GUBBIO – Un’estate dedicata al volontariato, all’incontro e alla costruzione di legami oltre le divisioni. È quella scelta da alcuni giovani della Diocesi di Gubbio, impegnati quest’anno in Kosovo, nella Casa Carita Umbra di Leskoc.
Un primo gruppo di sei giovani eugubini è stato a Leskoc dal 23 luglio al 3 agosto. Tre di loro avevano già vissuto l’esperienza lo scorso anno e hanno voluto ripeterla nel 2026. Dal 17 fino al 27 agosto è invece presente un secondo gruppo di dieci giovani, sette di Umbertide, due di Gubbio e uno di Città di Castello, accompagnati da don Gaetano Bonomi Boseggia, parroco di Cristo Risorto a Umbertide, e da Luca Uccellani della Caritas diocesana di Gubbio.
La Casa accoglie numerosi minori in affido e sostiene decine di famiglie che vivono situazioni di povertà. Il modello è quello della casa famiglia, con laboratori di formazione e percorsi di avviamento al lavoro rivolti ai giovani. Una realtà che trova nella presenza dei volontari italiani e di altri Paesi europei una risorsa fondamentale per la quotidianità.
Per i ragazzi umbri, però, il soggiorno è un’esperienza di incontro con un territorio che porta ancora le ferite del conflitto, ma nel quale è possibile costruire relazioni al di là delle differenze culturali e religiose. In questo contesto la Casa Carita Umbra vuole essere un segno di pace, costruita giorno dopo giorno attraverso gesti semplici, relazioni e aiuto reciproco.
È proprio qui che i giovani delle diocesi eugubina e tifernate stanno sperimentando il significato concreto del volontariato: mettersi a disposizione degli altri e riconoscersi parte di una stessa comunità umana.
