La top 5

    Ad aprire la selezione è Seoul, regina indiscussa del foliage asiatico: gli aceri infuocati incorniciano anche la modernità scintillante della capitale sudcoreana, e una passeggiata lungo il torrente Cheonggyecheon regala scorci da cartolina, complici le installazioni luminose del festival delle lanterne che ogni anno, tra fine autunno e inizio inverno, trasforma il corso d’acqua in un fiume di luce. In questo periodo la città entra anche nel vivo del kimjang, la tradizione – riconosciuta dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’umanità – con cui famiglie e vicini si riuniscono per preparare insieme scorte di kimchi in vista dell’inverno: un rito comunitario che a Seul si celebra pubblicamente con un festival dedicato, tra dimostrazioni, degustazioni e laboratori aperti ai visitatori.

    Seoul (Pexels)

    Il sud-est della Turchia conquista invece chi cerca il mare: terminata la stagione scolastica, le coste del Mediterraneo si svuotano ma l’acqua resta calda e i siti archeologici restano accessibili senza code. Tra la laguna di Ölüdeniz, perfetta per il parapendio, le spiagge dorate di Patara e la baia protetta di Çıralı – dove da metà settembre si possono avvistare le prime tartarughe marine appena nate – la Turchia d’autunno mostra il suo volto più intimo.

    A Nara, in Giappone, oltre mille cervi sika vivono liberi nel grande parco cittadino e, complice il foliage che accende templi e sentieri, regalano un’atmosfera quasi fiabesca; molti di loro hanno persino imparato a inchinarsi in cambio di qualche biscotto. Qui sorge anche il Tōdai-ji, che custodisce una delle statue in bronzo del Buddha più grandi al mondo.

    Chi cerca invece l’avventura più fisica può puntare sull’Alta Via 1 delle Dolomiti: l’estate alpina, che dura fino a fine settembre, è l’unica finestra utile per percorrere questo trekking di circa dieci giorni tra guglie di roccia, passi oltre i 2.700 metri, prati fioriti e rifugi generosi nelle porzioni, con qualche tratto attrezzato con corde metalliche per affrontare i passaggi più esposti.

    Santa María Atzompa, Oax., Messico (Pexels)

    Chiude la top 5 Oaxaca, in Messico, meta d’elezione per il Día de los Muertos: tra il 31 ottobre e il 2 novembre, secondo la tradizione, le anime dei defunti tornano a fare visita ai vivi. Le famiglie costruiscono altari colmi di fotografie, candele, fiori di cempasúchil e dolci, si indossano maschere a forma di teschio e si festeggia nei cimiteri fino a notte fonda: un rito collettivo che qui, grazie alla forte identità indigena della regione, raggiunge un’intensità difficile da trovare altrove.

    Share.
    Leave A Reply