di
    Irene Soave

    Come la Germania. La Spagna punge: noi contro. E l’opposizione attacca: boomerang per la premier

    Il governo italiano sembra più isolato sulla questione dei «dublinanti», che tiene banco nell’agenda estiva da che Germania, Austria e Svizzera hanno annunciato che riprenderanno a mandare in Italia i richiedenti asilo che provengono dal nostro Paese, ai sensi del Patto europeo migrazione e asilo.
    Di ieri è la notizia che saranno avviate espulsioni verso l’Italia anche dalla Finlandia e dalla Svezia. E l’opposizione italiana va all’attacco del governo, definendo la linea dura su Ceuta un «boomerang» che il Paese starebbe pagando. 

    Il primo annuncio di ieri è arrivato da Helsinki. «È importante che le norme sulla responsabilità per l’esame delle richieste d’asilo siano applicate correttamente, e riteniamo che l’entrata in vigore del Patto consenta la ripresa dei trasferimenti verso l’Italia», recita una nota del governo finlandese. «I nostri rimpatri», aggiunge Helsinki, «sono in fase di preparazione». Anche da Stoccolma un annuncio simile, con la chiosa di una portavoce del ministero per la Migrazione: «Da quando è entrato in vigore il patto europeo i trasferimenti ai sensi del regolamento di Dublino funzionano meglio». Dipende da che punto di vista. 



















































    Il numero di richiedenti asilo che i Paesi scandinavi intendono «rimandare» in Italia è da definire, come lo sono ancora quelli di Germania e Austria; dalla Svizzera sarebbero circa 600. Da chiarire resta anche il nodo della retroattività del Patto: il governo italiano ha sposato l’interpretazione che non possa valere per gli arrivi di prima del 12 giugno 2026, quando il Patto è entrato in vigore, ma sul punto c’è ambiguità. 

    Una «mano tesa» arriva da Parigi. Per il momento «la decisione politica della Francia è di non unirsi ai Paesi che rimandano i migranti in Italia secondo le nuove regole», scrive l’Ansa, citando fonti governative. Che aggiungono che «in ogni caso non ci sarà alcun annuncio» sul tipo di quelli giunti in questi giorni. Con Roma Parigi «condivide la volontà di operare per far calare i flussi in partenza dalla Tunisia e dalla Libia». 

    Mentre il ministero dell’Interno spagnolo, interpellato ancora dall’Ansa, non rinuncia a una puntura di spillo: un portavoce ribadisce che Madrid è «favorevole» a gestire la questione dei dublinanti attraverso i meccanismi europei di solidarietà, «piuttosto che ricorrere a restrizioni bilaterali isolate». Il riferimento è alla decisione dell’Italia di prolungare la chiusura dello spazio Schengen con la Spagna dopo Ceuta: di mercoledì l’annuncio che resta in vigore fino al 6 settembre. 

    E anche il centrosinistra va all’attacco del governo. La leader del Pd Elly Schlein parla di «clamoroso boomerang» della linea dura su Schengen con la Spagna. «Su Ceuta Meloni ha creato un precedente pericoloso per l’Europa, ma soprattutto per l’Italia». Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte rincara la dose: «L’inutile e dannoso show su Ceuta un capolavoro targato Meloni: i rimpatri funzionano, ma contro di noi». L’analisi di Matteo Renzi, leader di Italia viva: «Per rincorrere Vannacci Meloni ha infranto le regole europee. E ora gli altri Paesi ci restituiscono pan per focaccia». E per il segretario di +Europa, Riccardo Magi, «Meloni ha scatenato un vero e proprio effetto a valanga per cui tutti i Paesi membri alzano la guardia».

    20 agosto 2026 ( modifica il 20 agosto 2026 | 22:01)

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