di
    Giuseppe Arrighetti

    I temporali hanno iniziato a scatenarsi nella notte fra mercoledì e giovedì. Lo smottamento della Val Rabbia ha provocato la chiusura della SS42 nel tratto fra Malonno e Sonico, a Vione è esondato il torrente Vallaro

    Non sono bastati oltre dieci milioni di euro spesi negli ultimi anni per mettere definitivamente in sicurezza la val Rabbia di Sonico: il maltempo di giovedì 20 agosto ha provocato nuove colate detritiche che hanno travolto e distrutto il ponte ricostruito nel 2014 per collegare la frazione di Rino al fondovalle. I suoi abitanti, poco più di 200, sono stati sfollati e non sanno quando potranno tornare nelle loro case. Fango e massi si sono accumulati nel punto in cui il torrente Rabbia si immette nel fiume Oglio, provocandone l’esondazione: l’acqua e i detriti hanno invaso la statale 42, chiusa da mezzogiorno.

    I treni non circolano e così la valle Camonica si ritrova di nuovo tagliata in due, come era già successo a fine luglio del 2012, sempre per le problematiche idrogeologiche della val Rabbia. Ma il maltempo di ieri ha creato grossi problemi anche a Vione, dove la val Vallaro è esondata imponendo anche qui al comune di sfollare una settantina di persone. 



















































    Nella giornata di giovedì, il primo segnale che indicava l’arrivo imminente di grandi criticità è arrivato alle 11,30 quando sono entrate in funzione le sirene di allarme installate a Rino di Sonico: collegate a dei sensori posizionati in cima alla valle Rabbia, si attivano quando il materiale a monte inizia a muoversi. La prima colata detritica è quindi arrivata in paese attorno a mezzogiorno, provocando il primo allagamento, più in basso, della statale 42. La strada è stata subito chiusa dall’Anas e così le auto si sono riversate lungo le vie interne tra Malonno e Sonico e tra Malonno e Edolo, passando dal monte Faeto.

    Il traffico però è andato in tilt e alle 15 è accaduto quel che era difficilmente immaginabile: una seconda colata detritica scesa dalla val Rabbia ha travolto il ponte di Rino di Sonico, che era stato inaugurato appena 12 anni fa. Il manufatto era stato costruito con caratteristiche tecniche e ingegneristiche diverse rispetto a quello travolto a luglio del 2012: per due anni era stato sostituito da un ponte provvisorio e si pensava che la nuova costruzione avrebbe resistito a lungo, consentendo così i collegamenti tra Rino e il fondovalle. Invece il ponte si è sbriciolato ed è stato spazzato via.

    Il crollo di questo ponte ha generato altre due problematiche: la prima è che la strada alternativa «Malonno – Quattro Strade – Sonico» è diventata impraticabile; la seconda è che ha fatto scattare l’evacuazione delle case di Rino, dove abitano circa 250 persone. Protezione civile e vigili del fuoco le hanno accompagnate nelle ex scuole di Garda di Sonico o nel centro polifunzionale Ida Mottinelli dove i volontari hanno allestito le brande e preparato la cena. Qualcuno però non voleva lasciare la propria abitazione e sono dovuti intervenire i carabinieri per convincere anche gli ultimi a sfollare. Il crollo del ponte ha suscitato parecchi interrogativi, ma Luca Albertelli, geologo, chiarisce: «L’energia termica che si è accumulata in quota negli ultimi due mesi ha presentato il conto: i sistemi di monitoraggio e allerta installati e perfezionati dal 2012 ad oggi hanno consentito di evitare guai maggiori. Certamente la situazione è complicata».

    La valle Camonica è tagliata in due anche per la sospensione della circolazione dei treni: Trenord, a causa del maltempo, ha interrotto i collegamenti con Edolo. L’ultima stazione raggiunta è quella di Malonno. La società Valle Camonica Servizi ha invece comunicato che oggi il servizio di raccolta rifiuti sarà completamente sospeso a Sonico, Malonno, Edolo, Corteno Golgi, mentre a Vione e Temù è sospeso solo il servizio dell’indifferenziato.

    Problemi anche a Vione dove la val Vallaro, altro punto critico sul fronte idrogeologico della valle Camonica, è uscita dagli argini: il comune ha chiesto a una settantina di persone di lasciare le proprie abitazioni, ma il sindaco Stefano Tomasi commenta: «La pulizia delle briglie e i lavori fatti dal 2020 in avanti ci hanno consentito di evitare il peggio».

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    20 agosto 2026 ( modifica il 20 agosto 2026 | 21:19)

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