ha scritto Trump su Truth Social. “Annuncio inoltre che qualsiasi paese che permetta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di fornire qualsiasi tipo di sostegno all’Iran dovrà affrontare enormi conseguenze economiche”, ha affermato. Non ha specificato quali sanzioni sarebbero state inflitte ai vari Paesi, e nessun Paese, a parte l’Iran, è stato menzionato esplicitamente. Le dichiarazioni del presidente giungono quasi una settimana dopo che il Segretario del Tesoro Scott Bessent aveva affermato che gli Stati Uniti avrebbero imposto un isolamento economico al Paese “come il mondo non ha mai visto prima”.
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10:23
Idf evacua avamposto in Cisgiordania, scontri con i coloni
Durante la notte, l’Idf ha evacuato un avamposto illegale vicino al villaggio palestinese di Deir Istiya, in area B, a sud di Nablus in Cisgiordania e sono scoppiati scontri violenti con i coloni. Lo riporta la radio militare. Dopo l’evacuazione, alcuni dei coloni hanno eretto un blocco stradale con delle petre nell’adiacente incrocio e hanno lanciato pietre contro veicoli palestinesi e delle forze dell’ordine, che hanno risposto con misure di dispersione della folla. Alcuni israeliani hanno tentato di incendiare degli alberi palestinesi. Quattro israeliani sono stati arrestati dalla polizia.
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10:22
Berri: “Hezbollah pronto a disarmo nel sud se Israele mette fine all’occupazione”
Il presidente del parlamento libanese, Nabih Berri, offre una garanzia personale sul disarmo di Hezbollah a sud del fiume Litani, condizionandolo però alla fine delle operazioni militari israeliane e dell’occupazione del sud del Libano. Lo ha detto Berri, storico interlocutore di Hezbollah, rivolgendosi a un gruppo di lobbisti statunitensi in missione a Beirut. La proposta, riportata stamani dai media libanesi, non risponde però alle richieste dello Stato ebraico, che punta a un disarmo di Hezbollah esteso a tutto il territorio libanese e rifiuta di ritirarsi ulteriormente senza prove concrete di progressi in tal senso. La stessa condizionalità è alla base della posizione statunitense, secondo cui Israele fermerà attacchi e occupazione solo dopo il disarmo del partito di Dio. Questa logica circolare, e il reciproco rifiuto di Hezbollah e Israele di muoversi per primi, blocca da novembre 2024 ogni progresso verso una tregua duratura. Un tentativo di procedere in parallelo sui due fronti ha già mostrato i suoi limiti: al ritiro israeliano da Zawtar Gharbiye, accompagnato dal dispiegamento dell’esercito libanese nell’area, Beirut ha chiesto la replica del modello altrove, mentre Israele si è opposto in attesa di segnali più netti sul disarmo di Hezbollah.
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10:15
Trump: “Abbiamo pronte sanzioni draconiane, vediamo quello che succede”
“Abbiamo sanzioni draconiane da imporre all’Iran, vediamo quello che succede”. Lo ha detto Donald Trump parlando ieri sera alla Casa Bianca, aggiungendo che “al momento lo stretto di Hormuz è aperto, ci sono molte navi che passano. Il blocco navale è stato estremamente efficace”.
10:02
Presidente libanese Aoun in Vaticano per incontro con Leone XIV
Il presidente libanese Joseph Aoun è in Vaticano per l’udienza con Papa Leone XIV. Aoun aveva già incontrato il Papa il 13 giugno 2025 e Leone era poi andato nel Paese dei Cedri nel dicembre dello stesso anno. L’agenzia di stampa libanese ha riferito che Aoun era partito ieri pomeriggio dal’aeroporto internazionale ‘Rafic Hariri’ di Beirut diretto a Roma.
10:01
Iran minaccia attacchi in Europa, quali e quanti sono i missili nell’arsenale di Teheran
Secondo le analisi del Council on Foreign Relations (Cfr) e dell’intelligence americana, Teheran possiede il più grande arsenale balistico del Medio Oriente e i suoi vettori a maggiore gittata sono accreditati di un raggio di circa 2.000 chilometri – limite autoimposto che l’Iran ha storicamente indicato come soffitto politico del proprio programma – sufficiente a coprire l’intero Medio Oriente e il fianco sudorientale europeo.
Iran minaccia l’Europa, quali e quanti sono i missili di TeheranVai al contenuto
09:46
Pasdaran: “In caso di nuova guerra le nostre armi saranno più distruttive”
“La potenza distruttiva delle testate utilizzate nei missili delle Guardie Rivoluzionarie supera di gran lunga i modelli impiegati nelle guerre precedenti e, se dovesse scoppiare una guerra, le nostre armi sarebbero completamente diverse da quelle del passato sotto ogni aspetto. Con lo scoppio di una nuova guerra, useremo armi più distruttive”. Lo ha afferma il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce delle Guardie Rivoluzionarie. La notizia è riportata dalla tv di Stato iraniana Irib. “Stiamo facendo progressi giorno dopo giorno nel campo di tutti gli armamenti e stiamo producendo armi più precise, più distruttive e tecnologicamente più avanzate – aggiunge – Se dovesse scoppiare una nuova guerra, le nostre armi sarebbero sicuramente diverse da quelle del passato; questa differenza potrebbe riflettersi nella generazione delle testate, nella precisione del colpo, nella gittata dei missili o in qualsiasi altro campo”. Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che la Repubblica Islamica dell’Iran non ha mai smesso di produrre e sviluppare armi, aggiungendo: “Facciamo progressi ogni giorno e qualsiasi possibilità in tal senso è concepibile”.
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09:46
Codacons: “La guerra economica la pagheranno anche i cittadini italiani”
L’annuncio del presidente americano Donald Trump di una vera e propria ‘guerra economica’ contro l’Iran apre un nuovo fronte di preoccupazione per i consumatori italiani. Alle tensioni nell’area del Golfo si aggiunge ora una escalation economica e commerciale, con ripercussioni sui mercati internazionali e, a cascata, sui prezzi pagati dalle famiglie. Lo afferma il Codacons, commentando le parole di Trump, che ha annunciato un isolamento economico senza precedenti dell’Iran e pesanti conseguenze anche per i Paesi e i soggetti che continueranno a sostenere Teheran. “Il pericolo, assolutamente tangibile, è che la guerra economica finisca per essere pagata anche dai cittadini italiani – afferma il Codacons – In una situazione già estremamente delicata sul fronte energetico, una nuova instabilità può tradursi in aumenti per carburanti ed energia e, attraverso trasporti e logistica, trasferirsi sui prezzi di beni e servizi”.
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09:45
Media: nella notte e in mattinata attacchi Idf nel sud Libano
Aerei da guerra israeliani hanno preso di mira il Libano meridionale durante la notte. Secondo quanto riportato dall’Agenzia Nazionale di Stampa libanese Nna, ripresa da Al-Jazeera, aerei da guerra israeliani hanno lanciato una serie di raid aerei nel Libano meridionale durante la notte, prendendo di mira la collina di Ali al-Taher e la vicina area di al-Dabsheh, alla periferia settentrionale di Nabatieh al-Fawqa e Dawhet Kfar Reman. L’agenzia ha inoltre riferito che le aree bersaglio sono state soggette a bombardamenti di artiglieria intermittenti durante le prime ore del mattino. Nel distretto di Tiro, le forze israeliane hanno condotto operazioni di demolizione controllata nelle città di Majdal Zoun e al-Mansouri durante la notte e all’alba, accompagnate da bombardamenti di artiglieria su entrambe le località, ha riferito l’Nna. La Nna riferisce inoltre, questa mattina, di attacchi sulla città di Houla e sulle località di Adi al-Salouqi, al-Hujair e le valli di Qabrikha e Toulene.
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09:45
Generale Camporini: “Italia tenga la guardia alta, Ue trovi sistemi di difesa, ma su attacco sono cauto”
L’Iran non ha oggi le potenzialità per colpire direttamente dal suo territorio le basi Usa in Europa. E nemmeno l’Europa. Ma questo non esclude che possa farlo con azioni terroristiche, visti i suoi rapporti con i proxy diffusi in Occidente. Nulla impedisce a una cellula dormiente di compiere un’azione di questo genere, ma è una cosa differente da un attacco missilistico”. Lo ha detto il generale Vincenzo Camporini, già capo di Stato maggiore della Difesa e dell’Aeronautica, in un’intervista al ‘Il Corriere della Sera’ aggiungendo che la minaccia “da un punto di vista balistico non esiste, almeno per il momento. Non hanno strumenti per colpire l’Europa da oltre 3 mila chilometri di distanza. Con l’arsenale in suo possesso l’Iran potrebbe arrivare fino a metà della Grecia, al massimo, nella peggiore delle ipotesi”.
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09:44
Pasdaran: “Houthi troppo forti, Riad non potrà sconfiggerli”
“Il regime occupante di Gerusalemme combatte a Gaza da più di due anni e non è ancora riuscito a infliggere danni significativi ad Hamas. Come è possibile, quindi, che l’Arabia Saudita, le cui capacità militari sono inferiori a quelle del regime sionista, possa competere con Ansar Allah (gli Houthi, ndr) e i combattenti yemeniti? È impossibile”. Lo ha affermato il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, alla tv di Stato iraniana Irib. Sardar Mohebbi ha sottolineato che ogni nazione si sforza di difendere la propria esistenza e i propri beni e si considera capace di farlo, aggiungendo: “In questo contesto, l’Arabia Saudita non sarà certamente in grado di contenere lo Yemen e Ansar Allah e rimanere al sicuro dai loro attacchi; come abbiamo visto negli ultimi giorni, più l’Arabia Saudita attacca, più viene colpita”. Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha concluso affermando: “Le capacità acquisite da Ansar Allah nel corso degli anni aumentano di giorno in giorno e la resistenza yemenita prosegue con forza il suo cammino di progresso”.
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09:25
Ben-Gvir mostra in un video il cantiere della forca per i palestinesi
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha diffuso un video in cui mostra il cantiere del patibolo sul quale, sostiene, saranno impiccati i terroristi palestinesi. Nel video, che sta circolando sui social, il ministro dell’ultradestra afferma inoltre che nella struttura ci saranno dei punti da cui si potrà assistere alle esecuzioni capitali “come negli Stati Uniti”. “Ecco la struttura, è qui che verranno giustiziati i terroristi – afferma Ben-Gvir di fronte a un cantiere – Ci sarà una forca per l’impiccagione, sale da cui le vittime dei crimini potranno venire ad assistere come si fa negli Usa. Stiamo mantenendo la promessa fatta, c’era chi la sottovalutava, c’era chi la prendeva in giro: questo posto ora sta iniziando a prendere forma, la struttura è in costruzione”.
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09:15
Pasdaran: “In caso di guerra useremo armi distruttive”
“In caso di nuova guerra, utilizzeremo armi più distruttive”. Lo ha dichiarato il portavoce dei pasdaran.
08:51
Trump ad Axios: “Non posso parlare dell’attacco israeliano in Siria”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ad Axios in una telefonata di essere stato informato dell’attacco israeliano, ma non lo ha criticato. “Non posso parlarne”, ha detto. Si è rifiutato di specificare se il briefing fosse avvenuto prima o dopo l’attacco. Israele, prosegue Axios, ha sganciato almeno otto bombe sulle piste e sugli hangar della base aerea di Abu al-Duhur, nel nord della Siria, a circa 70 chilometri dal confine turco. L’attacco ha danneggiato le piste, che erano state recentemente ricostruite. Non ci sono state vittime. Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi e israeliani, Israele ha comunicato all’amministrazione Trump che l’attacco mirava a impedire un rafforzamento militare turco nella base aerea
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08:34
Cnn: “Oltre 750 i militari americani feriti in guerra”
E’ salito a 757 il numero di militari statunitensi rimasti feriti dall’inizio della guerra contro l’Iran, mentre 18 sono morti. E’ quanto emerge dalla banca dati sulle vittime di guerra del dipartimento della Difesa americano, aggiornata ieri con oltre 50 nuovi feriti, ripresa dalla Cnn. Secondo la Defense Casualty Analysis System (Dcas), sommando i dati relativi all’operazione “Epic Fury” e quelli inseriti nella nuova categoria “Overseas Operations”, dall’inizio della guerra contro l’Iran, il 28 febbraio, 18 militari americani sono morti e 757 sono rimasti feriti. Il Pentagono ha creato il mese scorso la categoria “Overseas Operations” per registrare i militari uccisi o feriti “a partire dal 7 luglio”, senza pero’ specificare ufficialmente a quale conflitto siano riconducibili le perdite. La data coincide con il giorno in cui l’amministrazione del presidente Donald Trump comunico’ al Congresso, attraverso una notifica prevista dal War Powers Act, l’inizio di un nuovo conflitto con l’Iran.
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08:14
Araghchi su X: “D-Day Usa minaccia economia mondiale, sarà sconfitto”
Il D-Day economico annunciato dal presidente americano, Donald Trump, contro l’Iran e’ un “terrorismo economico che minaccia l’economia globale e portera’ solo ulteriori sconfitte politiche” per gli Usa. E’ la reazione del ministro degli Esteri della Repubblica Islamica, Abbas Araghchi, all’annuncio fatto dal capo della Casa Bianca. “Il cosiddetto ‘D-Day economico’ e’ un diversivo dalla crisi stessa dell’America: debito senza precedenti e costi degli interessi in forte aumento”, scrive Araghchi su X. “Insistere su politiche fallimentari portera’ soltanto a ulteriori sconfitte e all’ostilita’ degli iraniani”, aggiunge il ministro secondo cui “terrorismo economico degli Stati Uniti minaccia l’economia globale e la sovranita’ in tutto il mondo”.
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07:59
Katz: “Erdogan trascina la Turchia in avventure pericolose in Siria”
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha accusato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan di trascinare la Turchia in “avventure pericolose in Siria”, due giorni dopo che l’aviazione israeliana ha bombardato un aeroporto militare a Idlib sostenendo che fosse destinato ad accogliere truppe turche. “Erdogan sta trascinando la Turchia in avventure pericolose in Siria. Israele non permettera’ a nessuno di minacciare la sua sicurezza”, ha scritto Katz su X. “Sarebbe meglio che Erdogan continuasse a pronunciare discorsi vuoti e fantasiosi contro Israele nel Parlamento turco e non mettesse alla prova la determinazione di Israele a difendersi”, ha aggiunto.
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06:40
Australia: convocazione ambasciatore Israele dopo archiviazione inchiesta sull’uccisione di operatori umanitari
L’Australia convocherà l’ambasciatore israeliano Hillel Newman in merito alla decisione e ha chiesto all’inviato di Canberra nel Paese di “trasmettere direttamente le nostre opinioni” al governo israeliano. Ha dichiarato il ministro degli Esteri Penny Wong in un comunicato, di essere “indignata” per la decisione di Israele di non avviare un’indagine penale sull’uccisione dell’operatrice umanitaria australiana Lalzawmi “Zomi” Frankcom e dei suoi colleghi a Gaza. “Il governo australiano ha appreso della decisione di Israele nella tarda serata di ieri, pochi istanti prima che venisse annunciata, nella Giornata Mondiale Umanitaria, il che è particolarmente offensivo per i cari di Zomi, per gli operatori umanitari e per tutti gli australiani”, ha affermato Wong. Ha detto Afp, che “Frankcom era tra i sette membri dello staff di World Central Kitchen uccisi nell’aprile del 2024 quando il loro convoglio di aiuti umanitari fu colpito per errore da un raid aereo israeliano”.
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06:05
Reuters: Trump ha stanziato oltre 206 milioni per la forza di peacekeeping a Gaza
Donald Trump ha comunicato al Congresso l’invio di oltre 206 milioni di dollari per una forza di mantenimento della pace a Gaza. Lo riporta la Reuters in esclusiva sul suo sito. Si tratta del primo finanziamento significativo nell’ambito del piano americano per la ricostruzione della Striscia. In due notifiche datate 30 luglio, il dipartimento di Stato ha informato il Congresso che stanzierà 200 milioni di dollari per equipaggiamenti, infrastrutture, veicoli e costi operativi della Forza di Stabilizzazione Internazionale (ISF). Ulteriori 6 milioni di dollari serviranno ad adattare veicoli blindati statunitensi a supporto della forza. Il finanziamento rappresenta la prima spesa concreta degli Stati Uniti per la forza di peacekeeping e segnala la determinazione dell’amministrazione a portare avanti la “roadmap” di Trump per Gaza, nonostante sia Israele che Hamas abbiano sollevato obiezioni riguardo alle condizioni necessarie per l’avanzamento del piano. “L’Isf guiderà le operazioni di sicurezza, sosterrà una smilitarizzazione completa e consentirà la consegna in sicurezza di aiuti umanitari e materiali per la ricostruzione a Gaza”, si legge in una delle notifiche, la quale precisa tuttavia che la composizione definitiva della forza è ancora oggetto di negoziato.
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06:04
Archiviazione per morte operatori umanitari a Gaza, Australia “indignata”
Il ministro degli Esteri australiano Penny Wong ha detto di essere “indignata” per la decisione di Israele di archiviare l’indagine penale sulla morte dell’operatrice umanitaria australiana Zomi Frankcom e dei suoi colleghi a Gaza. “Convocherò l’ambasciatore israeliano in Australia, Hillel Newman, e ho chiesto all’ambasciatore australiano in Israele di comunicare direttamente la nostra posizione a Israele, mentre il governo australiano valuta i prossimi passi da compiere” ha dichiarato in un comunicato.
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06:03
Trump: “Guerra economica contro l’Iran”. E minaccia chi aiuta Teheran
Donald Trump apre un nuovo fronte nella guerra contro l’Iran, un isolamento economico senza precedenti per tentare di sbloccare una situazione in stallo. “Nessuno ha offerto alla Repubblica Islamica dell’Iran un’opportunità migliore della mia per raggiungere un accordo. Tragicamente per loro, non l’hanno colta. Pertanto, oggi annuncio l’operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese! Si tratterà di una guerra economica e di un isolamento senza precedenti”, ha annunciato il presidente americano su Truth dopo che da giorni si rincorrevano le voci di nuove durissime sanzioni di Washington contro i pasdaran. Il tycoon ha anche avvertito che “qualsiasi Paese consenta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di offrire all’Iran un’ancora di salvezza dovrà affrontare a sua volta conseguenze economiche tremende”. Trump si riferisce in particolare al contrabbando di petrolio, i trasferimenti di denaro e le società di facciata fornite da paesi terzi, per lo più Russia e Cina, che in questi anni hanno consentito a Teheran di aggirare le misure occidentali. “Sapete bene chi siete. Sarà un ‘D-Day economico’ e abbiamo bisogno che tutti i nostri alleati si schierino al fianco degli Stati Uniti per isolare e sconfiggere la minaccia rappresentata dall’Iran”, ha insistito The Donald.
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