Foto: BoBo

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    Il modulo online è stato rimosso, e ora Brejc conta sull’aiuto dei partiti per organizzare una raccolta tradizionale di firme. “Questo è tutto quello che possiamo fare,” ha detto. Ha assicurato che tutte le firme raccolte sono state verificate, e che quelle duplicate o chiaramente non valide sono state cancellate. Tra i firmatari si erano infatti trovate anche voci come “Donald Trump”, “Vladimir Putin” o “Topolino”. “La gente si diverte un po’, niente di male, solo che abbiamo un po’ più di lavoro da fare”, ha sdrammatizzato Brejc. Ha spiegato che una persona poteva effettivamente firmare più volte con lo stesso indirizzo e-mail, ma l’algoritmo contava queste voci come una sola firma. La petizione online è stata chiusa con quasi 65 mila firme raccolte, raggiungendo così l’obiettivo di superare il numero di voti ottenuti dal partito Resnica-Verita’ alle ultime elezioni per la Camera di Stato. Brejc ha detto che ora aspetterà la risposta dei partiti, ma potrebbe anche riattivare il modulo online.
    Il presidente del Parlamento, Zoran Stevanović, in una dichiarazione ai media ha avvertito che una persona può firmare la petizione anche mille volte e che la gente può farlo con un’e-mail falsa, ricordando che, come firmatari, sono apparsi anche personaggi delle fiabe. “Per me la capacità morale di queste persone che stanno dietro la petizione era chiarissima e non mi aspettavo nulla di più da loro,” ha detto. Ha aggiunto che Brejc è un “danno collaterale” in tutto questo. Miha Brejc, che ha lanciato l’iniziativa lunedì scorso, è stato un esponente di spicco dell’SDS, partito che ha lasciato nel 2012. Con l’SDS è stato deputato al Parlamento, europarlamentare e, durante il governo Bajuk nel 2000, Ministro del Lavoro. All’inizio degli anni ’90 ha guidato il Servizio di Sicurezza e Informazioni, predecessore dell’attuale Sova.

    Delio Dessardo

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