Al confine tra l’Austria e il Friuli Venezia Giulia la situazione al momento sembra ordinaria.
Gli uffici della polizia di frontiera, impegnati nei controlli, non segnalano, in queste ore, particolari ingressi di migranti che intraprendono la cosiddetta rotta del Nord.
Ma l’ingresso dei 4 migranti provenienti dall’Austria, confermato anche dalla Caritas di Udine, confermerebbe che sul fronte dei trasferimenti il quadro europeo sta cambiando.
I trasferimenti sono avvenuti con mezzi pubblici: secondo le nuove norme, l’autorità competente può fornire alla persona che deve lasciare il Paese un biglietto ferroviario o dell’autobus per raggiungere lo Stato membro dell’Unione europea responsabile della sua procedura di asilo.
Con il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, entrato in vigore il 12 giugno scorso, i Paesi partner possono tornare a chiedere all’Italia di riprendere in carico chi aveva proseguito il viaggio verso altri Paesi europei.
Secondo i dati Eurostat, la platea supererebbe le 24 mila persone, ma finora i rientri sono stati circa una novantina.
Intanto, dall’Austria arrivano segnali di una forte riduzione dei flussi.
Anche per questo le autorità austriache hanno deciso di ridurre drasticamente l’infrastruttura predisposta per la gestione della frontiera a Thörl-Maglern. In particolare, saranno smantellate le tende provvisorie utilizzate negli anni per l’emergenza migratoria.
Strutture che si erano rese necessarie quando molti profughi attraversavano il confine. Ora il calo dei flussi e le politiche di rimpatrio che si vogliono mettere in campo, consentono di ridurle drasticamente.
Montaggio di Dario Nardini
