Ha ricevuto la telefonata che gli allunga la vita. Di pilota. Yuki Tsunoda, terzo pilota di Red Bull e Racing Bulls ha risposto alla chiamata dal suo manager martedì, mentre era in vacanza in Grecia.
La comunicazione non è stata lunga: “Devi rientrare in Gran Bretagna!”. Yuki era in spiaggia con gli amici: “Sono in Grecia da 24 ore e già volete che torni nel Regno Unito, ma dimmi perché?”. La risposta è stata breve: “Magari potresti correre nel weekend”. Fulminea la replica: “Arrivo subito”.
Il giapponese è stato informato così dell’infortunio al polso di Isack Hadjar e a Tsunoda toccherà prendere l’abitacolo della Racing Bulls che sarà lasciata libera da Liam Lawson, visto che il neozelandese avrà l’occasione di tornare sulla Red Bull.
Yuki, dopo che è stato appiedato alla fine del 2025, ha svolto il ruolo del terzo pilota a Milton Keynes, ma non si è visto chiamare per sostituire il titolare francese infortunato: lo staff diretto da Laurent Mekies ha preferito puntare su Lawson per la semplice ragione che Liam vanta una maggiore esperienza con le monoposto 2026. È tornato nella squadra di Faenza, ritrovando un ambiente che conosce molto bene e che sta facendo molto bene visto che la Racing Bull è quinta nel mondiale Costruttori con cinque punti di vantaggio sull’Alpine.
Yuki Tsunoda, terzo pilota Red Bull Racing, torna a guidare per Faenza a Zandvoort
Foto di: Alex Bierens de Haan / Getty Images
Tsunoda torna a correre in F1 dopo il GP di Abu Dhabi che ha chiuso la stagione 2025, anche se quest’anno ha completato molti test TPC con precedenti vetture Red Bull, oltre a contribuire al lavoro al simulatore.
“È stato del tutto inaspettato- ha ammesso Yuki – ma non mi sento impreparato. Anzi sono abbastanza tranquillo e non vedo l’ora che sia domani. È un momento che aspettavo e morivo dalla voglia di vivere questa sensazione. Guardando ogni gara solo dallo schermo, sentivo davvero il desiderio di tornare a guidare. Fisicamente e mentalmente penso di essere abbastanza in forma perché mi sono allenato tutti i giorni”.
Tsunoda, inoltre, è stato coinvolto in diverse sessioni di test TPC con la Red Bull, per cui non è a digiuno con la guida. “La cosa più difficile sarà prendere confidenza con la Racing Bulls direttamente in pista, dal momento che sono stato al simulatore di Faenza solo mercoledì. Con Red Bull ha effettuato quattro sessioni TPC e in ciascuna ho percorso la distanza di cinque GP”.
“Devo solo abituarmi alla VCARB 03, una macchina che credo sia piuttosto diversa. E alle nuove procedure, come la partenza. Non sarà facile ma mi voglio godere il momento”.
Non c’è dubbio che Yuki avrebbe avuto una maggiore conoscenza della RB22, sicuramente maggiore di quella di Lawson, ma la scelta è stata fatta e non ha senso commentarla. “Non sono confuso e non sento la pressione perché torno a casa con i ragazzi della Racing Bulls dove sono stato cinque anni”.
Non è certo se la presenza di Tsunoda si limiterà solo a Zandvoort perché bisognerà capire quale sarà il decorso di Hadjar dopo l’infortunio al polso.
Consideri questa esperienza come un esame per il prossimo anno, per ottenere un posto da qualche altra parte?
“Beh, cercherò di fare bene e darò il mio 100%. Finora ero nella condizione di dover parlare con le squadre per provare a… vendermi. Ho l’occasione di mostrare cosa sono in grado di fare in pista e, quindi, penso che sia positivo”.
E ce lo dovrà dimostrare da domani…
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